Riparte dalla PMI metalmeccanica la sfida della “Dignità” attraverso il rafforzamento degli strumenti espressamente dedicati al welfare aziendale. In attesa delle prossime mosse di politica economica e fiscale nazionale, e di testare concretamente sul campo vecchie e nuove legislazioni in tema di lavoro e industria, le piccole e medie imprese della manifattura, aderenti a Unionmeccanica Cuneo e Roma, partono dalle iniziative già autonomamente realizzate, a Moretta e a Torino, nei mesi passati e ufficializzano, con le rappresentanze del lavoro dipendente, un primo sostanzioso pacchetto di misure economiche e normative. A elencarle, è il contratto collettivo nazionale firmato in primavera sulla base di un testo definitivo che completa e specifica l’accordo di luglio 2017 fra Unionmeccanica Confapi e le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil. I lavoratori interessati, in tutta Italia, sono circa 360mila, occupati in 34.000 industrie medio-piccole di un settore che, al netto delle difficoltà imposte dalla globalizzazione, rimane trainante per la complessiva innovazione dell’economia.
L’intesa, oltre a stabilire un aumento dei minimi e alcune voci economiche aggiuntive flessibili, integra le dotazioni a favore della sanità e della previdenza integrativa e – innovazione significativa – istituisce una “Banca delle ore solidale” in cui far confluire a titolo volontario e gratuito i permessi e le ferie aggiuntive mettendole a disposizione per venire incontro a casi di grave necessità in azienda.
Unionmeccanica, che a livello provinciale cuneese è rappresentata dal Dirigente industriale Paolo Cantelmi della Sea Experience Srl, sul piano nazionale parla comunque piemontese grazie al suo Presidente, l’alessandrino Gianpiero Cozzo.
“L’industria 4.0 è una sfida al sistema di welfare aziendale e generale – spiegano i due Dirigenti – e i meccanismi di sicurezza sociale del lavoro e dell’impresa non possono essere gli stessi finora conosciuti. Occorre passare dai concetti di vincolo, di tassazione e di sanzione a quelli di fiducia e di premialità e incentivare la coesione nelle stesse aziende. Le più recenti statistiche sull’andamento dei redditi indicano il protrarsi di una fase declinante che non risparmia neppure le aree del Piemonte storicamente forti, e quindi occorre far sì che la rivoluzione digitale sia gestita, su base normativa e fiscale, come fattore inteso non per spiazzare il lavoro umano ma viceversa per esaltarne il merito e la produttività. Le iniziative promosse in Provincia di Cuneo e a Torino, che ha ospitato prima della pausa estiva il Consiglio nazionale di Unionmeccanica sui temi proprio del welfare, vanno nella direzione di codificare una prassi utile anche alle riforme strutturali”.