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Attualità | 28 novembre 2018, 10:00

Per l’albese Casa Pina un ampliamento che fa discutere: "Mussotto ha già dato tanto per l’accoglienza"

Torna oggi in commissione la richiesta di modifica al Prg. Già consentiti nuovi spazi per 600 mq, la cooperativa Alice chiede un allargamento delle categorie che avranno accesso all’housing sociale. Bolla: si faccia chiarezza. L’assessore Di Liddo difende la struttura: "Eccellenza cittadina"

L'housing sociale di corso Canale a Mussotto

L'housing sociale di corso Canale a Mussotto

Un progetto che fa discutere quello che la cooperativa sociale Alice di Alba vorrebbe realizzare sugli spazi di "Casa Pina", il social housing nato in frazione Mussotto nel febbraio 2008 grazie al generoso lascito della signora Pina Bevione.

Già dalla scorsa estate il tema è all’attenzione della commissione consiliare all’Urbanistica, che nel pomeriggio di oggi, mercoledì 28 novembre, tornerà a riunirsi in municipio per valutare l’opportunità di concedere non tanto un incremento degli spazi per 600 mq, già consentito dall’attuale Piano regolatore, ma una modifica alla destinazione d’uso dell’intero complesso.

Finalità dell’operazione sarebbe infatti quella di incrementare l’attuale capacità di accoglienza per le categorie che già oggi hanno accesso ai 13 alloggi presenti in corso Canale – una trentina di persone tra richiedenti asilo e rifugiati, famiglie in emergenza abitativa e soggetti che devono ultimare il proprio percorso di uscita da una dipendenza –, ma anche quella di aprire le proprie porte a nuove categorie di ospiti. Un novero nel quale rientrerebbero studenti fuori sede, stagisti, giovani lavoratori con contratto a tempo determinato, pazienti ospedalieri reduci da cure in day hospital e loro parenti, e anche giovani viaggiatori alla ricerca di una sistemazione a basso costo.

Già nel luglio scorso l’ipotesi fece discutere. Ora a riaccendere i riflettori sul caso è Emanuele Bolla, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e fondatore del sodalizio di centrodestra Alba 2019, che ha chiesto al presidente della commissione Carlo Bo (Forza Italia) che a illustrare i dettagli del progetto nella seduta di domani fossero gli stessi referenti dell’housing sociale.
Ho chiesto al sindaco Marello di acquisire un parere da parte del quartiere e di poter sentire le motivazioni di questa richiesta da parte dei responsabili della struttura – spiega Bolla –. Casa Pina nasce da un lascito e dovrebbe essere utilizzata per un numero limitato di scopi, con riferimento particolare a donne sole con minori, anziani e portatori di handicap. Non sono d’accordo a modificare di molto il numero di soggetti coinvolti, anche perché il Mussotto sta già dando moltissimo alla città nell’ambito dell’accoglienza. Ricordiamoci che il quartiere già ospita diverse cooperative sociali, deve fare i conti con la presenza del vicino campo nomadi e di altri insediamenti abusivi, è tra i più soggetti al fenomeno delle discariche abusive. Crediamo quindi che il suo contributo alla città in questo senso sia già importante e che sia giunta l’ora di porre qualche limite. Sul futuro di Casa Pina faremo chiarezza con i responsabili della struttura, senza strumentalizzazioni e nell’interesse del quartiere e della città”.

Interpellato dal nostro giornale, il direttore di Alice Mauro Giacosa ribadisce che la modifica al Prg non riguarda l’ampliamento, già consentito dall’attuale strumento urbanistico, ma la necessità che la destinazione d’uso della struttura venga "adeguata alle linee guida della Regione in materia di housing sociale, indirizzi che sostanzialmente prevedono che realtà come la nostra perseguano la presenza di un 'mix abitativo’. A monte bisogna però premettere che questo è un proposito che richiederà un investimento molto ingente, per cui al momento non abbiamo nemmeno ancora un progetto, né idea dei tempi nei quali sarà possibile realizzarlo. Sicuramente non abbiamo però intenzione di estendere la platea degli ospiti con problematiche sociali evidenti, quanto piuttosto di fare un ulteriore passo verso una sempre maggiore integrazione di Casa Pina nel quartiere, come già fatto, per quanto nelle nostre possibilità con progetti quali il cinema estivo o l’host di Estate Bimbi".

In difesa di Casa Pina si pronuncia poi il vicesindaco con delega al Sociale Elena Di Liddo: "Parliamo di un’eccellenza della nostra città, gestita da educatori, psicologi e persone con esperienza nell’ambito dell’accoglienza che quotidianamente lavorano per dare un prezioso supporto a persone in difficoltà. Parlo di un patrimonio della città che il quartiere ha accolto bene e che per molti mussottesi rappresenta un motivo di orgoglio, analogamente a quanto avviene per la 'Casa di Marta e Maria', dove ci si occupa invece di donne bisognose di assistenza o protezione. La presenza di queste due strutture nello stesso quartiere non è stata ovviamente pianificata a tavolino, ma l’impegno della nostra Amministrazione è sempre stato massimo affinché in ragione di essa si lavorasse di modo che il reperimento dei nuovi spazi di accoglienza per i rifugiati e richiedenti asilo giunti in città negli ultimi anni non dovesse gravare ulteriormente sul Mussotto, ma su altre zone cittadine".

Ezio Massucco

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