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Cronaca | 28 marzo 2019, 14:18

Continua il processo al boscaiolo di Gambasca accusato di omicidio volontario

Voci di paese lo avevano descritto come “una persona vendicativa, capace di fare qualsiasi cosa”

Continua il processo al boscaiolo di Gambasca accusato di omicidio volontario

Continua davanti alla Corte d’Assise di Cuneo il processo per omicidio volontario contro M.M.B., boscaiolo settantenne di Gambasca. Detenuto nel carcere di Cuneo, anche oggi era presente in aula, apparentemente tranquillo.

Secondo la tesi del sostituto procuratore generale di Torino Sabrina Noce B. il 13 novembre 2015 B. avrebbe colpito con un corpo contundente l’amico Baldassarre Ghigo, 66enne pensionato di Fossano, trasportato sull’auto di proprietà di quest’ultimo in un bosco a poca distanza dalla abitazione e appiccato il fuoco alla vettura. Il corpo carbonizzato del pensionato fu ritrovato il giorno dopo. Il movente sarebbe riconducile ad un debito di 63.400 che l’imputato doveva al Ghigo.

Il ritratto dell’imputato così come descritto questa mattina da alcuni dei testimoni sarebbe quello di un uomo dalla personalità “schiva e suscettibile”. Dopo i fatti per i quali è a processo voci di paese avrebbero definito M.B. come “una persona vendicativa, capace di fare qualsiasi cosa”.

Su di lui si era indagato per alcuni casi di incendi scoppiati nelle zone limitrofe a Gambasca, senza arrivare a nulla. La sorella dell’imputato ha raccontato che M.B. e l’altro fratello, deceduto nel 2010, avevano smesso di frequentarsi dopo l’incendio scoppiato a casa di quest’ultimo: “Non so chi avesse appiccato il fuoco, anche se un sospetto c’era”, ha raccontato la donna. E su Ghigo: Erano molto amici, l’ho visto qualche volta da mio fratello M. che mangiava la pastasciutta”. L’ex convivente del fratello ha confermato che i due non andavano d’accordo. Sull’incendio di casa: “Non so se fosse stato doloso, ma dopo il mio compagno non voleva più saperne di lui”.

Un giorno B. venne da me perché voleva riprendersi una macchina spaccalegna che mi aveva venduto il fratello che nel frattempo era morto, ha riferito un altro teste. “Si infuriò dandomi del ladro e andai a denunciarlo. Qualche giorno dopo qualcuno sparò dei colpi di arma da fuoco contro il cornicione della mia abitazione”.

C’è da dire che il giorno in cui Ghigo andò a casa di B. sarebbe stato presente anche un uomo di nazionalità rumena. Questi aveva detto agli inquirenti che il 13 novembre 2015 era andato da lui per aiutarlo nei lavori, come faceva sovente. Il problema è che ora si trova all’estero e toccherà al pm fare in modo che possa venire a deporre a Cuneo.

L’udienza è stata rinviata all’8 aprile, quando saranno saranno sentiti i consulenti tecnici delle parti. Fra i vari punti che saranno sotto esame anche le tracce di sangue riconducibili al pensionato fossanese trovate nell’abitazione e nell’auto di B..



Monica Bruna

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