Scuole e corsi - 27 settembre 2018, 11:27

"Peveragno ha bisogno di un nuovo polo scolastico": sindaco e dirigente illustrano alla popolazione il progetto

"Quelle attuali sono strutture concepite per un’epoca differente e non più accettabili: per obbligo di legge dobbiamo sistemarle. Ma il semplice adeguamento non risolverebbe del tutto i problemi"

L’amministrazione comunale non ha alcun dubbio in merito: a Peveragno serve un nuovo polo scolastico diverso da quello di via Piave, magari comprendente anche la scuola dell’infanzia, più ampio e meglio innestato dal punto di vista urbano.

La proposta è stata illustrata nei dettagli proprio dal sindaco Paolo Renaudi in una serata tenutasi ieri (mercoledì 26 settembre) alla struttura del Formont. 

Gli edifici delle due scuole, primaria e secondaria, sono stati costruiti rispettivamente tra il 1967 e il 1968 e il 1971 e il 1972 ed è necessario aggiornarle alla legislazione attuale. “Dal punto di vista della prevenzione incendi e dello stato degli impianti elettrici, non ci sono criticità rilevate, altrimenti non avremmo potuto aggiungere una 5^ sezione: i lavori di ammodernamento sono stati completati nelle ultime due estati, per una spesa complessiva di circa 200mila euro.

È dal punto di vista delle norme antisismiche e dello stato della struttura vero e proprio che il complesso di via Piave non lascia tranquilli gli amministratori: le due scuole pare non potrebbero sopportare una scossa sismica di oltre quinto grado. 

Nell’estate 2017, poi, sono stare rilevate alcune gravi criticità strutturali nella palestra della scuola secondaria; immediata la chiusura e il puntellamento (realizzato rapidamente grazie al contributo della Fondazione CRC) per ragioni di sicurezza. Tra l’inverno 2017 e l’estate 2018 il soffitto della palestra è stato quindi rimesso in sicurezza con la spesa di 30mila euro: “Il soffitto è stato realizzato in difformità rispetto all’originale progettazione - ha spiegato Renaudi - e crediamo a dare il colpo di grazia siano state le nevicate straordinarie del 2008 e 2009.

A seguito della scoperta nella palestra (che il prossimo inverno subità lavori di ristrutturazione per 600mila euro con tempistiche previste particolarmente lunghe) l’amministrazione ha quindi provveduto a realizzare analisi strutturali in tutto il resto del complesso; a parte la palestra stessa, le due scuole - in situazione ordinaria e statica - non c’è il rischio che crollino.

Ma il sindaco si è dimostrato lapidario: “Sono strutture concepite per un’epoca differente e non più accettabili: per obbligo di legge dobbiamo sistemarle. L’adeguamento dell’esistente ci restituirebbe una scuola comunque vecchia sotto molti profili, tamponerebbe la situazione ma non la risolverebbe. La costruzione di un nuovo polo è quindi scelta obbligata.

L’amministrazione ha già avviato le procedure per giungere allo studio di fattibilità del progetto, che dovrà essere presentato entro il 2021 per poter accedere alla nuova tornata di finanziamenti. Nel 2026 si prevede la fine dei lavori. Ma i problemi strutturali delle scuole riguardano tutti gli edifici comunali, che con il tempo si prevede di adeguare alle normative allo stesso modo. 

Quale futuro, quindi, per il complesso attuale una volta terminato quello nuovo? “Di certo non sarò io il sindaco che dovrà occuparsi della cosa - ha detto Renaudi - quindi posso permettermi di volare con la fantasia: restituirei quello spazio alla cittadinanza attraverso la realizzazione di un’area verde o di un parcheggio.

simone giraudi