Lo scrivevamo su queste colonne un mese e mezzo fa (era il 4 marzo): la piscina di Mondovì resterà aperta sino al 31 luglio 2019 per poi serrare i battenti per due anni e riaprirli, probabilmente, nell'estate 2021.
La notizia, annunciata durante la precedente sessione del Consiglio comunale del capoluogo monregalese, ha assunto ulteriore ufficialità con il provvedimento adottato dalla Giunta Adriano, che ha approvato il progetto esecutivo di riqualificazione energetica e miglioramento sismico dell'edificio, redatto dall'area Lavori Pubblici del Dipartimento Tecnico municipale in collaborazione con progettisti esterni per la parte impiantistica e strutturale.
Il progetto prevede interventi mirati al contenimento dei consumi energetici, da ottenersi adeguando e integrando la parte impiantistica e migliorando la coibentazione d'insieme: "In particolare - raccontano dal palazzo comunale -, si procederà al rifacimento completo della copertura, che diverrà di legno lamellare, restituendo luminosità e prestigio alla struttura. Tutti i serramenti, le parti opache e trasparenti dell'involucro verranno sostituiti con nuovi rivestimenti, cappotti termici e schermatura. Si procederà altresì ad un consolidamento strutturale teso al miglioramento sismico e, grazie alla variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale nel mese di marzo, a un adeguamento della vasca natatoria agli standard richiesti dalla Federazione Italiana Nuoto".
Nel frattempo, come rivela l'assessore allo Sport, Luca Robaldo, "stiamo avviando un tavolo di lavoro con Cuneo e Fossano per esplorare l'eventuale possibilità di stipulare convenzioni per gli utenti monregalesi"; in altre parole, gli impianti natatori cuneese e fossanese potrebbero accogliere nelle prossime due annate gli abituali fruitori della piscina di Mondovì, proponendo loro tariffe calmierate.
Cosa ne sarà, invece, dell'impianto di corso Europa? La concessione della gestione allo "Sporting Club" di Verona sarà revocata anticipatamente (la fine della gestione era prevista per il 2020), ma si tratterà di una "revoca concordata", del tutto priva di contenziosi.
Unico, grande ed enigmatico neo, il destino dei lavoratori: "Dal punto di vista del personale - conclude Robaldo -, il Comune, che pure ha incontrato diverse volte i dipendenti, non ha potere contrattuale". Quale sarà, dunque, il loro futuro?