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Eventi | 28 novembre 2018, 17:15

Si presenta a Paesana “El Venturin”, la storia di “nonno” Alberto Natelli, raccontata dalla nipote Paola

Appuntamento venerdì 30 novembre, alle ore 21, nella sala del Consiglio comunale di via Barge. Una storia “narrata col cuore prima ancora delle parole”

La presentazione de "El Venturin" presso la Mondadori di Saluzzo

La presentazione de "El Venturin" presso la Mondadori di Saluzzo

“Lo chiamavano ‘El Venturin’, Alberto Natelli, nato nel 1910 nella frazione dei 'Porcili' e adottato in un paesino dell'Alta Valle Po, chiamato Paesana”.

È la storia, “narrata col cuore prima ancora delle parole”, di Alberto Natelli, racchiusa nel libro “El Venturin – Saluzzo 23 aprile 1910”, opera della nipote Paola Natelli, edito da Bolis.

La storia di un trovatello, nato appunto nel 1910 e poi affidato a quelle che all’epoca di chiamavano le “madri di balia”: “diede un bacio a quel piccolo fagottino – si legge nella quarta di copertina – lo adagiò con estrema delicatezza nella ruota e la fece girare. Poi sparì nella notte, sotto la pioggia”.

Un’opera nata praticamente per caso, quando Paola si mise a ripercorrere, scrivendo, la vita di “nonno Alberto” per donarla a papà Bartolo. In famiglia tutti lessero il racconto, e tutti si ritrovarono unanimemente concordi nel pensare che dovesse essere pubblicato.

Fu così che Paola inviò copia del manoscritto ad alcune case editrici. Passarono le settimane, sino a quando la “Bolis edizioni” di Bergamo decise di pubblicare il racconto, oggi disponibile nelle librerie, al prezzo di 12 euro.

“Lector, intende, laetaberis”: credo si possa ricorrere alle parole di Apuleio per muovere la medesima esortazione al lettore della Natelli. – scrive nella prefazione Piera Comba, sindaco di Barge – Immergendosi nel racconto ‘El Venturin’ troverà infatti molteplici occasioni di letizia.

Le vicende certo si stagliano su uno sfondo drammatico, dipinto dalle umane debolezze che oscurano la vita dei protagonisti sul piano sia individuale: un padre implacabilmente ottuso come il Conte; sia collettivo: i tragici effetti delle leggi razziste prima e della guerra poi.

Eppure in tutto il racconto spira un’aura di letizia, scaturita dalla celebrazione sommessa dei valori più autentici di cui ognuno può godere: gli affetti famigliari, l’amore per il proprio lavoro e per la propria terra, il coraggio e la tenacia di chi persevera nella lotta per i propri ideali.

E come accade a chi rcconta, certo la Natelli, in queste pagine dedicate affettuosamente al nonno Alberto, ci ha detto molto di sé”.

Paola Natelli vive a Paesana con la propria famiglia. Diplomatasi all’Istituto magistrale “Soleri” di Saluzzo, ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze religiose presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, sede di Fossano.

È docente di scuola primaria, oltre ad essere appassionata di storia e cultura ebraica.

Venerdì sera, 30 novembre, è prevista la presentazione del volume, alle ore 21, nella sala del Consiglio comunale di Paesana, in via Barge.

Nicolò Bertola

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