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Politica | 29 settembre 2018, 14:46

Elezioni regionali, ancora tante le incognite

Centrosinistra, centrodestra e M5S studiano il da farsi in vista del rinnovo del Consiglio regionale. Alleanze in alto mare e sui candidati presidenti finora nessuna certezza. Sergio Chiamparino e Alberto Cirio ai box, ma entrambi devono fare i conti con le fibrillazioni dei loro rispettivi schieramenti

Elezioni regionali, ancora tante le incognite

Si vanno delineando, per quanto a fatica, gli scenari in vista delle elezioni regionali, abbinate a quelle amministrative, in calendario per la tarda primavera 2019.

Il governatore uscente del Piemonte, Sergio Chiamparino, dopo vari tentennamenti, ha ribadito, nelle scorse settimane, la disponibilità ad una sua ricandidatura, seppur in una cornice politica diversa rispetto a quella del 2014.

Chiamparino vuole avere le mani libere per non finire nelle paludi delle lotte correntizie del Pd torinese e guidare una coalizione a più marcata connotazione civica.

Vedremo come e con quali soggetti l’alleanza si determinerà e, soprattutto, se il settantenne governatore uscente non avrà ulteriori ripensamenti.

Il maggior partito della coalizione di centrosinistra, il Pd, vi avvia all’appuntamento congressuale in un clima di forti contrapposizioni, sia a livello nazionale che piemontese e questo non piace né giova a Chiamparino.

Sul fronte del centrodestra, il leader leghista, Matteo Salvini, e quello di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo il lungo freddo, sembrano aver riallacciato i rapporti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Un’intesa di massima è stata raggiunta dopo il vertice a tre tra Salvini, Berlusconi e Meloni a Palazzo Grazioli, anche se la Lega ha confermato che l’accordo vale solo per le amministrative, mentre per il governo centrale resta valido il contratto stipulato con Di Maio e i 5 Stelle.

Chi confida in un centrodestra unito è l’albese Alberto Cirio, il quale lascerebbe volentieri l’europarlamento per una candidatura a presidente del Piemonte, pur avendo pendente sul capo la spada di Damocle dell’inchiesta cosiddetta “Rimborsopoli 2”.

In pista, sempre per Forza Italia, c’è anche l’attuale parlamentare Claudia Porchietto, che sembra essere gradita agli ambienti imprenditoriali e al mondo della finanza subalpina.

La partita è comunque solo agli inizi e ad indicare i candidati presidenti, se accordo davvero sarà, saranno Salvini e Berlusconi.

Va da sé che il rilancio della coalizione di centrodestra avrebbe ripercussioni sul governo gialloverde, dove in questi giorni non mancano divergenze tra Lega e 5 Stelle, in particolare sui temi economici.

Salvini, forte dei sondaggi che danno la Lega oltre il 30%, potrebbe essere tentato di staccare la spina al premier Giuseppe Conte, soprattutto se le frizioni col ministro del Mef Giovanni Tria dovessero accentuarsi.

Se così fosse, a maggio del prossimo anno, sempre che la situazione non precipiti prima, ci si potrebbe trovare in presenza di un election day senza precedenti con ben quattro consultazioni elettorali in un solo colpo: comunali, regionali, europee e politiche.

Giampaolo Testa

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