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Agricoltura | 26 marzo 2019, 07:45

A Savigliano c’è l’azienda agricola di Mario Fusero, aiutato dai figli Alessandro e Matteo e una decina di dipendenti (FOTO)

La qualità è in cima a tutto. Mettendo in pratica la filosofia “auste e pedala” ereditata da nonna Teresa. Coltivano 100 ettari di terreno, allevano 350 capi di Razza Frisona di cui 120 mucche in mungitura. L’intero latte prodotto (una quarantina quintali al giorno) lo trasformano per proporlo nella loro bottega di Savigliano, gestita con due soci, e ad alcune centinaia di rivenditori in provincia di Cuneo. Inoltre, Alessandro e Matteo curano, insieme ad un altro socio, due pizzerie da asporto con l’obiettivo di utilizzare sempre di più i frutti della cascina

Papà Mario con i figli Alessandro e Matteo nella stalla di via Cuneo a Savigliano

Papà Mario con i figli Alessandro e Matteo nella stalla di via Cuneo a Savigliano

Dopo tre chilometri dal centro abitato di Genola lungo via Cuneo, già nel territorio del Comune di Savigliano, sulla destra c’è un viale di alberi ancora di piccole dimensioni. Percorrendolo, al fondo, al numero 41, si trova la cascina storica che risale al 1850 in cui c’è la sede dell’azienda agricola di Mario Fusero: classe 1958. Lo aiutano nella gestione, come coadiuvanti, i due figli diplomati - Alessandro e Matteo, 31 e 28 anni - e una decina di dipendenti.  Invece la moglie Tiziana, nata nel 1961, si è sempre occupata di altre attività.

Coltivano 100 ettari di terreno in cui producono i cereali e i foraggi necessari ad alimentare i 350 capi di Razza Frisona. Le mucche in mungitura sono 120. In realtà, però, l’azienda non cura solo la parte rurale, ma è molto più articolata. Il latte ottenuto, una quarantina di quintali al giorno, viene trasformato, nel laboratorio, in fresco intero e parzialmente scremato, yogurt, dessert monodose e burro. L’offerta commerciale è ampliata dall’intero e parzialmente scremato a lunga conservazione e dalle mozzarelle della cui lavorazione, però, al momento, si occupano, altre strutture casearie della “Granda”. Sempre rispettando i principi della qualità Fusero.

I prodotti sono venduti nella frequentata latteria agricola di piazza Monviso a Savigliano, che fornisce ulteriori servizi legati al cibo con spazi degustativi e percorsi gastronomici. Gestita insieme a due soci, Alessandro Lovera e Davide Missenti, entrambi diplomati e 30 anni di età, costituisce un prezioso biglietto da visita dell’azienda. I trasformati, poi, vengono distribuiti a qualche centinaia di rivenditori (negozi, bar, gelaterie, gastronomie, pasticcerie, ristoranti e agriturismi) della provincia di Cuneo.

Inoltre, Alessandro e Matteo Fusero si occupano, con il socio Alessio Piga, di due pizzerie da asporto: una a Savigliano e l’altra a Bra. E, a breve, c’è in previsione di aprirne una terza nel Saluzzese. Nei diversi settori di lavoro, l’azienda punta esclusivamente a raggiungere la qualità e la sicurezza alimentare delle produzioni. Con lo sguardo rivolto in modo deciso all’innovazione tecnologica, ma con i piedi ben piantati nel solco delle antiche tradizioni contadine di famiglia.    

LA FILOSOFIA AZIENDALE  “AUSTE E PEDALA”

La filosofia aziendale la riassumono Alessandro e Matteo: Nonna Teresa ci voleva un bene dell’anima, però quando cadevamo dalla bicicletta non veniva ad alzarci, ma diceva: “auste e pedala”. Alzati e pedala. Questo ci ha insegnato ad arrangiarci sempre da soli, dandoci forza e concretezza e il coraggio di ripartire di fronte agli ostacoli più proibitivi. E così è anche stato per nostro padre”.    

UNA STORIA STRAORDINARIA CHE INIZIA NEL 1950

Teresa e Domenico, nonni di Alessandro e Matteo, acquistano la cascina storica di Savigliano nel 1950. Lì, iniziano a coltivare i campi e ad allevare le mucche da latte. Hanno due figli che lavorano con loro: Mario e Giuseppe. Nel 1970 i due fratelli imboccano strade diverse. In via Cuneo rimane Mario, papà di Alessandro e Matteo, che converte l’azienda in un progetto imprenditoriale vero e proprio, seppure con solide basi contadine. Il latte munto viene venduto ai caseifici della provincia di Cuneo.

Nel 2000 l’azienda cresce ancora. Nel 2006 entra il figlio Matteo. Però, gli anni successivi sono difficili: le spese di produzione del latte, per le speculazioni forti di quel periodo, sono più alte di quanto si incassa dalla vendita. La Fusero corre il rischio di chiudere. Nel 2014, Alessandro, che prima lavorava in altri settori, decide di dare una mano. Ma bisogna trovare nuove strade. Giorno dopo giorno lui e Matteo, con molto coraggio, cominciano a pensare al progetto di trasformazione del latte e a costruire il laboratorio in un vecchio deposito della cascina. Ponendo le basi di un percorso di filiera che, adesso, sta funzionando molto bene.

