Attualità - 05 luglio 2018, 10:45

Nuovo boccone amaro per Verzuolo: le Poste Italiane chiudono, per cinque giorni, gli uffici durante il periodo estivo

La “rimodulazione delle aperture” si aggiunge alla consegna della corrispondenza a giorni alterni. Critico il sindaco Panero: “La dimostrazione che le Poste Italiane non rispettano il ruolo di servizio, come stabilisce l’Europa”

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Oltre il danno, la beffa.

Verrebbe quasi da dire così, pensando alla situazione del servizio postale di Verzuolo.

Qui, l’Amministrazione comunale del sindaco Gian Carlo Panero ha espresso – a più riprese – la propria contrarietà al recapito della posta a giorni alterni.

Il primo cittadino aveva parlato di “gravi conseguenze sia per i cittadini, dal momento che il 30% della popolazione è ultra 65enne, che per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni”.

La protesta si era tradotta anche in un apposito ordine del giorno, approvato in Consiglio comunale, con un vero e proprio appello a tutti gli Enti superiori (Provincia, Regione, Parlamento) ed ai loro rispettivi rappresentanti del territorio.

Nulla si è mosso in tal senso, se si eccettua la richiesta di presa visione degli atti dal 2016 ad oggi da parte del senatore Marco Perosino.

Anzi.

Se – da un lato – la consegna della posta continua a rimanere a giorni alterni, dall’altro la Gestione operativa di Poste Italiane di Cuneo ha comunicato al sindaco Panero una “rimodulazione delle aperture estive giornaliere ed orarie degli uffici postali”.

Un modo, più soft, per dire che nel periodo estivo l’ufficio di Verzuolo chiuderà per cinque giorni, il 14 ed il 21 luglio, l’11, il 18 ed il 25 agosto.

Poste Italiane motiva la riduzione del servizio con “il fine di garantire un maggior equilibrio tra la fisiologica flessione della domanda dei servizi postali nel periodo estivo e la relativa offerta”.

Non dello stesso avviso, ovviamente, il sindaco della cittadina.

Questa scelta di chiudere un servizio così importante per cinque giorni durante il periodo estivo si ricollega, naturalmente, alla scelta di consegnare la posta a giorni alterni.

La dimostrazione che le Poste Italiane non rispettano il ruolo di servizio, come stabilisce l’Europa, creando gravi ricadute negative sui cittadini e sulle piccole imprese. Insomma, alle Poste manca il personale, e anziché sopperire con nuove assunzioni, si decide di chiudere gli uffici”.

Nicolò Bertola