Il Consiglio comunale di Saluzzo, in forma quantomai compatta e unanime, approva la mozione per la riapertura del tribunale cittadino.
Nella seduta di ieri sera (giovedì) maggioranza e opposizione hanno votato a favore del documento proposto dai consiglieri di minoranza, gli avvocati Daniela Contin e Andrea Farina.
Una mozione che i due consiglieri hanno ampiamente illustrato nelle prime fasi della discussione.
“Il dibattito – ha detto Farina - non può e non dev’essere preso come una critica al tribunale di Cuneo.
La mozione nasce da due fatti: dal ‘contratto di Governo’ formulato dall’Esecutivo attuale e dalla raccolta firme promossa dai dipendenti tribunale e firmata anche da giudici”.
Presenti in sala v’era anche una delegazione proprio del personale che ad oggi svolge servizio nel Palazzo di Giustizia saluzzese.
“Ritengo ci siano elementi oggettivi e soggettivi. – ha continuato Farina – Gli elementi oggettivi sono meglio fotografati da un documento predisposto dall’ex Ordine degli Avvocati di Saluzzo. L’ex presidente Maurizio Bontatesta (presente tra il pubblico: ndr) ha compiuto un lavoro certosino, basandosi su fatti concreti e oggettivi. Come la superficie dell’area interessata dal Tribunale di Saluzzo, 1824 chilometri quadrati, pari ad un terzo della Regione Liguria, o come le 130mila persone del bacino saluzzese.
Dobbiamo tener conto, inoltre, che il nostro Tribunale trova posto in una struttura costruita appositamente, senza tralasciare la presenza del carcere, con 350 detenuti, che attualmente devono essere trasportati a Cuneo per le udienze. V’è poi il trasporto della documentazione: a Saluzzo abbiamo ancora ancora l’archivio del Tribunale di Cuneo, che comporta per il personale del Ministero di doversi spostare, oltre a causare una lentezza fisiologica dei procedimenti.
Il Tribunale lavorava bene, con qualche lacuna, ma con introiti notevoli, se pensiamo che le sanzioni pecuniarie del 2010 ammontano a 450mila euro.
Il sindaco ha inoltrato al Ministero una missiva apprezzabile, ma sostanzialmente attendista e neutrale, della serie ‘diteci cosa volete fare che vedremo’, dal momento che giustamente l’Amministrazione aveva già immaginato una soluzione alternativa per i locali dell’ex Tribunale, che non possono rimanere per anni vuoti.
Occorre ragionare se sia meglio tenere una posizione attendista o fare come Alba, dove il sindaco ha preso una posizione in favore della riapertura. La mozione va in questa direzione”.
Nel suo intervento, Farina ha lasciato trapelare che, da fonti parlamentari e giornalistiche, pare che da parte del Governo vi sia la volontà di riaprire un solo tribunale in tutta la Provincia di Cuneo. Se così fosse, ovviamente, Saluzzo dovrebbe fare i conti con Alba ed il suo territorio, che da tempo invocano una riapertura del Palazzo di Giustizia, che ha subito la stessa sorte di quello saluzzese.
“Già il 19 ottobre del 2011 – le parole di Daniela Contin – durante un incontro di Forza Italia mi chiedevo quale futuro vi fosse per il Tribunale, e già allora dicevo che bisognava avere idee chiare. Avevo auspicato un potenziamento della struttura per mantenere la sede a Saluzzo. Se in provincia riapre un solo Tribunale, sarà quello di Alba.
Entra in gioco quindi un discorso politico e di convinzione dell’Amministrazione. Quanto ci crediamo, vogliamo crederci o ci abbiamo creduto? Ci fosse anche una sola possibilità va giocata. Da questo posto non posso dire ‘ci rinunciamo’.
La riapertura non è vantaggio solo per gli utenti, ma per la città e per tutto il territorio saluzzese, come potenziamento di un ruolo di centralità dei servizi.