Due anni dopo, l’intervento si concretizza totalmente. Nel 2017 iniziano anche a occuparsi di distribuire in maniera più organizzata le lavorazioni ottenute con la mungitura. Infine, a gennaio 2018, l’ultima tappa, per il momento, di una storia straordinaria: l’apertura della latteria agricola a Savigliano. “In effetti - sottolinea Alessandro - sono state scelte coraggiose, ma vendere ai caseifici non ti dava più da mangiare. Ci siamo reinventati. La passione contadina e gli insegnamenti dei nonni e dei genitori di lottare sempre, ci hanno spronato a cambiare radicalmente il modo di concepire l’azienda. Ma una bella spinta l’abbiamo anche avuta dal percorso intrapreso nel 2012 di aprire la prima pizzeria da asporto. In quel mondo abbiamo trovato i contatti giusti che ci hanno fatto capire come la trasformazione del munto potesse rappresentare l’unica strada per uscire dalla situazione di crisi. Siamo partiti con 50 litri di latte, adesso la quantità fornita dall’allevamento sta saturando la richiesta dell’intera gamma di proposte”.  

Quindi, ci sono altre prospettive di crescita? “Nel 2019 abbiamo in progetto di affittare una nuova stalla a Envie per aumentare la produzione e ampliare la zona di distribuzione anche al Torinese e all’Astigiano. Il proprietario metterà i muri e il controllo generale, noi il lavoro. Questo perché intendiamo replicare i metodi legati alla qualità”.

Nella struttura organizzativa papà Mario è responsabile della coltivazione dei terreni, Matteo dell’allevamento e del laboratorio di trasformazione, Alessandro della vendita, del percorso distributivo e della supervisione sulla latteria e le pizzerie. Nei vari passaggi dei cambiamenti aziendali, la Fusero ha avuto il prezioso supporto della Coldiretti.    

LA QUALITA’ IN CIMA A TUTTO

“La qualità - afferma Alessandro - è fondamentale e rappresenta la filosofia quotidiana del nostro lavoro. Siamo custodi dell’intera filiera. Utilizzando anche l’innovazione che non significa calpestare le tradizioni, ma valorizzare ulteriormente i prodotti. A partire dai terreni nei quali coltiviamo, con cura e attenzione, tutte le materie prime necessarie ad alimentare i bovini. Praticando la rotazione delle colture e la concimazione con il letame del nostro allevamento, senza l’aggiunta di sostanze chimiche. Un biologico, pur senza la certificazione, che costituisce un valore aggiunto. Siamo tranquilli sulla salubrità del cibo fornito ai capi di Frisona. Non usiamo mangimi. E i tecnici alimentaristi ci seguono le diete”.  

La stalla? “E’ un altro pilastro del percorso dove il benessere animale è la priorità. I bovini dell’allevamento possono circolare liberamente all’interno degli ampi spazi disponibili, avendo scelto di ridurre del 10% la capienza massima possibile. Dispongono di una lettiera sempre coperta di paglia e di una propria cuccetta. Sono dotati di un collare elettronico di riconoscimento. Mio fratello ha un’applicazione sul cellulare dalla quale può scaricare i dati giornalieri di ognuno di essi. Si tratta di un sistema molto importante che ci dà una grande mano per capire il loro stato di salute. Se non hanno camminato o ruminato a sufficienza o hanno avuto dei comportamenti anomali si può intervenire subito: prima che il segnale di difficoltà diventi un vero problema”.

I veterinari? “Un tempo si chiedeva il loro intervento quando c’era l’esigenza. Nel nostro allevamento invece effettuano dei passaggi programmati a cadenza fissa, raccolgono i dati e si confrontano con Matteo per verificare se è tutto a posto. Sono controlli preventivi molto utili. Perché se l’animale sta bene produce qualità”.

La trasformazione? “Il latte munto viene lavorato in giornata. La sua genuinità e alta qualità è preservata grazie alla tecnologia presente nel laboratorio dove si svolgono la pastorizzazione, l’omogeneizzazione e il confezionamento. Il nostro cavallo di battaglia è il fresco. Il problema è mantenere l’alta qualità tutto l’anno. Perché d’inverno il latte è grasso e proteico; invece durante l’estate, per le alte temperature, lo è molto meno. Quindi, dobbiamo assicurare, nella misura maggiore possibile, un prodotto con le stesse caratteristiche per dodici mesi. Obiettivo ottenuto attraverso le diete elaborate dai tecnici e la nostra esperienza quotidiana”.

