Attualità - 19 giugno 2019, 19:33

A Saluzzo il dormitorio per braccianti apre con 15 giorni di anticipo: 50 gli accessi in poco più di 24 ore

Il Comune, dopo un monitoraggio costante della situazione e vista la mole di persone già presente lungo il viale del Foro Boario, ha deciso di aprire la struttura. 600 in totale i posti a disposizione della rete di accoglienza. Carabinieri e Questura: “Nessun disordine o criticità”

Controlli dei Carabinieri nella zona del Foro Boario

Controlli dei Carabinieri nella zona del Foro Boario

L’apertura del dormitorio per i braccianti africani che giungono a Saluzzo, per via del richiamo della stagione di raccolta estiva, era prevista per il 1 luglio.

Ma le porte del PAS, l’acronimo (Prima accoglienza stagionali) con il quale in città si identifica la struttura allestita all’interno dell’ex Caserma Filippi, in zona Foro Boario, si sono aperte ieri (martedì 18 giugno), intorno alle 14.30.

La decisione di aprire il dormitorio in anticipo rispetto al 1 luglio (ma comunque in ritardo rispetto alla data d’apertura dello scorso anno), è stata assunta dal Comune. Da giorni le autorità, civili e militari, monitorano la situazione, soprattutto per quanto concerne la presenza di ragazzi africani di fronte alle porte del PAS, nel viale alberato del Foro Boario.

A darne notizia, attraverso la sua pagina Facebook, il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni: “Abbiamo aperto il Pas ed accolto i primi lavoratori con permesso di soggiorno valido e regolare contratto di lavoro.

Faremo così ogni giorno fino ad esaurimento posti”.

50 INGRESSI IN 24 ORE

Cinquanta le persone che sono entrate nel dormitorio nelle prime 24 ore di apertura. 24 nel pomeriggio di ieri, 25 nella giornata odierna. 368, come l’anno scorso, i posti letto disponibili.

Per il momento – spiega Calderoni - entra solo chi ha un contratto e non ha trovato posto nelle aziende. Esaurita questa lista, vedremo il da farsi. La Cooperativa Armonia ed i Carabinieri registrano i documenti per ogni accesso.

Sono stati controllati anche i documenti di chi è fuori. Ad oggi risultano complessivamente tra dentro e fuori circa 180 persone”.

UN’ACCOGLIENZA DA 600 POSTI TOTALI

Dal 1 luglio, come ha annunciato il primo cittadino, saranno aperte le accoglienze diffuse di Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Saluzzo, Verzuolo, gli unici Comuni coinvolti nel sistema, oltre a quelle della Coldiretti. I presidi territoriali hanno lo scopo di “avvicinare i braccianti ai luoghi di lavoro” ha sottolineato il sindaco.

Intanto, “presso la Casa Madre Teresa della Caritas di Saluzzo, saranno accolte le persone più fragili e bisognose di assistenza e cura”.

Una rete che, quest’anno, garantirà 600 posti letto, “oltre quelli offerti dalle aziende – ha ancora aggiunto Calderoni – che coprono autonomamente i 2/3 del fabbisogno.

Un grande sforzo per un sistema territoriale sano che prova ad affrontare i problemi pur sapendo che ne rimangono molti da risolvere. Grazie ai Comuni, Consorzio Monviso Solidale, Caritas, Cgil, Cisl, Coldiretti e Confagricoltura. E grazie alle forze dell’ordine sempre attente e presenti”.

UN’EMERGENZA LASCIATA IN MANO AI COMUNI

C’è un aspetto che Calderoni, da sempre, continua a rimarcare, ponendovi costantemente l’attenzione.

Il problema dell’arrivo in città degli stagionali – ha detto più volte – non può essere lasciato in mano al Comune ed agli Enti locali.

I numeri parlano chiaro. Se la manodopera africana subsahariana non ci serve, ce lo diciamo e non assumiamo più. Ma le cose non stanno così, e lo dimostrano i numeri. Serve quindi un intervento dello Stato, che legiferi in materia e non ci lasci in balia di un episodio che, ogni anno, risulta imprevedibile nei modi e nei numeri”.

