Curiosità - 24 febbraio 2019, 17:40

Anche la Brigata Alpina Taurinense coinvolta nell'esercitazione "Lupo Bianco" ai Campionati sciistici delle truppe alpine

In corso a San Candido, in Trentino-Alto Adige

Ogni giorno in montagna si eseguono soccorsi, siano essi a favore degli sciatori, siano (più rari) in situazioni di calamità.

Il solo soccorso piste delle Truppe alpine è intervenuto nella stagione passate ben 3000 volte, numeri che ben raccontano l’impegno e la necessità del sistema di soccorso.

San Candido, per una settimana capitale dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine è stata palcoscenico di una conferenza sulla sicurezza in ambiente alpino invernale che ha visto ieri  all’opera tanti degli enti che quotidianamente concorrono al soccorso.

Lupo Bianco (questo il nome della esercitazione) ha simulato infatti a Misurina una serie di interventi di soccorso che  hanno visto non solo le squadre soccorso militare e le tante componenti civili che intervengono in occasione di pubbliche calamità.Per l’Esercito si tratta di un impiego duale ovvero l’utilizzo per esigenze civili di assetti che nascono per un impiego militare.

Per il movimento in montagna, “pane quotidiano” degli alpini accanto alle SSAM (squadre di soccorso alpino militare) risulta indispensabile anche servizio Meteomont che con una sua rete di monitoraggio del manto nevoso redige quotidianamente un bollettino di pericolo valanghe. Strumento importante per chi vive la montagna sia esso locale o solo turista.

Tra le varie attività duali che l’Esercito, in particolare con le Truppe Alpine, svolge a favore della collettività vi è il “soccorso piste” in numerosi comprensori sciistici del nord Italia e dell’Abruzzo, finalizzato a garantire la sicurezza di chi si dedica alla pratica dell’attività sciistica su pista ma anche alle numerose famiglie che affollano le località innevate in questo periodo.

Sono oltre 3000 gli interventi effettuati in media durante una stagione sciistica, numero che dimostra la diffusione e l’indubbia utilità di questo servizio. Il personale preposto, più di un centinaio di Alpini selezionati tra i migliori sciatori dei diversi Reggimenti, è in possesso della qualifica BLS (Basic Life Support) ed è quindi in grado di fornire il primo soccorso agli infortunati, anche mediante l’utilizzo, se necessario, del defibrillatore.

I militari impiegati in questo particolare servizio hanno svolto appositi corsi di perfezionamento sciistico e di pronto soccorso in ambiente innevato. Gli operatori, dotati della qualifica “soccorritore”, oltre a possedere elevate capacità sciistiche, hanno superato un corso selettivo presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta durante il quale hanno appreso le tecniche di soccorso sanitario e di movimentazione degli infortunati.

In tale contesto hanno frequentato anche corsi sull’uso degli apparati defibrillatori e hanno ottenuto l’abilitazione alla guida delle motoslitte che spesso affiancano o sostituiscono la tradizionale barella “toboga” per il trasporto degli infortunati L’equipaggiamento del soccorritore comprende inoltre un kit sanitario e tutto il materiale indispensabile per svolgere il soccorso anche in caso di incidenti dovuti al distacco di valanghe  quali pala, sonda e dispositivo A.R.T.VA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga).

L’attività di soccorso, nata per assistere i propri militari impegnati nell’addestramento sugli sci, è diventata, nel tempo, un servizio esteso alla collettività.

comunicato stampa