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Agricoltura | 29 marzo 2019, 07:45

Regione: l’assessorato all’Agricoltura firma un’intesa con il Politecnico e insieme ad Agrion combatte le erbe infestanti in città (FOTO)

Il primo accordo prevede di promuovere e sostenere attività scientifiche, tecnologiche e di innovazione socio-economica nel settore rurale e in quello alimentare. Il secondo intervento intende proporre ai Comuni metodi compatibili con l’ambiente e la salute dei cittadini per mantenere puliti gli ambiti urbani

Il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, e l'assessore regionale all'Agricoltura, Giorgio Ferrero

Il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, e l'assessore regionale all'Agricoltura, Giorgio Ferrero

La Regione Piemonte, attraverso l’assessorato all’Agricoltura di Giorgio Ferrero, è stata protagonista di due importanti iniziative. La prima riguarda l’accordo firmato con il Politecnico di Torino per promuovere e sostenere attività scientifiche, tecnologiche e di innovazione socio-economica nel settore rurale e in quello alimentare. Con lo scopo di realizzare l’Agriculture Digital Innovation Hub: un polo di innovazione digitale dell’agricoltura piemontese.

Si tratta di una collaborazione biennale finalizzata a mettere in campo, attraverso l’innovazione tecnologica, programmi di studio, ricerca, didattica e informazione e interventi per valorizzare il comparto agroalimentare e la bioeconomy. Inoltre, l’intesa prevede azioni di cooperazione nel settore con gli altri Paesi del Mediterraneo.

I primi progetti avranno come obiettivo lo sviluppo di possibili metodi tecnologici a supporto delle aziende agricole per ottimizzare le tecniche di coltivazione e di produzione, l’ampliamento dei servizi di assistenza alle imprese per l’applicazione dei sistemi di produzione integrata ed ecocompatibile e la promozione di percorsi di studio e di formazione degli studenti degli Atenei legati all’Agriculture Digital Innovation Hub.

“L’intesa tra Regione e Politecnico - sottolinea l’assessore Ferrero - nasce dall’esigenza di diffondere la cultura dell’innovazione digitale in campo agricolo, così da creare effetti positivi sullo sviluppo rurale, economico e sociale. Anche in termini di occupazione. Promuovere reti e centri servizi per le imprese agricole e nuovi percorsi di formazione per la nascita di professioni nel settore dell’innovazione, vuol dire rendere competitive le nostre aziende rurali piemontesi”.

In sintonia il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco. “Siamo molto soddisfatti dell’accordo - afferma - che arricchisce il percorso di collaborazione sinergica con la Regione. Il lavoro comune riguarda lo sviluppo di una serie di competenze tecnologiche come l’Internet of Things, Data Scienze, Intelligenza Artificiale e Robotica che, applicate in modo interdisciplinare al comparto dell’agro e degli alimenti, non solo impattano sullo sviluppo del settore, ma toccano anche importanti tematiche come quella della responsabilità ambientale. Tutti ambiti nei quali il nostro Ateneo può mettere al servizio del territorio un’esperienza solida e competenze avanzate”.    

PIRODISERBO, VAPORE E SOSTANZE A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

La seconda iniziativa si è concretizzata nel convegno, organizzato dalla Regione  con Agrion (Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione in Agricoltura), sul come gestire in modo ecosostenibile le erbe infestanti negli spazi urbani. Problema le cui ricadute sono molto importanti nella vita quotidiana dei cittadini. E per Regione e Agrion vuol dire una sfida nel provare a fornire risposte concrete ai Comuni piemontesi, che sono direttamente interessati nella gestione operativa delle aree verdi pubbliche.

Queste ultime, infatti, rappresentano il 17% del territorio nazionale: una percentuale significativa visto che i terreni agricoli occupano il 44% della superficie italiana. Ogni cittadino ha in media disponibili 33 metri quadrati di zone verdi. Per questo motivo occorre immaginare e programmare una gestione di questi spazi sempre più ecosostenibile, libera dall’uso di prodotti fitosanitari impattanti e di altre sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute.

Durante il convegno, nel quale ha portato i saluti l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, sono stati illustrati i primi risultati delle sperimentazioni effettuate in alcune aree urbane subalpine. Percorsi nei quali si sono impiegate tecniche innovative, senza l’utilizzo di glifosate e che hanno consentito di verificare l’efficacia di metodi alternativi come il pirodiserbo, il vapore e sostanze attive a basso impatto ambientale.  

Spiega l’assessore Ferrero: “E’ davvero importante occuparsi degli spazi verdi dal punto di vista della gestione ecosostenibile. Spesso queste aree urbane vengono sottovalutate in termini di impatto complessivo sul territorio nazionale. Invece, i numeri ci dicono che sono zone alle quali bisogna dedicare importanti riflessioni. Inoltre, si tratta di spazi a stretto contatto con la vita quotidiana dei cittadini, per cui è necessario programmare delle modalità di intervento nuove, diverse e capaci di guardare a una ecocompatibilità complessiva sui territori”.

A cosa sono servite le sperimentazioni portate avanti con Agrion? “Hanno permesso di avere basi concrete dalle quali partire per un confronto condiviso sul problema. Abbiamo capito quali metodi è possibile usare per una gestione libera da prodotti fitosanitari”.

I prossimi passi? “Lanceremo queste modalità e chiederemo ad alcuni Comuni piemontesi di seguire le nuove tecniche, aiutandoli e assistendoli nell’avvio dei processi”.

Per il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari “quando si parla di sostenibilità ambientale si deve iniziare a pensare anche a una migliore gestione del verde pubblico. Perché l’attenzione è spesso concentrata solo sull’agricoltura, ma sono tantissimi gli spazi urbani che oggi vengono trattati principalmente attraverso l’impiego di pesticidi e che, al contrario, avrebbero bisogno di azioni più ecosostenibili proprio perché sono utilizzati dalle persone”.

Soluzioni? “Attraverso la ricerca e l’innovazione che abbiamo messo in campo adesso siamo in grado di proporre metodi nuovi. La nostra regione si pone così, ancora una volta, all’avanguardia nella ricerca in agricoltura e, in questo caso, nello specifico settore della gestione degli spazi verdi pubblici urbani in qualche modo collegati”.

Sergio Peirone

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