Attualità - 11 giugno 2018, 13:31

Regno Unito: export piemontese in crescita del +13.4%

Giorgio Felici, presidente Confartigianato Piemonte: "Preoccupati dalla guerra commerciale globale"

Foto generica

Mancano poco meno di dieci mesi al 29 marzo 2019 quando il Regno Unito uscirà dall’Unione europea. Il Regno Unito è il quinto mercato di sbocco dei prodotti venduti dalle imprese italiane dopo essere stato superato a dicembre dalla Spagna.

A marzo 2018 l’export cumulato di 12 mesi nel Regno Unito vale 23.086 milioni di euro e cresce dell’1,8%, a fronte dei 23.393 milioni di esportazioni in Spagna che nell’ultimo anno sono salite del 7,4%. Nel dettaglio settoriale nei settori di Micro e Piccola Imprese le esportazioni valgono 7.874 milioni (12 mesi cumulati a febbraio 2018), rappresentano un terzo (34,9%) delle esportazioni manifatturiere e sono salite del 3,2% rispetto a 12 mesi prima.

I dati confermano l’importanza del mercato britannico per le piccole e medie imprese – riflette Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – confidiamo tuttavia che l’autonomia commerciale di cui si è riappropriato il Regno Unito non penalizzi le nostre imprese i cui prodotti sono comunque di eccellenza e tecnicamente avanzati. L’eventuale incidenza di dazi e barriere, pur non auspicabili, deve piuttosto fare riflettere sulle priorità che l’Italia dovrebbe darsi per la tutela del proprio tessuto produttivo. Non vorremmo decantare le gioie del libero mercato restando gli unici con le porte aperte, le aziende chiuse e l’eurocerino in mano.

Nel dettaglio il settore di MPI con maggiore export nel Regno Unito è rappresentato dall’Alimentare con 2.034 milioni di euro, che rappresenta un quarto (25,8%) dell’export di queste imprese; seguono l’Abbigliamento con 1.577 milioni (20,0%), gli Articoli in pelle con 1.131 milioni (14,4%), i Metalli (esclusi macchinari e attrezzature) con 950 milioni (12,1%), i Mobili con 890 milioni (11,3%), le Altre industrie manifatturiere con 776 milioni (9,9%), il Tessile con 406 milioni (5,2%), il Legno e prodotti in legno con 110 milioni (1,4%).

Il settore più dinamico è quello dei Metalli (esclusi macchinari e attrezzature) che cresce del +6,9%, seguito da Abbigliamento a +5,7%, Articoli in pelle a +4,7% ed Alimentare a +3,6%, tutti in aumento oltre la media. Al contrario si osserva un aumento inferiore a quello medio per Legno e prodotti in legno ed Altre industrie manifatturiere (entrambi a +2,8%) e Tessile (+0,4%). In controtendenza i Mobili, in flessione del 4,9%. I dati territoriali disponibili al 2017 indicano per le principali regioni, ognuna con oltre 100 milioni di euro di esportazioni di settori di MPI verso il Regno Unito e che rappresentano il 95,9% di tali esportazioni, una crescita superiore alla media in Piemonte con il +13,4%, segue il Lazio con il +6,3% ed Emilia-Romagna con il +5,8%.

La composizione dell’export dei settori di MPI verso il Regno Unito per comparti in Piemonte: alimentare 34,7%, tessile 10,9%, abbigliamento 18,6%, pelle 4,7%, legno 0,8%, metallo 10,8%, e mobili 1,1%. L’export dei settori di MPI verso il Regno Unito per provincia: Cuneo (32,8%), Alessandria (30,0%),Vercelli (+17,9%), Torino (+16,8%),Biella (14,3%), Asti (-8,9%), Novara (-10,3%) e Verbano Cusio Ossola (-15,9%).

Analizzando il grado di esposizione (il valore del rapporto tra le esportazioni nei settori di MPI verso il Regno Unito e il valore aggiunto), questo è pari allo 0,53%: valori oltre la media si rilevano per il Friuli-Venezia Giulia con l’1,20%, il Veneto con l’1,12%, l’Emilia-Romagna con l’1,00%, la Toscana con lo 0,95%, le Marche con lo 0,63% e la Campania con lo 0,58%, mentre il Piemonte con lo 0,52% si colloca al di sotto della media (0,53%).

A livello provinciale spiccano Vercelli con il 2,10% (specializzata in Alimentare, Tessile, Abbigliamento ed Altre manifatture, concentrate in Strumenti e forniture mediche e dentistiche), e Biella con il 1,90% (specializzata in Tessile e Abbigliamento), seguono: Novara (0,91%), Alessandria (0,84%), Asti (0,62%), Cuneo (0,55%), Torino (0,21%) e Verbano Cusio Ossola (0,17%).

c.s.