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Cronaca | 10 aprile 2019, 14:41

Condannati per bancarotta fraudolenta gli ex titolari di un gruppo di vendita all'ingrosso di abbigliamento del saluzzese

La società era stata dichiarata fallita nel dicembre 2012

Condannati per bancarotta fraudolenta gli ex titolari di un gruppo di vendita all'ingrosso di abbigliamento del saluzzese

Si è concluso il processo in primo grado per il crac di un gruppo di vendita all'ingrosso di abbigliamento che contava ben 21 negozi tra Polonghera e Genola, dichiarato fallito dal tribunale di Saluzzo nel dicembre 2012.

Il tribunale di Cuneo ha condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva a 3 anni e 8 mesi di reclusione gli amministratori A.S. che aveva ruoli attivi ed operava sui conti bancari del gruppo, e a 2 anni R. e il figlio W. B.: 3 anni per F. D.R. 2 anni per il figlio F., assolti le altre due figlie e l’ex amministratore unico del gruppo, A. V.

Tutti assolti invece per l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale.

Durante il dibattimento il curatore fallimentare aveva ripercorso le vicende societarie. La “P.I.srl” aveva acquisito la omonima ditta individuale perché questa non sarebbe più riuscita ad uscire da una situazione debitoria sempre più pesante, e ne avrebbe incamerato tutti beni, compresa la merce del magazzino il cui valore nel 2011 sarebbe stato svalutato distraendone il ricavato del valore, secondo l'ipotesi d'accusa del pm Pier Attilio Stea, di 6 milioni di euro.

Una figlia di D.R. aveva addossato la responsabilità su A.S.: “Aveva accesso a tutti i conti correnti di mio padre e aveva ben presente il quadro patrimoniale della mia famiglia, che di fatto è stata espropriata, facendolo confluire in una newco. immobiliare di proprietà delle altre due famiglie. Noi ci eravamo affidati completamente ad A.S. perché aveva più competenze finanziarie ed era l'unico a comunicare con le banche”.

Monica Bruna

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