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Politica | 06 giugno 2019, 09:28

Giunta regionale: due cuneesi lottano per un posto a fianco di Alberto Cirio

In queste ore gli allibratori danno in salita le quotazioni del leghista Icardi. Bongioanni (Fratelli d’Italia) è impegnato in un braccio di ferro con Rosso, mentre calano le chances del forzista Franco Graglia, essendo il suo partito già rappresentato dal presidente

Giunta regionale: due cuneesi lottano per un posto a fianco di Alberto Cirio

 

E’ pur vero che la provincia di Cuneo, 40 anni dopo Aldo Viglione, torna ad esprimere il vertice della Regione Piemonte con Alberto Cirio, ma è immaginabile una giunta regionale senza almeno un’altra rappresentanza cuneese?

A maggior ragione se si considera che quella precedente, espressione del centrosinistra, aveva due assessorati importanti: i Trasporti, affidati a Francesco Balocco e la Montagna e l’Urbanistica ad Alberto Valmaggia.

Alle segreterie regionali e nazionali dei tre partiti di centrodestra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, la Granda importa poco e questo rende tutto più complicato, visto da Cuneo.

A Torino sarà un fine settimana convulso, dove i tavoli delle trattative verranno apparecchiati e sparecchiati più volte.

Bisognerà attendere lunedì o martedì per avere un quadro appena più chiaro di come potrà delinearsi il nuovo esecutivo regionale.

La forza politica di casa nostra che, a rigor di numeri, ha il maggior diritto di essere rappresentata, viste le percentuali bulgare ottenute nel Cuneese, è la Lega.

Non per nulla pressioni sono in corso per portare nell’esecutivo di Cirio Luigi Genesio Icardi. Sul piano del consenso e della competenza nulla quaestio. A costituire semmai un ostacolo per il sindaco di Santo Stefano Belbo sono le logiche correntizie che tutti negano, ma che in realtà nel Carroccio sono forti e vive più che mai.

Icardi, leghista della prima ora, non ha una collocazione precisa e questo potrebbe nuocergli visto che la lista degli assessori la compila il segretario regionale Riccardo Molinari, proteso com’è a riservare attenzione all’area alessandrina, suo bacino elettorale.

Chi si trova in difficoltà, ma per altre ragioni, è il forzista Franco Graglia, vicepresidente uscente del Consiglio regionale. Facendo parte dello stesso partito di Cirio ed essendo come lui cuneese, l’ex sindaco di Cervere parte svantaggiato. Impensabile che uno dei due (o tre) assessori in quota azzurra possa ancora essere pescato nella Granda.

Questa la ragione per cui gli allibratori dicono che le sue quotazioni siano in ribasso.

Chi resterà in bilico fino all’ultimo è Paolo Bongioanni (Fratelli d’Italia), reduce da una buona performance elettorale e ora impegnato in un braccio di ferro con il camaleontico Roberto Rosso, già parlamentare ed ex sottosegretario, recordman di preferenze nel Torinese.

Se FdI spunterà due posti, cosa che il segretario regionale Fabrizio Comba chiede con forza, la partita resta aperta. Se invece il posto dovesse essere uno solo, andrà verosimilmente alla biellese Elena Chiorino, eletta nel listino.

Ancora una volta, per farsi valere, la Granda deve battere i pugni sui tavoli torinesi.

Giampaolo Testa

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