Attualità - 12 giugno 2018, 13:14

"Il giorno del blitz al cantiere del Tenda ho sentito tutta la responsabilità e il peso di un'operazione importantissima"

Il colonnello Massimiliano Pucciarelli, da 3 anni al Comando delle Fiamme Gialle provinciali, si è raccontato a Targatocn. Al suo fianco Cezanne, il cucciolo di pastore belga regalatogli dal personale del Comando

La sua figura, nella provincia Granda, è legata in particolare al blitz del Tenda, del 24 maggio 2017. Un'operazione di rilevanza internazionale, culminata con il sequestro del cantiere, dissequestrato poi ad agosto dello stesso anno. 

Tutta la vicenda è stata coordinata dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle, il colonnello Massimiliano Pucciarelli, insediatosi a Cuneo nel 2015. 

A distanza di tre anni dal suo arrivo qui, Targatocn ha voluto incontrarlo per fare un bilancio della sua presenza in una provincia dove tutto funziona e dove il livello di benessere economico è alto. "Per un finanziere essere a Cuneo o a Reggio Calabria non è molto diverso, perché l’attività di polizia economica-finanziaria, finalizzata al contrasto dei reati in questo ambito, è la stessa. Per un carabiniere o un poliziotto, invece, cambia radicalmente".

Classe 1968, nato a Roma sotto il segno del Leone, è milanista fin da bambino: "Quando avevo 10 anni mi ero preso una cotta per una bambina che proveniva da una famiglia di Monza. Erano tutti milanisti e sono diventato milanista anch'io", scherza. Non solo, fin da bambino ha vissuto a contatto con le Fiamme Gialle, perché il padre era un sottufficiale della Finanza. "Sognavo il posto fisso", dice citando Checco Zalone. "In realtà ho sempre avuto il mito delle Fiamme Gialle, appena preso il diploma in Ragioneria ho fatto il concorso e sono entrato in Accademia a Bergamo". Ha due lauree: una in Giurisprudenza e una in Scienze della sicurezza economico-finanziaria. 

Pucciarelli ci accoglie in ufficio accompagnato da Cezanne, un cucciolo di pastore belga regalatogli dal personale del Comando provinciale. "Qualche settimana fa è morto il mio cane, Arthur, anche lui un pastore belga. Ho sofferto tanto. E poi è arrivato Cezanne, un regalo che mi ha riempito il cuore di gioia. Il mio e quello dei miei due figli: ne ho due, una ragazza di 14 anni e un bimbo di 11", ci racconta, lasciando trasparire l'orgoglio di essere un comandante amato e benvoluto. "Il benessere di chi lavora con me è sempre al primo posto".

Il colonnello ripercorre con noi la sua carriera, che lo ha portato a coprire importantissimi ruoli. "Sono stato nei baschi verdi a Napoli, nell'antiterrorismo e pronto impiego; poi due anni a Genova, nel gruppo operativo antidroga. Ancora, a Torino per 4 anni, sempre nell'antidroga. Trasferimento a Corsico, nel milanese, come comandante di compagnia e dopo 5 anni sono stato trasferito nel gruppo operativo antidroga di Catanzaro come comandante. Con il grado di tenente colonnello ha comandato il provinciale di Vercelli per 5 anni, passando poi al comando regionale della Valle d’Aosta in qualità di capo di stato maggiore. E ora eccomi a Cuneo, per quanto ancora non lo so".

Una carriera fulminante, non esente da rischi: "A Napoli inseguivamo le auto provenienti dalla Puglia, piene di sigarette di contrabbando, a velocità folle. Le interecettavamo in autostrada". E ancora, ricorda un'operazione sotto copertura a Genova e tante operazioni in Calabria, sotto il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri nei confronti dei maggiori sodalizi della 'ndrangheta: "Intercettammo un carico di stupefacenti, 700 chili di cocaina al porto d Livorno. Un'indagine culminò con la cattura, in un blitz notturno, di sette latitanti della 'ndrangheta, tra cui uno ricercato da 15 anni dalla polizia di tutta Europa".

Un po' di noia a Cuneo? La domanda sorge quasi spontanea, dopo tante operazioni adrenaliniche. "No, a Cuneo sto bene, c'è una qualità della vita molto alta. Il lavoro è diverso, anche per il ruolo che ricopro, ma c'è molto da fare anche qui".

Pucciarelli ci racconta del Tenda: "Tutto è scaturito a seguito del controllo del territorio e dei traffici tra Italia e Francia. Vennero intercettati carichi di materiale ferroso: doveva essere di scarto ma era evidente che si trattava di materiale nuovo. Da lì, grazie alla rete di intelligence, abbiamo capito che c'erano dei soggetti che non impiegavano il materiale ferroso destinato all’opera in costruzione, ma lo rivendevano. Non posso dire che cosa penso come cittadino, come colonnello, invece, dico che, vista l'importanza dell'opera per il territorio, era necessario intervenire in fretta e affidare l'operazione alle migliori professionalità di cui dispone il Corpo in questa provincia".

In quel famigerato 24 maggio, quando al Tenda bis arrivarono decine di uomini, macchine, l'elicottero delle Fiamme Gialle, Pucciarelli era nel suo ufficio: "Seguivo tutte le operazioni e facevo da raccordo con la Procura. Come tutte le operazioni importanti che hanno contraddistinto la mia carriera, sentivo la responsabilità dell’operazione, gli interessi in gioco erano tanti. Auspico, come è normale che sia, la conclusione dell’opera: è di importanza strategica per la provincia di Cuneo".

Cosa pensa di questa provincia? "Essendo una buona forchetta, non posso non amarla: adoro i ravioli del Plin, la tagliata e il vino, ovviamente. Per il resto, posso dire che la Granda si può considerare ancora un'isola felice, la qualità della vita è alta e lo si percepisce immediatamente. Poi amo camminare in montagna, soprattutto d'estate. Un difetto? Forse servirebbe una maggiore apertura verso le novità. Sono diplomatico e rispondo da diplomatico: è una provincia un po' conservatrice, ma io ci sto davvero bene". 

Barbara Simonelli