È stato illustrato nella serata di ieri (martedì 5 giugno) nella riunione comprensiva della II^ e della IV^ commissione consiliare lo studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un centro di distribuzione “social food” nella zona del Movicentro di Cuneo.
Ad aprire la discussione l’assessore Luca Serale: “Questo progetto, parte del Bando Periferie, punta alla costruzione di un bar-tavola calda che contenga anche una ludoteca indoor e un luogo in cui poter vendere e promuovere prodotti a “chilometro 0”. Dal punto di vista economico è di certo minoritario ma vuole rivitalizzare un’area fino a qualche anno fa del tutto deserta.”
A illustrare il progetto il dottor Pier Angelo Mariani. “L’intervento 17 prevede il recupero funzionale di locali inutilizzati all’interno della struttura stessa del Movicentro per la commercializzazione delle produzioni agroalimentari d’eccellenza. La zona risulta in questo momento priva di realtà di questo tipo: dare uno scopo a dei locali vuoti è il primo passo per rigenerarli. La zona è poi importante per il passaggio residenziale e per quello turistico: la stazione ferroviaria la rende ovviamente d’attrattiva.”
“Il centro di distribuzione sarà luogo di raccolta per i viaggiatori, le famiglie e gli studenti ma avrà uno spazio dedicato alla vendita di prodotti, uno per i servizi pubblici e privati per lo staff, uno per il deposito e uno per le attività ludiche. Coprirà un’area di 160 metri quadrati e nascerà dal collegamento strutturale dei tre locali esistenti in uno solo; ci sarà poi uno spazio esterno separato dalla strada tramite alberi che potrà ospitare un dehors di più di 130 metri quadri.”
“La soluzione scelta per la realizzazione è il progect-financing. - ha concluso il dirigente - Essendo i locali già semilavorati e in ottimo stato di conservazione il costo totale dell’opera sarà di 450mila euro, di cui il comune coprirà circa 225mila euro.”
A Beppe Lauria il primo intervento, ripreso anche da Laura Toselli: “La città ha già pagato per il Movicentro, vuoto da anni perché la politica che l’ha voluto intendeva solo spendere soldi pubblici: ora bisogna ingegnarsi per trovargli un senso. Quella location poteva essere usata per altro, invece che l’ennesimo bar. Il problema principale è il tunnel e lo rimarrà anche dopo l’intervento.”
“Il prevede che i nuovi locali siano intesi a sostegno delle fasce più deboli, - ha sottolineato Ugo Sturlese (poi sostenuto da Maria Luisa Martello) - e mi pare il progetto presentato non vada in questa direzione. Perché deve essere gestito da un privato? E quando è stato deciso tutto?”
Anche Simone Priola e Luca Paschiero hanno parlato di sociale: “La revisione complessiva di tutta l’area, porta d’ingresso della città dalla stazione, è però necessaria: un’occasione che deve essere colta in modo positivo, anche se forse con maggiore sguardo alle persone in difficoltà.”
Umberto Fino è intervenuto quindi in risposta a Lauria, che ha incalzato la maggioranza a esprimersi, sottolineando l’appoggio all’intervento.
“Come nuova amministrazione ci siamo ritrovati a gestire la partenza di un immobile deserto in un’area che con il rifacimento del centro storico è diventata degradata - ha concluso Serale -; abbiamo quindi pensato di realizzare un progetto sociale in senso ampio per recuperare un luogo dalle altissime potenzialità.
I canoni di base non sono certo ribaltati, quindi. Questo progetto è poi l’unico tra i due del Bando Periferie a project-financing, modalità che mette a rischio anche capitali privati: un impegno di questo tipo non è banale, ad oggi.”