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Attualità | 07 aprile 2019, 16:02

Vicoforte, genitori divisi sul sabato a scuola: decisione rinviata all'autunno

Il Comune ha annunciato la volontà di indire un referendum sul tema per addivenire a una scelta definitiva

Immagine di repertorio

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Sabato a casa o sabato a scuola? Questo è l'argomento su cui si dibatte da alcuni mesi a Vicoforte, con i genitori degli alunni delle scuole primaria e dell'infanzia equamente divisi sul tema, come ha rivelato il sindaco, Valter Roattino.

"A gennaio - racconta - ho incontrato in Comune la direttrice didattica, Vilma Peirone, la quale mi ha illustrato la richiesta di una parte dei genitori degli alunni della scuola elementare e materna di avere il sabato libero da impegni scolastici e, sempre in quell'occasione, mi ha portato a conoscenza di una consultazione avvenuta per capire la portata della richiesta, che ha registrato una spaccatura al 50% delle volontà dei genitori: in 73 si sono dichiarati contrari al sabato a casa, in 74 favorevoli. Di lì in poi, in maniera naturale, si sono formati due gruppi di genitori, che a turno su loro richiesta sono stati sentiti sia dal sottoscritto che dal vicesindaco".

L'amministrazione comunale, a quel punto, ha convocato una riunione, alla quale hanno preso parte la direttrice didattica, il consiglio d'istituto, i rappresentanti di classe delle scuole primaria e dell'infanzia e alcuni uditori legati alla scuola. 

"Naturalmente - prosegue Roattino - ci siamo resi disponibili a esaudire i desideri di tutti i genitori, proponendo il sabato a scuola per una sezione e il sabato a casa per l'altra e prevedendo per quest'ultima il rientro di un pomeriggio. Un'opzione, tuttavia, che non si è concretizzata in quanto mancavano i numeri necessari a mettere in piedi le due sezioni".

Quale sarà l'epilogo della vicenda, dunque? "Vogliamo affrontare in maniera più approfondita il problema - chiosa il primo cittadino -, rimarcando il fatto che occorre rivedere nel suo complesso l'intero plesso scolastico, includendo anche le scuole medie. La nostra idea è quella di proporre un referendum in autunno con tutti i genitori di tutte le classi, al fine di capire meglio la portata generale del problema e risolverlo con la necessaria tempistica, in modo da addivenire a una decisione attiva a partire dall'anno scolastico 2020-2021".

Alessandro Nidi

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