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Politica | 28 marzo 2019, 06:30

Imminente l’intesa del centrodestra sul nome di Alberto Cirio per il Piemonte

I rumors romani dicono che l’ufficializzazione potrebbe avvenire già in giornata. Se così non sarà la situazione potrebbe avvitarsi facendo saltare il banco. Salvini, dopo una telefonata con Berlusconi ieri pomeriggio, avrebbe dato il via libera all’europarlamentare albese

L'europarlamentare albese vicino al via libera come candidato alla guida della Regione

L'europarlamentare albese vicino al via libera come candidato alla guida della Regione

I rumors si sono fatti talmente insistenti nella serata di ieri da far dire che l’ufficializzazione della candidatura a presidente della Regione di Alberto Cirio per il centrodestra dovrebbe avvenire ad horas.

A meno di clamorosi colpi di scena, che a questo punto significherebbero però la deflagrazione del centrodestra, sarà dunque l’eurodeputato albese l’uomo su cui Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia puntano per la riconquista del Piemonte

Sarebbe dunque stato accantonato il nome dell’imprenditore vitivinicolo e delle acque minerali Paolo Damilano, che pure era gradito alla Lega, per mantenere fede agli accordi assunti.

Lo strappo, ventilato in lungo e in largo queste settimane, sembra rientrato.
Matteo Salvini – secondo voci romane ben accreditate – avrebbe scelto di non dar retta alla  tentazione di una corsa solitaria, nonostante i sondaggi indichino il suo partito, la Lega, sulla cresta dell’onda, per rispettare i patti nazionali che assegnavano ai forzisti il Piemonte.

Inutile cercare in queste ore di strappare qualche dichiarazione a parlamentari leghisti o azzurri, segno che qualche dettaglio deve ancora essere messo a punto.
La consegna per tutti, per i leghisti in particolare, è quella del silenzio.
Ogni dichiarazione avventata potrebbe riportare tutto in alto mare e dato che mancano ormai 28 giorni alla scadenza dei termini è una responsabilità che nessuno vuole accollarsi.

Sarebbe stata una telefonata tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini a segnare, ieri pomeriggio, il disgelo sul Piemonte.
Al termine del colloquio, riferiscono fonti qualificate, il leader del Carroccio si sarebbe “ammorbidito” rinunciando alle resistenze dei giorni scorsi, alimentate anche da taluni mal di pancia azzurri torinesi.

Lega e Forza Italia restano reciprocamente guardinghi, ma alla fine ha avuto la meglio la real politik: una rottura, in questo frangente, non avrebbe giovato a nessuno dei due partiti e avrebbe avvantaggiato il centrosinistra di Sergio Chiamparino in una delle sue roccaforti più difficili da espugnare, il Piemonte.

Mentre si attende il via libera anche di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, il Cavaliere guarda all’assemblea degli azzurri, in programma sabato a Roma al palazzo dell’Eur, nella quale cercherà di rinserrare le fila dei suoi.
Ospite d'onore Vito Bardi, reduce dalla vittoria in Basilicata.
L'intervento di Berlusconi è previsto per le 12, mentre Salvini sarà a Verona al congresso sulla famiglia. Il discorso del leader azzurro – così riportano le agenzie – sarà focalizzato a riportare il partito sul territorio, dimostrando che FI è ancora una forza credibile.

Ma per sabato Alberto Cirio dovrebbe già essere stato issato sulla plancia di comando.
Se così non sarà, vorrà dire che il barometro sarà girato verso la tempesta con esiti imprevedibili.

Giampaolo Testa

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