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Cronaca | 28 gennaio 2019, 15:15

Nuovo lutto per la Croce verde di Saluzzo: se ne va Piero Fea, storico volontario e socio fondatore

68 anni, era ricoverato all’ospedale di Savigliano. Il presidente Marzio: “Non si meritava di soffrire così tanto. Per la Croce verde avrebbe dato l’anima”

Piero Fea

Piero Fea

La Croce verde di Saluzzo è di nuovo colpita da un grave lutto.

Dopo la scomparsa di Adriano Barbero, è morto Piero Fea, socio fondatore della Pubblica assistenza.

68 anni, era nato il 29 aprile del 1950, l'uomo risiedeva a Falicetto di Verzuolo: si è spento all’ospedale di Savigliano, dove era ricoverato in seguito ad una frattura di femore.

Fea faceva parte del gruppo che, quarant’anni fa, nel 1979, diede vita alla Croce verde di Saluzzo. Da allora, Piero è sempre stato in prima linea nel servizio di tutti i giorni sulle ambulanze della Pubblica assistenza.

Sul tabellone turni dell’Associazione era infatti normale trovare segnato il suo numero identificativo, il 7, diversi giorni (e notti) della settimana.

I locali dell’Associazione, dapprima a Porta Cuneo, poi in via Donaudi ed infine nell’attuale sede di via Volontari del Soccorso, erano per lui una seconda casa. L’anzianità di servizio, col tempo, lo aveva portato ad essere una sorta di “istituzione” in Croce verde, all’interno della quale aveva anche ricoperto cariche in Consiglio direttivo.

Per quattro decenni, infatti, Fea non ha mai fatto venir meno il suo apporto alla Pubblica assistenza, sino a quando la salute glielo ha consentito.

Nel nostro registro era il numero 7 – ricorda Pier Paolo Marzio, presidente della Croce verde – ma per noi era invece il numero 1 come servizi. È stato un dispiacere enorme vederlo così provato dai problemi di salute.

Non si meritava di soffrire così tanto: aveva già avuto qualche problema negli anni scorsi, poi, ultimamente l’ulteriore peggioramento. Nonostante ciò, Piero era una persona che non mollava, per lui andava tutto bene.

Un po’ controcorrente, anche quando bisognava regimentarsi un po’ su alcuni aspetti legati alla sfera della salute.

Per la Croce verde, però avrebbe dato l’anima”.

Nicolò Bertola

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