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Attualità | 03 luglio 2019, 07:05

Nuova beffa per le Terre Alte: dal 2020 obbligo di trasmissione telematica degli scontrini elettronici, ma con segnali Internet carenti

L’Uncem aveva chiesto l’esonero per gli esercenti che si trovano in zone con scarsa copertura internet. È arrivato, invece, una “deroga” che concede 12 giorni di tempo per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Continuano i paradossi con i quali, ciclicamente, la Montagna si trova ad avere a che fare

Immagine di repertorio

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Abbiamo già avuto modo, in passato, di scrivere e raccontarvi dei paradossi con i quali, ciclicamente (per non dire quotidianamente), la Montagna si trova ad avere a che fare.

In ordine di tempo, gli ultimi due avevano riguardato Crissolo, maggior centro dell’alta Val Po.

Qui, dopo che le banche avevano rimosso l’unico Bancomat presente in paese, la chiusura della tabaccheria aveva fatto venir meno il servizio di vendita dei quotidiani e i commercianti locali, per cercare si sopperire alla carenza, si erano sentiti dire che ci vanno 1000 euro l’anno per il trasporto dei giornali, ma sino a Paesana (11 chilometri più a valle).

Perché da Paesana a Crissolo l’onere sarebbe stato a totale carico dell’esercente.

Scene di ordinaria follia, si potrebbe dire, nei confronti di quei “coraggiosi” che ancora si “ostinano” a vivere la Montagna, rimanendo forse l’ultimo baluardo delle Terre Alte.

Ma i colpi di scena non finiscono mai di stupirci.

L’ultimo in tal senso ce lo fornisce il “decreto Crescita”, che obbliga gli esercenti commerciali ad emettere scontrini digitali elettronici. Una norma che dal 1 luglio interesserà tutti gli esercizi commerciali con volume d’affari superiore ai 400mila euro, mentre dal 2020 verrà estesa anche ai “piccoli” commercianti.

La beffa?

Nella norma è previsto l’obbligo di inviare i dati della transazione all’Agenzia delle Entrate, tramite un collegamento diretto via internet. Attraverso, dunque, quella connettività che – come si denuncia da anni – in Montagna è pressoché carente.

Attraverso quella rete internet che costringe gli albergatori, ad esempio, a spostarsi decine di chilometri a valle per poter inviare in Questura i dati dei clienti che soggiornano nelle strutture ricettive in quota.

L’Uncem, Unione nazionale Comuni ed Enti Montani, auspicava che nel “decreto Crescita venissero definite le proroghe e le esenzioni per i piccoli esercizi commerciali nelle aree montane”.

Così, però, non è stato. Il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, non ha risposto a una serie di istanze arrivate dalle associazioni di categoria e dall’Uncem stessa.

Era stato chiesto l’esonero per gli esercenti che si trovano in zone con scarsa copertura internet. È arrivato, invece, una “deroga” che concede 12 giorni di tempo per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.

Nel decreto Crescita – spiega Marco Bussone, presidente nazionale Uncem – vi era la possibilità di fare modifiche alla norma, invece niente.

Il rischio, come sulle fatture elettroniche, è che l’aumento di burocrazia, oltre al divario digitale che limita la connettività nelle zone alpine e appenniniche del Paese, metta in difficoltà in particolare i piccoli esercenti, costretti a nuove spese per adeguare i registratori di cassa, che diventeranno registratori telematici. 

I sei mesi in più per adeguarsi non sono sufficienti. L'obbligo di utilizzare gli strumenti telematici a oggi, senza una modifica della norma come Uncem chiede, è dunque esteso anche agli esercizi che sono situati in zone dove non c'è copertura, dove la banda ultralarga sta lentamente arrivando.

Vedremo, in mancanza di altri provvedimenti, se sarà sufficiente aver introdotto 12 giorni di tempo, concessi agli esercenti per trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate.

Vedremo anche se, come scritto nel Decreto Crescita non ci saranno sanzioni per i primi sei mesi e come funzionerà la 'lotteria degli scontrini', sempre dal 2020, rivolta ai cittadini clienti, per la quale attendiamo di vedere il decreto attuativo”.

Una nuova “tegola” sulla testa degli esercenti montani. Che va ad aggiungersi al segnale TV assente (ma coi canoni RAI regolarmente pagati), alla mancanza di trasporti, alla lontananza, sempre maggiore, dai servizi di base.

Nulla di nuovo sotto il sole…

Nicolò Bertola

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