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Attualità | 14 novembre 2018, 20:23

CGIL Cuneo e FILLEA CGIL Cuneo: "Non lasciamo che la vicenda del Tenda cada nell'oblio"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Gentile Direttore,

tra pochi giorni saranno passati sei mesi da quando i 25 lavoratori, impegnati nella costruzione della seconda canna del Tunnel di Tenda, hanno dovuto lasciare il cantiere.

La decisione dell’Azienda, comunicata loro solo il giorno prima, anche se già prevedibile dopo la rescissione del contratto da parte dell’ ANAS, ha avuto un notevole impatto sui lavoratori. Un mese dopo, un mese passato nella totale incertezza, la quasi totalità dei 25 lavoratori (alcuni, pochi, sono stati dirottati su altri cantieri della Grandi Lavori Fincosit), hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

La formula usata è la solita, fredda e burocratica: “Siamo spiacenti doverLe comunicare la nostra decisione di recedere dal rapporto di lavoro con Lei intercorrente, per giustificato motivo oggettivo”. I motivi, prosegue la lettera della Galleria di Tenda S.C.A.R.L., “…sono da individuarsi nell’oggettiva impossibilità di utilizzare le Sue prestazioni lavorative…”, e ancora…”verificata l’impossibilità di attribuirle altre mansioni…”.

La sostanza è che i lavoratori sono da fine giugno percettori di NASPI, l’indennità che dopo i primi tre mesi scende gradualmente, ma sistematicamente, del 3% ogni mese (decurtazione da calcolarsi sull’indennità del mese precedente). La cattiva sorte toccata a questi lavoratori, purtroppo non i soli (il detto mal comune mezzo gaudio non è un’argomentazione spendibile), subisce un ulteriore peggioramento.

Infatti in data 12 luglio la Grandi Lavori Fincosit ha presentato istanza di concordato con riserva. La presentazione dell’istanza blocca, nei fatti, tutti i debiti dell’Azienda e qualsiasi azione che i creditori intendano promuovere nei confronti della stessa; tradotto significa che i lavoratori ma anche i fornitori dovranno attendere per vedere soddisfatti i loro crediti, nel caso dei lavoratori le retribuzioni arretrate, le spettanze di fine lavoro, il TFR (la liquidazione).

Sul versante lavoro la situazione non è rosea anche se stiamo parlando di lavoratori che, da sempre, pur di lavorare, sono abituati a spostarsi da una parte all’altra, di lavoratori che hanno una professionalità specifica, sappiamo tuttavia che le grandi opere non stanno attraversando un momento felice (per usare un eufemismo).

Nello specifico del cantiere del Tenda le vicende sono note ma alle parole, che pur erano state spese in occasione degli incontri in Regione Piemonte (il 29 aprile) e in Prefettura (il 4 maggio) da parte di ANAS, non sono seguiti i fatti e le ipotesi di subentro delle Aziende a suo tempo “soccombenti”, rispetto all’aggiudicazione dell’appalto, sembrano allontanarsi. I lavoratori che alcuni mesi fa avevano chiesto di poter porre fine allo stato di incertezza che li attanaglia da troppo tempo, non sono stati ascoltati.

Proporremo a FILCA e FENEAL di richiedere una nuova convocazione di ANAS in Prefettura, per avere un aggiornamento che riguarderà certo i lavoratori, ma anche le sorti dell’opera necessaria per migliorare i collegamenti internazionali con la Francia e nazionali con la Liguria, oltre ad avere una valenza sul piano economico-sociale. Non vorremmo che nella situazione generale riguardante le opere infrastrutturali, quelle del cuneese (il Colle di Tenda ma anche la Asti-Cuneo) venissero considerate minori, ne andrebbe di un ulteriore isolamento della nostra realtà territoriale.

Non possiamo accettare che la vicenda Colle di Tenda cada nell’oblio.

Grazie,

CGIL Cuneo, FILLEA CGIL Cuneo

Al Direttore

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