Come candidato alle elezioni regionali non solo ho ben presente quali siano le legittime aspettative dei cittadini del mio territorio, ma intendo assicurare risorse concrete. Meno promesse e, dopo la politica inconcludente del PD, fatti concreti.
Il diritto all’assistenza sanitaria si delinea in due macro aree: la rete ospedaliera, di cui l’Ospedale di Saluzzo deve tornare a far parte, e l’assistenza territoriale. Il Governo Cota ereditò il buco di bilancio della Bresso (verificato anche dalla Corte dei Conti) ed iniziò il risanamento dei conti della Regione. Il piano di rientro (sottoscritto nell’agosto del 2010) fu quindi l’effetto della pesante eredità ricevuta, non il risultato dell’operato del Centro Destra appena eletto. Ai cittadini del mio territorio, augurandomi che possano essere miei elettori, prometto il riequilibrio delle quote di assistenza pro-capite.
Come la Conferenza dei sindaci dell’ASL CN1 conosce da tempo, il finanziamento questa quota è di gran lunga inferiore alla media di quanto la Regione destini ai piemontesi. I sindaci dei comuni più grandi (in quota PD) fino ad oggi hanno retto la parte del PD, dimenticandosi di leggere i numeri (anche dell'assistenza territoriale). Rispetto al finanziamento medio in quota capitaria, dai dati 2017, ad ogni abitante della Granda mancano circa 95 euro l’anno: la media piemontese è di 1.841 euro a cittadino, ma alle ASL CN1 e CN2 spettano solamente 1.746 euro.
I conti sono presto fatti: all’ASL CN1, con i suoi 420 mila abitanti, mancano circa 40 milioni in meno l’anno per l’assistenza, in tutte le sue forme. Questi 40 milioni in meno l’anno comprimono le possibilità di assistenza in ambito ospedaliero e territoriale: essi rappresentano una differenza che noi della Lega non consideriamo corretta e che non intendiamo più tollerare.
Non intendiamo tollerare di pagare tutte le tasse e di essere il fanalino di coda nelle risorse a disposizione della nostra assistenza sanitaria. La Granda è un territorio molto operoso, di gente che si sveglia ogni mattina, si rimbocca le maniche e si guadagna onestamente da vivere. Dati alla mano, non comprendo (ma forse amo troppo i miei concittadini) come il Governo Chiamparino abbia fatto e stia facendo così poco per la gente della mia terra. Fino ad oggi abbiamo assistito a niente risorse e tante promesse: è tempo di cambiare.
Venendo ai quesiti posti da Giovanni Damiano, il futuro che attende l’Ospedale di Saluzzo con il PD al Governo regionale è quello che abbiamo già sperimentato: Saluzzo continuerà a perdere funzioni, a perdere reparti, a condividere primari e risorse con l’Ospedale di Savigliano, in una lenta agonia, fino alla completa chiusura. Il futuro dell’Ospedale di Saluzzo con la Lega al governo, invece, partirà sin da subito, dalla ridefinizione delle quote capitarie, per ridare ai cittadini della Granda, attraverso maggiori risorse economiche, la dignità che questa sinistra ottusa ha negato loro.
La “musica” cambierà completamente. Verrà realizzato un piano di ammodernamento delle strutture effettivamente finanziato, si individueranno, con la collaborazione dei tecnici regionali, le funzioni più idonee ad essere svolte presso l’Ospedale di Saluzzo e si potenzierà l’assistenza territoriale. L’evoluzione tecnologica richiede di vivere ogni Ospedale come un punto di eccellenza per alcune specifiche terapie e questo è il ruolo che Saluzzo otterrà attraverso il nostro operato.
Stupisce che Calderoni abbia il coraggio di spacciare i 9 milioni, fondi destinati all’adeguamento alle normative antincendio (la cui scadenza di legge è appena decorsa) e all’antisismica e di cui solo una piccola parte è destinata a Saluzzo come una conquista.
Questa sinistra mi pare un pochino confusa: è una conquista l’avvio di un piano di lavori per il rispetto delle norme? Se non pretendiamo il rispetto delle norme nei nostri Ospedali a che rischi sottoponiamo i nostri cari? Dove è stata in questi 5 anni di PD la programmazione con l’ASL per l’acquisto di nuove attrezzature sanitarie per Saluzzo? Come si è concretizzata in questi 5 anni di PD la vision per il nostro territorio? E per il nostro Ospedale?
Il governo Chiamparino lascia le casse regionali vuote e nessun finanziamento per gli investimenti del piano direttorio. Calderoni ha dormito nella tutela del proprio territorio e così ha fatto anche Allemano. È tragico, per non dire altro, che oggi Calderoni ci voglia far credere che il Sindaco non ha voce in capitolo, che la comunità locale non possa farsi sentire e che, alla fine, senza risorse, tanto è un problema nazionale l’assunzione dei medici. Non basteranno le promesse a far dimenticare questi 5 anni di ristrettezze nella sanità della Granda.
L’ASL CN1 ha adottato il bilancio di previsione 2019 in perdita di 38,5 milioni di euro (dal sito della ASL). Il bilancio 2018, che va adottato entro il 30 aprile, non chiuderà in pareggio, ma con una perdita importante. Non proprio un risultato di cui andare fieri, per il Governo regionale e per l’amministrazione cittadina uscenti.