“Pur condividendo i principi solidali che stanno dietro le iniziative di molti gruppi e comitati – ha scritto due giorni fa Calderoni - tuttavia i ruoli sono importanti e non deve sfuggire che un Comune non è un ente assistenziale né un’opera pia.

Il Comune di Saluzzo non deve aprire il PAS. Il Comune di Saluzzo vuole aprire il PAS, ma vuole anche che le condizioni di una accoglienza diffusa sul territorio saluzzese per i lavoratori stagionali della frutta siano finalmente condivise da tutti i soggetti interessati dal fenomeno, ciascuno secondo le sue possibilità.

Dunque, siamo solidali e operativi per cercare soluzioni abitative dignitose per tutti, ma questo non significa che chiunque possa arrivare in quest'angolo di Piemonte, animato dalla volontà di ricercare un lavoro, e quindi occupare un pezzo di città per creare un accampamento, magari con la convinzione che ciò costituisca una pressione lecita ed efficace sull'amministrazione cittadina.

Nessuno può girare la testa dall'altra parte, nessuno può imporre la sua esclusiva visione. Nel vuoto normativo e operativo dello Stato non sono gli strattoni, ma la condivisione e la sincerità a creare le autentiche condizioni per l'integrazione e il rispetto reciproco”.

L’ASSEMBLEA DEL SINDACATO USB

Due giorni fa, sempre di fronte all’ingresso del dormitorio temporaneo, si è tenuta un’assemblea, alla presenza di Aboubakar Soumahoro, sindacalista del coordinamento dei lavoratori agricoli USB, del Comitato Antirazzista Saluzzese, di Welcome Refugees e di Carovane migranti.

Calderoni si è presentato di fronte alle decine di presenti. Ed ha ribadito la stessa linea: “Cambiamo le leggi, insieme magari possiamo farcela. Non è pensabile che una comunità di 17mila abitanti, possa gestire flussi di questo tipo senza un minimo di programmazione. Lo scorso anno, nel saluzzese, i braccianti africani subsahariani sono stati 5mila: 4mila accolti in azienda, 600 nei posti della rete di accoglienza, 400 sono rimasti fuori.

Il Comune di Saluzzo è uno dei pochi, in Italia, che mette in piedi una rete di accoglienza per garantire alloggiamento a chi rimane fuori dalle aziende. Facciamo tutto questo sulla base di volontariato puro.

Sapete bene cosa ho fatto io, e sapete bene che un sindaco è competente sui residenti del proprio Comune. – ha risposto il sindaco a chi chiedeva condizioni dignitose per chi arriva in Città – O partiamo da un riconoscimento dello sforzo che fa questa Comunità, oppure la finiamo qui”.

LE FORZE DELL’ORDINE: “NESSUN DISORDINE O CRITICITÀ”

Giuseppe Beltempo, capitano dei Carabinieri al comando della Compagnia di Saluzzo: “Allo stato attuale non si registrano disordini o criticità. È stata semplicemente sgomberata una parte del viale del Foro Boario, chiusa con delle paratie, come l’anno scorso.

I presidi delle Forze dell’Ordine sul territorio in occasione dell’apertura del PAS sono chiaramente maggiori. In ogni caso, per tutta la permanenza dei migranti in Saluzzo e fino a quando il PAS rimarrà aperto, saranno intensificati i servizi di prevenzione sul territorio, per garantire tranquillità alla popolazione locale e scongiurare eventuali episodi di illegalità”.

Emanuele Ricifari, questore di Cuneo: “Non si contano episodi critici, né allontanamenti. Saremo presenti, come negli anni scorsi, con un presidio concordato con l’Arma dei Carabinieri e la Polizia locale, non nella struttura, che non ha bisogno di essere vigilata, ma nelle pertinenze, per scongiurare ulteriori problemi anche nei confronti dei cittadini e della popolazione.

Così abbiamo deciso nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

DELIMITATO PARTE DEL VIALE DEL FORO BOARIO

Intanto sono comparse, lungo parte del viale del Foro Boario, alcune barriere, realizzate con pannelli di lamiera. La passeggiata, infatti, risulta (in parte) off-limit, come spiega il sindaco Calderoni, “per evitare l’accampamento spontaneo, con il conseguente rischio di situazioni illegali”.

 

 

 

 

Nicolò Bertola - Vilma Brignone

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