Serve un’ottica unitaria. È una battaglia quasi impossibile, ma abbiamo il dovere di provarci. Con la volontà di tutto il Consiglio potremmo fare tutto quello che è ancora possibile”.
“Nel contratto di Governo leggiamo che c’è una dichiarazione di intenti per una rivisitazione della geografia giudiziaria, che però andava già fatta in passato” ha invece sottolineato con forza Stefano Quaglia.
L’ex sindaco della Città ha poi ampliato le sue considerazioni, con qualche rimando “storico” alla vicenda del tribunale.
“In passato, il Comune non ha dato luogo ad azioni così eclatanti come meritava la questione della chiusura del Tribunale, se pensiamo a come fatto da Alba.
Una gravissima situazione sottovalutata o mal valutata, come la riorganizzazione della sanità ospedaliera. Se rivendichiamo quanto scritto nel ‘contratto di Governo’, dobbiamo metterci dalla parte di chi fa Amministrazione, riconoscendo la cosa più giusta, più utile e possibile da fare.
Giusta una rivisitazione della circoscrizione giudiziaria saluzzese. L’utile è già stato evidenziato. Il possibile si attua se c’è una forte volontà dell’Amministrazione e una forte coesione della comunità saluzzese, per concretizzare una proposta convincente. È necessario allargare il territorio su Pinerolo. Non è la prima volta che combattiamo una battaglia contro aree più importanti e politicamente più potenti di noi.
La semplice volontà di un Consiglio comunale non è sufficiente. Votiamo a favore convintamente, a disposizione di ogni azione che l’Amministrazione proporrà”.
Tutte le premesse fatte dalle opposizioni sono state “condivise al cento per cento” dalla maggioranza, che in prima battuta si è espressa attraverso le parole del sindaco Mauro Calderoni.
Che però, dopo aver preso nota di alcuni passaggi durante gli interventi delle opposizioni, non ha tralasciato alcuni distinguo.
Alcuni in merito a quanto detto poco prima: “La lettera di giugno indirizzata al Governo non è stata per tenue, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposte. Apprezziamo l’appoggio ricevuto da Quaglia, ma non funziona così: se condividiamo che sia opportuno mettere in campo ogni azione per provare a riottenere l’apertura ci muoviamo tutti insieme, specificando meglio alcuni passaggi della mozione, riconoscendo che la nostra azione di giugno non è stata garbata ma forte.
Abbiamo detto al Governo che non avremmo lasciato la porta aperta ad ogni soluzione, ma che abbiamo interrotto il processo di riuso dei locali per non ostacolare l’eventuale riapertura del Tribunale.
Lancio un altro elemento. La Polizia stradale non ha una sede, è sotto sfratto e il trasferimento nei locali del Tribunale ci aiuterebbe a risolvere il problema della sorveglianza del Tribunale, per la quale il Comune ha pagato una guardia giurata che mancava, oltre a predisporre un servizio speciale con i Vigili.
La sistemazione della Polstrada è compatibile, interesserebbe porzioni minime con l’accesso su via Savigliano, nei locali degli alloggi dell’ex custode.
L’archivio risulta imballato di metri cubi di carta che non servono a nulla e che andrebbero mandati al macero (l’affermazione del sindaco è stata accolta dai “Non è vero. Cosa sta dicendo?” delle dipendenti del Tribunale: ndr).
Gli spazi sono compatibili per ospitare sia il Tribunale che la Polizia stradale che svolgerebbe anche servizio di vigilanza: secondo me questo è un elemento che va inserito all’interno della mozione.
Facendo rete con altre realtà si potrà costruire una richiesta forte, che avrebbe più attenzione di quelle fatte sino ad oggi”.
La maggioranza ha dunque proposto i due emendamenti da apportare al testo, ampiamente illustrati dal primo cittadino, “sottolineando l’urgenza del trasferimento della Polstrada” ha detto Aldo Terrigno, capogruppo di maggioranza.
Il documento – accolti all’unanimità gli emendamenti della maggioranza - è stato rimandando alla valutazione dei capigruppo.