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Politica | 06 aprile 2019, 15:16

Smart city: ad Alba il primo confronto pubblico tra i cinque candidati a sindaco

Nell'incontro moderato da Mariano Rabino, le posizioni di Carlo Bo, Carlotta Boffa, Olindo Cervella, Giorgio Degiorgis e Lorenzo Paglieri sull'innovazione tecnologica e le opportunità che questa offre per migliorare la qualità della vita dei cittadini

Smart city: ad Alba il primo confronto pubblico tra i cinque candidati a sindaco

Innovazione tecnologica e smart city: questi i temi sui quali si è sviluppato il primo confronto pubblico tra i cinque candidati a sindaco alle prossime elezioni comunali albesi, riuniti nella mattinata di oggi presso l'Hotel Calissano di Alba, per l'incontro organizzato dall'azienda braidese Elsynet, provider di servizi internet e telefonia.

A prendere parte alla tavola rotonda - moderata dall'ex parlamentare Mariano Rabino e introdotta dall'intervento dell'ingegner Marco Rossi della LorItaly (l'associazione dei providers che usano la tecnologia radio LoRaWAN), esperto di IoT, acronimo dell'inglese "Internet of things" - i candidati Carlo Bo (centrodestra), Carlotta Boffa (lista civica), Olindo Cervella (centrosinistra), Giorgio Degiorgis (M5S) e Lorenzo Paglieri (lista civica Alba Bene Comune).

"Sono onorato di essere stato chiamato a introdurre i lavori e a moderare l’incontro su innovazione tecnologica e smart city - ha esordito Rabino -: sono temi che mi appassionano da tempo e che diventeranno centrali nelle politiche pubbliche dei prossimi anni".

Economia, mobilità, ambiente, persone, vita e governance: questi i punti chiave che definiscono il perimetro di una città smart, le cui strategie di pianificazione urbanistica sono correlate all'innovazione e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Davvero numerosi i campi di applicazione: dall'illuminazione pubblica al monitoraggio di soste e parcheggi, dalla gestione del traffico a quella dei rifiuti, dal monitoraggio meteo a quello infrastrutturale e dei fiumi, fino a quello dei servizi socioassistenziali, solo per citarne alcuni.

In rigoroso ordine alfabetico, con 10 minuti di tempo ciascuno, gli interventi dei cinque candidati. Per Carlo Bo, leader della coalizione di centrodestra, che marcerà compatta in vista della tornata elettorale albese: "La nostra città è indietro sullo Smart city... Milano è al primo posto in italia, ma solo al trentaquattresimo in Europa, come città intelligente. Il nostro Comune incassa ogni anno 35-40 milioni di euro da cittadini e aziende albesi: se volessimo investire in questo senso, ci sarebbero risorse importanti, ma negli ultimi anni il Comune ha destinato a questa voce solo l'1,12% del budget... si può fare di più per fare della nostra città un’eccellenza della tecnologia".

Quindi Carlotta Boffa, esponente di una lista civica, che ha parlato di "città sostenibile, a misura di tutti", snocciolando alcune idee su come declinare il concetto di smart city, partendo dalla mobilità (con un interessante spunto sulle "bicipolitane", per continuare poi con parchi, aree verdi, servizi per gli "amici a quattro zampe", fino ad arrivare agli aspetti relativi a cultura, sport e turismo.

Quindi Olindo Cervella, candidato d'area centrosinistra, in continuità con l'amministrazione uscente targata Marello: "Nel nostro programma abbiamo parlato di un'Alba sempre più. Ciò che ci ha chiesto la popolazione che abbiamo interpellato è che la tecnologia venga usata per semplificare la vita e per risolvere problemi di connettività". Uno spunto interessante è quindi arrivato a partire dall'incontro, nei mesi scorsi, con Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia: la mancanza di personale qualificato suggerirebbe di investire per realizzare ad Alba, sul modello vincente di APRO, un polo di formazione focalizzato sull'alta tecnologia.

La parola è poi passata a Giorgio Degiorgis, rappresentante del Movimento Cinque Stelle: "Quello della connettività è uno dei cinque pilastri del Movimento, essendo una delle cinque stelle che compongono il nostro simbolo". Spaziando tra banda larga e governance intelligente ("la più automatizzabile"), l'esponente del partito fondato da Beppe Grillo non ha risparmiato critiche alle precedenti Amministrazioni comunali, ree di un uso errato del project financing ("ad esempio, per l'illuminazione pubblica, ancora per 17 anni in mano a un privato"), prima di dedicarsi a smartworking, edilizia e mobilità sostenibili, passando quindi alla proposta dell'introduzione di un "mobility manager" e all'avvio di una "smart grid", una rete elettrica dotata di sensori intelligenti che raccolgono informazioni in tempo reale, ottimizzando la distribuzione di energia.

Infine, Lorenzo Paglieri, candidato sindaco espressione della lista civica "Alba bene comune", critico - pur con toni pacati - sulla convocazione dei candidati sindaci per un dibattito legato a un’iniziativa imprenditoriale. "Non uso il cellulare, non uso il navigatore, uso il computer solo per lo stretto indispensabile: ritengo che la tecnologia sia utile solo se in un contesto di apertura per la valorizzazione della persona. Quanto alla smart city, è un concetto già superato... L'idea, ad esempio, è emersa nell'interessante convegno del 25 gennaio scorso sulla 'città aumentata', resiliente e sostenibile, concetto espresso da Maurizio Carta, professore ordinario di Urbanistica dell’Università degli Studi di Palermo".

Non sono mancati alcuni accenni polemici: su tutti, quello del vulcanico Bruno Ceretto, imprenditore vinicolo, che ha abbandonato la sala dopo pochi minuti: "Sono venuto qui per ascoltare i candidati sindaci, non un’azienda che si fa pubblicità: ho 1000 primavere, non ho certo tempo da perdere".

Pietro Ramunno

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