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Politica | 06 aprile 2019, 08:00

#controcorrente: il Governo Lega-5 Stelle l’hanno scelto gli italiani con il voto, quindi deve poter lavorare

Se i cittadini vogliono metterlo in crisi e mandarlo a casa possono farlo con le elezioni del prossimo 26 maggio. Ma se otterrà ancora la maggioranza dei consensi, vorrà dire che gli elettori non avranno colto scelte devastanti nei provvedimenti adottati e che le opposizioni non saranno state capaci di offrire alternative credibili. In democrazia funziona così

I vicepremier Di Maio e Salvini (foto scaricate dai rispettivi profili Facebook)

I vicepremier Di Maio e Salvini (foto scaricate dai rispettivi profili Facebook)

“Lasciateci lavorare”. Lo dicono tutti i governi al comando di un Paese o le amministrazioni alla guida degli Enti locali per porre un freno alle critiche di chi sta all’opposizione. Sta succedendo anche all’esecutivo Lega-MoVimento 5 Stelle formatosi, con molta difficoltà, dopo il voto del 4 marzo 2018.

Il premier Giuseppe Conte e i vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ripetono la frase tutti i giorni, aggiungendo che il loro percorso durerà fino al termine della legislatura.  Anche se, ora, in confronto al periodo iniziale, stanno emergendo contrasti più evidenti tra le due forze politiche. Però, il 26 maggio ci sono le votazioni europee e quelle amministrative: quindi, entrambe le parti stanno cercando di “tirare l’acqua al proprio mulino”.

Di certo questa maggioranza, seppure non così omogenea e legata più da un contratto di governo sulla carta rispetto a una visione comune sul futuro strategico dell’Italia, era l’unica possibile in seguito alle elezioni dello scorso anno. Lo ha decretato il responso delle urne e non metterla alla prova avrebbe significato prendere per i fondelli i cittadini che hanno espresso la loro preferenza a Lega (17%) e 5 Stelle (32%). D’altronde è una situazione confermata dagli attuali sondaggi, anche se capovolta nei consensi con il partito di Salvini oltre il 30% e il MoVimento di Di Maio sopra il 20%.

Da quando si è insediato, nel giugno 2018, questo Governo, pur dimostrando, in alcune situazioni, fragilità e un “modus operandi” da “montagne russe”, qualche risultato positivo l’ha ottenuto. Ad esempio, la correzione della riforma Fornero sulle pensioni doveva essere un pilastro del centrosinistra da attuare negli anni. Invece, è stato regalato alla Lega.

Poi si può essere d’accordo o meno sui provvedimenti adottati dall’esecutivo Conte, ma se lo si vuole mettere in crisi e mandare a casa gli italiani hanno le prossime elezioni del 26 maggio per farlo. Pur essendo una tornata per le europee e le amministrative e non per le politiche: per cui, con un significato e una presa sui cittadini totalmente diversa.

Ma se le due compagini verranno di nuovo premiate con lo stesso numero di voti vorrà dire che, al momento, gli elettori del nostro Paese non avranno colto scelte devastanti nel loro modo di governare. E che le opposizioni, nonostante ogni giorno lancino dichiarazioni allarmanti sul futuro dell’Italia, non saranno state capaci di offrire alternative credibili. In democrazia funziona così.

E questo lo dovrebbero capire anche l’Unione Europea e gli organismi monetari ed economici internazionali.  

#controcorrente

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