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Eventi | 28 gennaio 2019, 20:16

Gli alunni del “Giolitti” di Mondovì al “Treno della Memoria”

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'istituto monregalese

Gli alunni del “Giolitti” di Mondovì al “Treno della Memoria”

Fu un’alunna, supportata dalla sua classe, a chiederci se fosse possibile partecipare al viaggio chiamato “Treno della memoria” con la nostra scuola.
L’ Istituto “Giolitti- Bellisario”, da parte sua, aveva sempre mostrato particolare attenzione alla Giornata della memoria, partecipando a tutte le attività istituzionali e allestendone al proprio interno attraverso testimonianze, letture, visione di film, spettacoli teatrali, approfondimenti storici.

Quella proposta, però, rappresentava il salto di qualità. E allora, tutti insieme, abbiamo deciso di farlo, quel salto di qualità: il primo anno in modo sperimentale con un gruppo di circa cinquanta alunni, nei tre anni successivi anni in modo più strutturato.

Con il quarto viaggio, che partirà nel prossimo mese di febbraio, saranno oltre 500 i ragazzi dell’Alberghiero di Mondovì e Barge, dell’ITA e dell’IPC di Mondovì, che avremo accompagnato in quella che non è soltanto una visita, ma un’esperienza di vita, di conoscenza storica, di formazione civica.

Dal punto di vista logistico ci siamo avvalsi del supporto dell’associazione “Treno della memoria” di Torino (derivata a sua volta dall’associazione “Terra dei fuochi”), che nel 2004 diede vita ad un’idea che nasceva dall’esigenza di dare una risposta basata su valori civici e sociali alle guerre e ai conflitti e di contribuire a costruire un comune sentirsi cittadini europei.
Negli anni il progetto ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Camera e del Senato e del Parlamento Europeo e vanta collaborazioni stabilii con il Museo di Auschwitz-Birkenau, con il Museo di Oskar Schindler, con gli Istituti italiani di cultura in Polonia, in Ungheria e in Germania.
Il viaggio ha una durata settimanale e, nonostante il nome, si svolge in pullman, per permettere maggiore autonomia di movimento, ma anche perché le lunghe ore di viaggio rappresentano un’occasione di preparazione, di costruzione di comunità e costituiscono una sorta di camera di decompressione per operare un graduale distacco da ciò che si lascia indietro, almeno per alcuni giorni.
Non si arriva direttamente a Cracovia per la visita ai campi di Auschwitz-Birkenau, ma il tragitto prevede una tappa a Budapest, con la visita del campo di Belzec, o a Praga, dove si visitano Terezin e Lidice, o, da quest’anno, a Berlino, luoghi che rappresentano la terribile geografia della Shoah, con le ferite rimaste e le attuali contraddizioni.
Uno straordinario viaggio lungo i sentieri della Memoria europea.
Una volta giunti a Cracovia si visitano il ghetto ebraico, il Museo della Fabbrica di Schindler e, solo al termine di questo percorso, si è pronti per entrare in quello che resta dei Campi di Auschwitz e Birkenau.
La visita del Campo di Birkenau si conclude con la consueta commemorazione delle vittime dell’Olocausto tenuta dai partecipanti al viaggio e precedentemente preparata da una toccante attività educativa.
Il viaggio del Treno della memoria, non è stata l’unica attività che abbiamo promosso in questi anni sul tema.  Dal 23 gennaio a sabato 4 febbraio 2017, abbiamo allestito, nei locali del Palazzo di Città a Mondovì Piazza, con il patrocinio del Comune di Mondovì, la mostra didattica “La  Shoah in Europa”, prima mostra in lingua italiana a carattere divulgativo volta a ricostruire la storia del genocidio degli ebrei in un contesto europeo, dall'ascesa del nazionalsocialismo, all'attuazione dello sterminio, fino al processo di Norimberga.
La nostra idea di allestire la mostra  itinerante “La Shoah in Europa”,  realizzata con grande rigore scientifico dal Mémorial de la Shoah di Parigi (la più antica istituzione al mondo per la ricerca e conservazione della memoria del genocidio degli ebrei), è scaturita da un percorso seminariale di formazione docente presso lo stesso Mémorial, cui la Dirigente Scolastica dell' IIS “Giolitti-Bellisario”, ha voluto dar seguito, ritenendola pertinente alle attività di progettazione di didattica della Shoah, portate avanti  dal nostro Istituto.
La mostra, con la sua chiarezza e il rigore dell'esposizione, ha inteso offrire a tutti, studenti e non, uno strumento di conoscenza puntuale e rigorosa dei fatti, fondamentale per evitare la banalizzazione degli eventi ed affidare le proprie conoscenze a stereotipi.
Ed è in questa direzione che vanno tutte le iniziative di formazione che attiviamo, a partite da quella del viaggio “Treno della memoria”, convinti che, per esercitare la memoria della Shoah, sia necessaria una puntuale conoscenza storico-politica da parte di tutti, in particolare dei giovani.
Sino a qualche anno fa ad aiutarci a non perdere la memoria, a fare nostro il grido di Primo Levi di “Non dimenticare”, c’erano i testimoni, gli ex deportati: oggi che anche gli ultimi di loro ci stanno salutando, lasciandoci con le nostre debolezze e fragilità, la scuola ha più che mai il compito, anzi,l’urgenza di raccogliere il loro testimone, di difendere la memoria storica dei fatti di allora e la lezione che ne deriva, per farla diventare futuro, perchè un futuro senza memoria è un gigante con i piedi d’argilla.

comunicato stampa

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