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Il Punto di Beppe Gandolfo | 03 giugno 2019, 07:28

Il coraggio di smettere, elogio del Chiampa

Comunque la si pensi politicamente, il Chiampa ha segnato la storia della nostra regione in questi ultimi 20 anni.

Il coraggio di smettere, elogio del Chiampa

Per dieci anni sindaco di Torino, per cinque presidente della Regione Piemonte, più vari incarichi a livello nazionale. Alle 17.45 di lunedì 26 maggio, Sergio Chiamparino aveva  detto “basta”.

“Questa è stata la mia ultima battaglia, l’ ho persa, ho già telefonato a Cirio per complimentarmi e gli ho detto: spero tu faccia meglio di me”.  A soli 71 anni, l’ ultimo “ragazzo rosso” di Torino ha lasciato la politica. Poi in settimana, la conferma: non farà nemmeno il consigliere di opposizione a Palazzo Lascaris. 

Tanto di cappello. Comunque la si pensi politicamente, il Chiampa ha segnato la storia della nostra regione in questi ultimi 20 anni. La politica del sorriso, dello stare vicino alla gente, del parlare in dialetto, ai confini fra l’ aurguzia e la bonomia. Sempre dalla parte di questi territori, a difesa del suo Piemonte. 

La sera della vittoria di Cirio, mentre ero a Palazzo Lascaris per raccontare i risultati di questa tornata elettorale, mi è capitata fra le mani una notizia di agenzia. A Nusco, paesino di 4mila abitanti, in provincia di Avellino, è stato rieletto sindaco Ciriaco De Mita, l’ ex leader della Democrazia Cristiana,  alla veneranda età di 91 anni. 

A quel punto ho detto (e dico),  con maggior riconoscenza, GRAZIE a Sergio Chiamparino per il suo impegno a favore della nostra terra. E soprattutto per aver saputo smettere al momento giusto. La politica ha bisogno di esempi così.

Beppe Gandolfo

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