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Attualità | 28 gennaio 2019, 11:30

Alba, una corona d’alloro nel “Giardino Vittime dei Campi di Sterminio” per la Giornata della Memoria

Autorità e associazioni hanno animato la cerimonia tenuta nell’area che ricorda la tragedia dell’Olocausto

Alba, una corona d’alloro nel “Giardino Vittime dei Campi di Sterminio” per la Giornata della Memoria

Una corona d’alloro nel “Giardino Vittime dei Campi di Sterminio”, in via Roma ad Alba, è stata deposta dal sindaco Maurizio Marello insieme agli assessori Alberto Gatto e Anna Chiara Cavallotto e al consigliere Domenico Boeri, accanto al presidente dell’associazione Padre Giuseppe Girotti Renato Vai, agli Alpini, ai Bersaglieri, a rappresentanti della Guardia di Finanza, a esponenti delle associazioni partigiane e al presidente del Consiglio di Sorveglianza Egea Olindo Cervella.

La cerimonia si è tenuta nel pomeriggio di sabato 26 gennaio, nell’ambito del programma di eventi coi quali la capitale delle Langhe celebra la “Giornata della Memoria”, in prossimità della data – il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia – scelta nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare le vittime dell’Olocausto.
 
"Ringrazio l’associazione Padre Giuseppe Girotti e l’Anpi sezione di Alba – ha detto il sindaco Maurizio Marello - per l’organizzazione delle numerose iniziative atte a celebrare il Giorno della Memoria nella nostra città. Iniziative che proseguono fino alla celebrazione del Giorno del Ricordo il 10 febbraio per ricordare le vittime delle Foibe. Nel 2011 abbiamo intitolato questo giardino a tutte le vittime dei campi di sterminio, non solo a quelli della seconda guerra mondiale ma anche ai morti per la pulizia etnica nei Balcani, alle persone uccise perché zingari, omosessuali, oppositori politici. Purtroppo, la condanna del diverso non è ancora cessata ai giorni nostri. L’intitolazione di questo giardino vuole essere un segno di memoria ma anche un monito verso quei terribili fatti affinché non accadano più. Naturalmente non bastano i segni ma serve l’impegno di tutti, serve capacità di dialogo, tolleranza e fratellanza. Serve l’impegno di tutti per vivere in pace. È importante coltivare questa memoria e trasmetterla alle giovani generazioni".

Redazione

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