/ Attualità

Attualità | 10 aprile 2019, 16:47

Nell’Arma dei Carabinieri un Corpo specializzato difende i Beni del nostro Paese da mezzo secolo

A Saluzzo il tenente colonnello Mele ha raccontato l’esperienza di comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Nell’incontro organizzato dalla Delegazione Fai di Saluzzo, il grazie della Diocesi per il recupero di 400 ex voto. Saranno oggetto di una mostra

Saluzzo da sx, Fabrizio Giordano, il tenente colonnello Silvio Mele, Marco Piccat

Saluzzo da sx, Fabrizio Giordano, il tenente colonnello Silvio Mele, Marco Piccat

400 ex voto risalenti all’Ottocento, sottratti a chiese e cappelle del territorio sono stati recuperati grazie al lavoro investigativo dei Carabinieri. Lo ha riferito don Marco Testa vicario della Diocesi, ringraziando a nome del vescovo Bodo per questo lavoro che restituisce alla comunità, un nucleo di opere dal grande valore simbolico, testimonianza di fede delle famiglie e documento di usi e costumi locali. “Appartengono al patrimonio della nostra gente”.

La notizia ha fatto da sigillo alla relazione del tenente colonnello Silvio Mele, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino,  nell’incontro organizzato dal Fai Delegazione di Saluzzo, venerdì  scorso nel refettorio San Giovanni.

Un pubblico numeroso e vario, da antiquari a studenti del liceo Bodoni e Soleri a volontari dell'arte, ha ascoltato l’esperienza di “un lavoro appassionante” raccontato in modo appassionato dal relatore.

“La difesa dei beni culturali: una necessità per l’uomo, per il Governo, la nostra Storia e il futuro”. La premessa del Colonnello Mele che ha inquadrato i 50 anni di Attività del Comando di tutela Patrimonio culturale, in capo all’Arma dei Carabinieri, grazie ad un Corpo specializzato fondato nel  maggio 1969 ( quest’anno il 50°di fondazione).  In questo ambito inoltre, dal 2016 l’’Italia, è il primo Paese che mette a disposizione dell’Unesco una task force con uomini dell’Arma, completamente dedicata alla difesa del patrimonio culturale mondiale.

Nell’incontro introdotto dal capo Delegazione Fai Marco Piccat e dal vice Fabrizio Giordano, il colonnello ha parlato dell’attività investigativa, dai casi di furto a danno di privati, a quello dei beni archeologici di proprietà dello  Stato. “Chi li trova ha obbligo di comunicare il rinvenimento nell’arco di 24 ore. E, anche chi cerca senza trovarlo commette reato”. Sottolineata l’importanza del segnalare il rinvenimento di un bene, lasciandolo dove è stato  trovato, in funzione di successivi studi.

L’attenzione dei Carabinieri non è solo al patrimonio italiano. Anche quello straniero è sotto il controllo vigile dell’Arma, come il mercato dell’arte antica e contemporanea, in funzione dell’affidabilità del business. “E’ importante la tracciabilità, come la richiediamo al mercato  alimentare”. 

Come avvengono i controlli?  Nei negozi, nei mercatini o via  internet, esaminando i cataloghi delle aste. Andando a caccia, come investigatori con strumenti tecnologici e documenti storici alla mano, in scenari complessi nazionali e internazionali.Solo così, capolavori come lo straordinario mobile del Piffetti, ebanista dei Savoia, è tornato  alla collezione d’arte di Palazzo Chiablese  di Torino. O, importanti opere etrusche sono ora nei musei e non in casa di privati.

Non è da meno la tutela del patrimonio paesaggistico con la verifica di abusi edilizi. “Nessun altro paese si occupa di beni culturali. Noi lo facciamo per vocazione a vantaggio di tutte le nazioni e siamo stimati per la grande professionalità- ha sottolineato Mele-  Andiamo a esportare la cultura della difesa del patrimonio e  insegniamo come preservala, attraverso corsi in vari paesi del mondo”.

Tra le indicazioni quella di fotografare il  bene. Un documento importante da conservare nel gigantesco data base del Corpo, che raccoglie più di un milione e duecentomila oggetti. “Il bene culturale è facilmente alterabile ed è spesso contraffatto  per eludere i controlli. Nel caso di pale di altare rubate alle chiese, se non avessimo fotografie, non avremmo la possibilità di riconoscerle., perché spesso sono alterate, smontate e rifatte”.  Sovente alcuni ritratti  sono sezionati e venduti come opere a sé sul mercato antiquario. Attraverso le fotografie, radiografie e densitometrie, il Corpo dei Carabinieri riesce a risalire all’originale. 

Da 40 anni la contraffazione di un bene è un reato. “Non si ha diritto di snaturare un’opera d’arte. Come quella di sottrarre ad un popolo la sua espressione culturale, dai beni archeologici agli ex voto".

Avere a casa propria e tutelare le opere è mission del Corpo dei Carabinieri, condivisa dal Fai, ha sottolineato Fabrizio Giordano portando l’accento sulla valenza e collaborazione tra le istituzioni  e il mondo del volontariato, nel campo dell’arte  e della cultura.

In merito ai 400 ex voto sottratti  e  recuperati dai Carabinieri, saranno oggetto di una mostra  a fine agosto. Ha annunciato don Marco Testa. Al momento sono conservati nel Museo diocesano saluzzese.

 

Vilma Brignone

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium