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Cronaca | 04 giugno 2019, 13:27

Fossano, commercialista a processo per concorso in bancarotta fraudolenta

In tribunale ha negato di aver “aiutato” i cugini Negro nel crac della loro azienda di escavazioni

Fossano, commercialista a processo per concorso in bancarotta fraudolenta

Il pm Pier Attilio Stea gli contesta di aver “aiutato”- nel 2011 - i fratelli Negro “consigliando” di trasformare la snc in società cooperativa con 1.500 euro di capitale, allo scopo di tutelare i loro beni personali ed evitare il fallimento. Tramite espedienti contabili sarebbe stato nascosto il reale deficit di 1 milione e 400 mila euro, presente il quale, come aveva riferito il commissario liquidatore, non sarebbe stato possibile il passaggio da snc alla coop.

Subito dopo il residuo avviamento aziendale sarebbe stato fatto transitare in capo ad una nuova srl, la COESTRAM, gestita di fatto dai cugini Negro, con sede operativa a Loreto (già sede della snc), che utilizzava attrezzature e mezzi della stessa cooperativa/snc, impiegando anche una trentina degli ex dipendenti della Negro. Nel 2011 fu chiesta la cessazione dell’attività della cooperativa e nel gennaio 2012 fu concessa la liquidazione coatta amministrativa, quando il deficit ormai ammontava a 2 milioni e 788 mila euro.

I titolari della ditta fossanese di escavazioni e trasporti Guido e Marcello Negro hanno patteggiato nell’ottobre 2017 un anno e sei mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta più sei mesi di arresto per un reato ambientale.

C.B., commercialista genovese a processo davanti al tribunale collegiale di Cuneo per concorso in bancarotta fraudolenta si è difeso questa mattina davanti ai giudici, sostenendo di aver dato parere negativo quando nel giugno 2011 i Negro gli chiesero di trasformare la loro snc in cooperativa, anche perché l’operazione non serviva a sollevarli da rischi di tipo patrimoniale, ma loro erano determinati a procedere”. Quindi lui si limitò a organizzare l’incontro presso un notaio genovese, al quale si presentarono soltanto i due cugini e nessun altro potenziale socio: “Così fui costretto ad entrare come terzo socio, anche se solo di capitale”.

Il commercialista ha inoltre sostenuto di non essersi mai occupato della COESTRAM: “Non ho consigliato io ai Negro di trasferire il residuo avviamento aziendale della loro attività nella new-co, avevano un commercialista che li seguiva”, aggiungendo che, resosi conto della disastrosa situazione economica e patrimoniale e dell’effettiva incapacità manageriale dei cugini, ad agosto del 2011 gli raccomandò di portare i libri in tribunale.

La discussione è stata fissata il 9 luglio.

Monica Bruna

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