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Politica | 30 maggio 2019, 10:17

La grande crisi dei 5 Stelle: dal 26% delle politiche 2013 all’8% delle regionali di domenica scorsa

Anche in provincia di Cuneo crolla il consenso ai pentastellati. Mancano organizzazione, presenza sul territorio e classe dirigente. Oggi si vota sulla piattaforma Rousseau per il destino di Di Maio, ma l’esito è scontato dopo la blindatura di Grillo e Casaleggio

La grande crisi dei 5 Stelle: dal 26% delle politiche 2013 all’8% delle regionali di domenica scorsa

Il M5S affronti la sua crescita interna senza fermarsi al voto su Rousseau, la strada è lunga. Non è il momento delle polemiche ma dell’ascolto, sfruttiamolo al meglio senza farci strumentalizzare”.

Così scrive Fabiana Dadone, unico parlamentare 5 Stelle del Cuneese, sul suo profilo social a proposito della consultazione che vedrà, per tutta la giornata di oggi, il popolo pentastellato chiamato a pronunciarsi con voto on line a proposito del ruolo che dovrà avere Luigi Di Maio dopo la batosta elettorale del 26 maggio.

Di più la parlamentare monregalese non dice, rimandando a domani (forse) commenti più approfonditi. Gli attivisti sono chiamati a dire la loro, anche se dopo la “blindatura” arrivata da Grillo e Casaleggio già si sa che l’esito della consultazione è scontato: Di Maio resterà al suo posto.

Le elezioni europee – e ancor più le regionali – hanno rappresentato un vero e proprio tracollo per il Movimento 5 Stelle sia al Centro che al Nord: nella circoscrizione centro il M5S raccoglie il 15,9% dei voti; al nord le percentuali sono ancora più basse: il partito di Di Maio non riesce ad andare oltre il 10-11% in entrambe le circoscrizioni.

Nella Granda il Movimento è passato dalla percentuale record delle politiche 2013 (26,4%) al 9,6% delle europee e all’8,10% delle regionali di domenica scorsa.

Il flop ha deluso in particolare l’avvocato saviglianese Nicola Clerici, che ha visto sfumare il sogno del Parlamento Europeo. I suoi supporter e i book maker locali davano la sua elezione come assai probabile, grazie anche ad un gioco di squadra attivato nelle altre regioni della circoscrizione, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia.

Il partito di Grillo riesce a mantenere a fatica un proprio rappresentante cuneese in Regione, l’albese Ivano Martinetti, ma la mancata elezione di Mauro Campo, uno dei big pentastellati della Granda, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme.

Le preferenze personali indicano anche uno scarso radicamento del partito sul territorio: Ivano Martinetti (544), Mauro Campo (462), Emmanuel De Conno (138), Lorenzo Pallavicini (84), Maria Lauretta Di Canio (80). Numeri che potrebbero essere ricondotti ad una consultazione comunale e non già ad un contesto vasto qual è la provincia.

Giampaolo Testa

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