La distribuzione? “Dovevamo dare ai clienti un prodotto buono, ma anche una struttura efficiente in grado di rispondere, in tempo e con le dovute attenzioni, alle loro richieste. Riusciamo a garantire il servizio grazie a una logistica ben organizzata e a cinque collaboratori che, con altrettanti furgoni, ogni giorno curano le forniture in modo capillare. Essendo un progetto ambizioso va seguito con molta diligenza”.

La latteria? “Attraverso il contatto diretto con chi la frequenta cerchiamo di trasmettere la nostra filosofia della qualità e della filiera che lega produttore e consumatore. Serviamo colazioni e pranzi. La bottega racchiude la freschezza del latte e di tutte le sue storie, la cultura del caffè e l’unicità di alcune produzioni da degustare e in vendita, acquistate da aziende del territorio. Nel concreto, mettiamo insieme, in modo armonico, la gastronomia di qualità con l’agricoltura”.      

Le pizzerie? “In famiglia non erano d’accordo quando io e Matteo ci siamo buttati in questo percorso. Però, l’apertura della prima ci ha aperto gli occhi sul mondo della trasformazione. Anche in questi locali la qualità prevale su tutto. E vorremmo arrivare a tirar fuori dal forno un prodotto realizzato al 90% con le nostre materie prime: dal grano per la farina dell’impasto alla mozzarella, al pomodoro. In modo da chiudere, come per il latte, la filiera. Gestita, così, totalmente dalla nostra azienda”.  

LE SODDISFAZIONI

Alessandro: “Sono tantissime. Innanzitutto perché vediamo il nostro nome scritto sulla confezione venduta. Quindi, vuol dire che siamo riusciti a costruire qualcosa. Se poi, con il passare del tempo, il nostro marchio è anche stato associato a qualità, genuinità e filiera è una gioia enorme. Inoltre, le soddisfazioni stanno arrivando adesso quando i clienti vengono a cercarti. Al contrario del periodo iniziale quando dovevamo partire noi per proporre i prodotti. Ma questi risultati si ottengono perché stiamo facendo il mestiere che ci piace. Anche se lavoriamo dodici ore al giorno”.  

L’APPALTO VINTO CON GLI OSPEDALI

La Fusero ha vinto l’appalto per la fornitura del latte a lunga conservazione agli ospedali di Cuneo, Savigliano, Ceva e Mondovì. A dimostrazione della professionalità con la quale lavora l’azienda. “Rappresenta un altro motivo di soddisfazione - dice Alessandro -  in quanto una struttura pubblica del territorio si avvale della fornitura di un’azienda locale. E non sempre è così”.  

I PROBLEMI

Alessandro: “Molte questioni tecniche adesso le deleghiamo alla Coldiretti o ai nostri collaboratori. Però, all’inizio non ce lo saremmo potuti permettere. Questo è il problema principale di un’azienda nuova. A ciò si aggiunge la liquidità di cassa, sempre da controllare con parecchio scrupolo. Anche ora che l’attività è avviata. E alle Istituzioni chiederei una maggiore attenzione verso le imprese giovani con la  voglia di crescere. Fornendo sostegno forse più dal punto di vista formativo, che sul lato economico”.  

COME MAI LA SCELTA DI QUESTO MESTIERE?

“Fin da piccoli - spiega Alessandro - io e Matteo abbiamo sempre e solo mangiato pane e lavoro e pane e obiettivi. Perché anche la mamma arriva da una famiglia di imprenditori, ma di un altro settore. Quindi, la decisione è venuta per l’attaccamento alla maglia: cioè, alle tradizioni di famiglia. Mettendoci cuore, testa e passione”.  

PERCHE COMPRARE I PRODOTTI FUSERO?

Alessandro: “La nostra forza è il controllo totale della filiera. Se ti vendo un bicchiere di latte, in quel bicchiere trovi il campo coltivato, gli alimenti per gli animali, la mungitura, la trasformazione, l’etichettatura, il confezionamento. Perché ogni giorno ci sporchiamo le mani con il nostro lavoro. Il latte Fusero racchiude la nostra filosofia, l’impegno quotidiano e il territorio dal quale proviene. Una storia “vera e concreta” che può essere raccontata da quanti, in provincia, lo rivendono al consumatore finale. E questo costituisce un valore aggiunto”.  

Alessandro conclude la chiacchierata con la frase: “Quando andiamo in giro per le fiere a proporre i nostri prodotti siamo orgogliosi di poter dire arriviamo dalla provincia di Cuneo”. Una bella affermazione, che conferma il legame della sua famiglia alle radici. Ora l’azienda, dopo alcuni momenti di incertezza, grazie a fantasia e creatività, sta iniziando a volare. Ma ne siamo certi: papà Mario e i figli Alessandro e Matteo, insieme ai collaboratori, sapranno tenerla con i piedi per terra. Consapevoli che solo così si può crescere ancora. L’auste e pedala di nonna Teresa, infatti, vuol dire non abbattersi di fronte ai problemi, ma anche esserne coscienti quando si presentano. E risolverli guardando al futuro, però rispettando la tradizione e gli insegnamenti dell’antica cultura contadina.             

Sergio Peirone

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