Gentile Direttore,
oggi, presso la Camera dei Deputati, si è tenuta una conferenza stampa ove il Presidente Giorgia Meloni ha voluto esprimere il parere di Fratelli d'Italia in merito alle varie circolari sulla sicurezza delle pubbliche manifestazioni. Ella ha dimostrato una grande sensibilità verso quelli che amministrativamente sono relegati all'ultimo posto, ovvero i piccoli comuni.
Con i colleghi On.li Luca de Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore, Paolo Trancassini, sindaco di Leonessa e Francesco Acquaroli già sindaco di Potenza Picena, abbiamo potuto far emergere le tantissime criticità che ricadono sui comuni piccoli e medi. Le varie circolari sulla sicurezza degli eventi pubblici hanno sicuramente una loro importante valenza. Essa, però, non ha minimamente tenuto conto delle specificità delle varie situazioni.
Come si può paragonare la finale della champions league di piazza san Carlo a Torino con la sagra della patata di Entracque o quella della toma di Condove? Ha senso fare un piano di sicurezza per un evento come Collisioni a Barolo, ma ha lo stesso senso farlo per la processione dei santi Pietro e Paolo ad Argentera? Eppure le circolari non hanno minimamente fatto una distinzione oggettiva tra i vari eventi, danno si una discrezionalità riferita al numero di persone ipoteticamente presenti, ma hanno creato una situazione che per i piccoli comuni, che sono l'enorme maggioranza in Italia, è totalmente insostenibile.
Nella più parte delle nostre feste di paese ci si basa sul volontariato puro. Come è possibile far fronte a dei costi burocratici da migliaia di euro riferiti a manifestazioni che non hanno un euro di introito? Ebbene la dimostrazione è sotto i nostri occhi. Solo in Piemonte sono già state annullate oltre 7000 manifestazioni, per lo più in comuni che fanno parte di quelle "Terre Alte" che sono tra le più penalizzate. Eventi che portavano poche centinaia di persone nei nostri piccoli comuni, turisti che dopo le sagre si sarebbero fermate in un bar, avrebbero acquistato un prodotto locale. Avrebbero assaggiato un vino o un formaggio.
Invece questa estate la potremo ricordare come l'estate senza feste. Come una estate dove la burocrazia nazionale ha ucciso feste e sagre che da centinaia di anni si svolgevano e dove mai era accaduto alcun tipo di incidente o situazione tragica.
Ebbene oggi noi paghiamo una incoerenza di una grande metropoli come Torino che avrebbe dovuto far aprire lo stadio della Juventus , ove ogni situazione è già di default sotto controllo, invece che far ammassare decine di migliaia di persone in una piazza con la libera vendita di alcolici in bottiglie di vetro.
Mi sia consentita una battuta, nelle nostre sagre paesane vi sarà certamente qualcuno che alza il gomito, ma attorno ai nostri borghi abbiamo talmente tanti bei prati che una coperta si può stendere in piena sicurezza per far passare una sbronza. Speriamo, sia come sindaci che come parlamentari, che il Prefetto Gabrielli sappia recepire le richieste che già sono state a lui sottoposte. Non facciamo morire le nostre feste di paese perchè con esse moriranno anche i nostri comuni.
Monica Ciaburro