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Attualità | 01 ottobre 2018, 19:31

In provincia di Cuneo aumentano le diagnosi di tumore ma non la percentuale di mortalità

Questo grazie all’individuazione della malattia sempre più precoci. Ecco il vademecum per prevenire i rischi

In provincia di Cuneo aumentano le diagnosi di tumore ma non la percentuale di mortalità

In provincia di Cuneo le diagnosi di cancro sono in aumento ma rimane stabile il tasso di mortalità. E questo perché, grazie a controlli puntuali e una ricerca medica sempre più avanzata, le diagnosi tumorali sono sempre più precoci.

Per diminuire il rischio di contrarre un cancro, la Commissione Europea ha stilato un vademecum per far conoscere alla popolazione i comportamenti corretti da tenere nella propria vita e in quella dei propri familiari.

“Si tratta di dodici raccomandazioni che le persone possono seguire senza bisogno di competenze o consigli specifici - ha spiegato il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Cuneo, Giuseppe Guerra -, che anche noi come ordine, in accordo con tutti gli altri ordini del Piemonte e la rete per la prevenzione del Piemonte e della Valle d’Aosta, abbiamo sottoscritto e condiviso. Inoltre intendiamo promuovere questa importante azione di prevenzione e informazione attraverso l’adozione di alcune azioni fondamentali”.

Tra queste azioni, c’è la condivisione del Codice europeo contro il cancro, l’adozione di un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, promozione di una corretta informazione.

Inoltre è stato realizzato un poster molto chiaro e sintetico, sul quale si possono trovare le dodici azioni da mettere in atto per ridurre il rischio di cancro. Azioni importantissime, quelle su cui si basa la prevenzione, basti pensare che quasi la metà di tutti i decessi legati al cancro in Europa potrebbe essere evitata se tutti seguissero queste raccomandazioni.

Eccone alcune: non fumare, vaccinare i figli, proteggersi dal sole, seguire una dieta sana e fare attività fisica. “I poster - conclude il presidente Guerra - saranno distribuiti nelle sale di attesa dei medici di famiglia e pediatri. Inoltre saranno offerti alle strutture sanitarie come ospedali e consultori, per comunicare al meglio i messaggi le regole di prevenzione”.

“Nella prevenzione del rischio di contrarre il cancro, il medico di base è una figura fondamentale - ha detto Annalisa Amati, consigliera dell’ordine dei medici - perché sono quelli più a contatto con il paziente e la loro famiglia e può così già percepire ed individuare quali sono i rischi per quella persona ed intervenire attraverso un consiglio”.

 

 

 

NaMur

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