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Cronaca | 14 novembre 2018, 15:05

A processo per la rapina di una banca del centro di Cuneo

Il 15 dicembre 2016 due persone erano entrate nella filiale all’ora di pranzo rubando denaro in contante

A processo per la rapina di una banca del centro di Cuneo

Erano in due, entrambi a volto coperto, ma solo uno avrebbe materialmente compiuto la rapina arraffando il denaro contante, circa 7.000 euro, da un cassetto. L’altro lo avrebbe raggiunto nel salone solo per dirgli di sbrigarsi per scappare.

Era il 15 dicembre 2016 quando la filiale della Credem Banca a Cuneo fu rapinata da due persone. All’ora di pranzo il personale si stava preparando per uscire. La cassiera si era sentita toccare alle spalle da un uomo, di cui poteva vedre solo gli occhi: “Impugnava una pistola ma non me la puntò contro. Mugugnando mi fece segno di spostarmi in modo che potesse prendere il denaro. Gli altri colleghi erano invece stati chiusi in un ufficio”.

I due rapinatori erano scappati dalla finestra sul retro e si sarebbero allontanati in bicicletta. Anche se dopo pochi minuti la polizia era già sul posto, avevano fatto perdere le proprie tracce.

In tribunale si sta celebrando il processo a carico di S.S. pregiudicato catanese. Un ispettore della Squadra Mobile di Cuneo ha spiegato ai giudici come si arrivò a lui: “Poco dopo il fatto di Cuneo S. fu arrestato insieme ad un’altra persona a seguito di una rapina avvenuta in una banca di Parma con lo stesso modus operandi. In più tramite l’analisi dei tabulati telefonici si era scoperto che due cellulari intestati a persone fittizie, durante la notte precedente e fino al giorno successivo nella zona di Cuneo in cui era avvenuta la rapina, avevano avuto contatti telefonici con utenze che avevano agganciato celle compatibili con il luogo di residenza del S., nel Catanese”.

L’ispettore ha aggiunto che prima dell’arresto dell’imputato si era indagato anche su altri due soggetti, uno residente nel Cuneese, che in passato avevano utilizzati tecniche simili per le rapine, ma senza trovare riscontri.

Le domande della difesa rivolte agli impiegati della banca hanno insistito sulle modalità di riconoscimento del S., avvenute tramite foto degli album segnaletici e con ricognizione diretta. Ma dei rapinatori erano visibili solo gli occhi, e i testimoni non sono stati concordi sull’altezza e sulla corporatura dell’uomo che aveva preso il denaro.

L’udienza è stata rinviata a febbraio per il proseguimento dell’istruttoria.

Monica Bruna

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