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Attualità | 05 luglio 2019, 13:30

Batte tutti sul tempo: il Biancone guarito non aspetta il rilascio pubblico e si libera da solo sfondando la voliera del Cras di Racconigi

Trovato un mese fa ad Oncino in condizioni gravissime, era stato portato al Centro dai Guardiaparco del Monviso. Si stava preparando la sua liberazione. Aveva un pallino d’arma da fuoco nell’ala: un atto di bracconaggio su specie protetta a chiusura di caccia. E' del giorno prima della “fuga” la sua foto ritratto

Cras Racconigi, Il Biancone nella foto di Vilma Brignone. Nel riquadro Bruno Vaschetti, responsabile del Centro Cicogne in cui è incluso il Cras

Cras Racconigi, Il Biancone nella foto di Vilma Brignone. Nel riquadro Bruno Vaschetti, responsabile del Centro Cicogne in cui è incluso il Cras

 

Era il  momento giusto per lui ed ha battuto tutti sul tempo. E’ riuscito a sfondare il lunotto della grande voliera e si è auto-liberato. Al rito corale ed emozionante del rilascio pubblico, programmato tra alcuni giorni, ha preferito il gesto di forza in solitaria,  a dimostrazione del ritrovato vigore. 

“Era perfettamente guarito” dice la “ lettera di dimissione" inviata poche ore prima dalla veterinaria del Cras (Centro Recupero Animali Selvatici) di Racconigi Gabriella Vaschetti al Parco del Monviso, per preparare insieme la liberazione del magnifico esemplare.

Ma andando  poco dopo nella gabbia per portagli il pasto serale, ha scoperto che (mercoledì  3 giugno) il Biancone aveva già preso il volo.

Il grande rapace, conosciuto anche come Aquila dei serpenti per la dieta prevalentemente a base  di rettili, vipere comprese, era stato trovato in condizioni  estremamente gravi ad Oncino in alta val Po,  il 28 maggio scorso, da un uomo che aveva allertato i  Guardiaparco del Monviso, i quali lo avevano subito soccorso e recapitato al Cras.

L'animale, un giovane esemplare del 2018, era talmente debilitato e magro da non riuscire a mantenere la postura, racconta la veterinaria. Per tre settimane è stato sottoposto a terapie, alimentato e reidratato artificialmente. “Poi,  poco per volta si è ripreso, ed ha iniziato la riabilitazione nella voliera- tunnel”  Una struttura lunga  30 metri, realizzata grazie ad un contributo della Regione Piemonte - settore Agricoltura che  è stata indispensabile per permettergli  di fare esercizio di volo, in un ambiente protetto.

Cosa era accaduto al povero animale? E’ emerso più chiaramente la settimana scorsa, dopo l’esame radiografico eseguito con il collega Roberto Macario. C’era ancora un pallino nell'ala sinistra: l’aquila era stato "impallinata". “Considerato lo stato di ricrescita delle penne, l' incidente si era verificato circa 3 settimane prima del ritrovamento, quindi ai primi di maggio. Uno scandaloso atto di bracconaggio su specie protetta, nel periodo di chiusura della caccia". Un ferimento che ha procurato giorni e giorni di stenti al rapace, privandolo della possibilità di volare e quindi di alimentarsi.

Fortunatamente è stato trovato e recuperato nel Cras racconigese  “Negli ultimi giorni era riuscito addirittura a predare una biscia che accidentalmente era entrata nella sua voliera. Era quindi giunto il  momento di pensare al suo  rilascio.

Nei giorni scorsi  c’era vento. Deve avere sentito l’inquietudine migratoria- sottolinea Gabriella Vaschetti.   E, completamente in forze si è auto liberato, volando nel bosco su cui si apre il lunotto della voliera che è riuscito a sfondare. 

Questi rapaci diurni migratori (di circa 70 cm di lunghezza con un’ apertura alare di circa 175 cm, dalle meravigliose tonalità cromatiche di piumaggio e occhi penetranti color giallo-arancio) arrivano tutti gli anni con la primavera dall’ Africa, per nidificare sulle nostre montagne  e ripercorrono a ritroso il loro viaggio  in ottobre, volando anche per 100 km al giorno.

“Essendo un giovane esemplare dell’anno scorso,  non è ancora legato ad un territorio specifico spiega la per cui troverà un posto  adatto per nidificare l’anno prossimo. Speriamo torni qui!.”

L’incontro ravvicinato  e il ritratto fotografico

Era bellissimo il Biancone, è stata una emozione vederlo. Parlo in prima persona  perché l’ho visto a meno di tre  metri da me, fissarmi immobile su un ramo, in posa plastica, di mezzo profilo, fiero e sicuro, quasi cercando il ritratto. Non succede spesso nella vita l’incontro "sguardo nello sguardo" con un’aquila pronta al volo. Dal fondo della sua gabbia, sollecitato da Bruno Vaschetti, responsabile del Centro Cicogne di Racconigi in cui è incluso  il Cras, ne  aveva dato prova arrivando in un baleno, ad ali spiegate, verso la mia postazione (protetta).

L’ho fotografato a distanza ravvicinata, un giorno prima della sua fuga. Ero  al Centro per  far soccorrere  un piccolo rondone caduto dal nido nel  borgo  storico di Saluzzo.

Giugno e luglio sono i mesi emergenza al Cras-di Racconigi- sottolinea Bruno - Arrivano anche 15 volativi al giorno. Il numero più alto è di rondoni . Probabilmente cadono dal nido anche per il caldo. Magari sono assetati o affamati e si agitano, sporgendosi. Pur essendo ottimi arrampicatori, spesso cadono a terra.

Il Centro recupero animali selvatici di Racconigi è attivo dal 2000.

"Oggi i centri stanno attraversando una fase critica – commenta la veterinaria - perché con la nuova legge regionale, la Regione Piemonte ha negato un piccolo contributo annuale, demandando ai Comuni e agli ATC/CA la possibilità di stipulare convenzioni per il sostegno della onerosa attività di recupero della fauna selvatica.. Attualmente solo i comuni di Savigliano e Bra si sono attivati in tal senso a sostegno del Cras  di Racconigi per cui siamo davvero in difficoltà....oltre tutto con questo clima sempre più tropicale, aumentano costantemente i casi di ricovero".

 

Vilma Brignone

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