Sarà una campagna elettorale regionale “stretta”, almeno quella intesa nell’accezione “classica”, fatta di manifesti, fac simili, ecc. Venti giorni appena di tempo e questo mette in difficoltà partiti, comitati e l’apparato che caratterizza le consultazioni elettorali.
Il ricorso al Tar presentato da Casapound ha infatti bloccato tutto.
Il sorteggio delle posizioni su manifesti elettorali e schede elettorali di candidati presidente e delle relative liste di appoggio è slittato.
Ieri il Tribunale ha infatti deciso di soprassedere rinviando tutto di una settimana. A Cuneo il sorteggio verrà effettuato lunedì 6 maggio, a Torino mercoledì 8, in attesa del pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale.
Casapound, la formazione della destra radicale, non ha presentato le firme che dovrebbero accompagnare la lista, adducendo la motivazione che, nella passata tornata regionale esisteva un accordo tra Destre Unite e Azzurri Italiani in appoggio all’allora candidato presidente Gilberto Pichetto Fratin. Sulla base di quell’intesa, a suo avviso, le firme non sarebbero state necessarie.
La Commissione centrale della Corte d’Appello non ha accettato l’interpretazione ed ha escluso la lista di Casapound.
I dirigenti hanno però deciso di ricorrere al Tar paralizzando, di fatto, la macchina elettorale.