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Cronaca | 07 luglio 2019, 10:25

Non accetta la fine della relazione sentimentale e, ubriaco, si scaglia contro l’ex compagna: notte di paura a Verzuolo

Un uomo di nazionalità marocchina, coltello alla mano, si è scagliato contro la donna all’interno di un’abitazione di Villanovetta. La figlia di lei, nel tentativo di difendere la madre, riporta ferite da punta e taglio alla schiena. Per fuggire all’impeto violento, la giovane si getta dal balcone al secondo piano. Immediato intervento di emergenza sanitaria e Carabinieri: l’uomo tradotto in carcere già nel corso della notte

Immagine di repertorio

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Attimi di paura, ieri sera (sabato 7 giugno) a Villanovetta di Verzuolo.

All’interno di un’abitazione privata si è consumata un’accesa lite che ha coinvolto tre persone. Un uomo, di nazionalità marocchina, ha aggredito l’ex compagna e una ragazza (figlia della donna), nel corso di una violenta colluttazione.

Alla base del tentato omicidio un forte risentimento che l’uomo, pare da tempo, nutriva nei confronti dell’ex compagna, a causa della fine della relazione sentimentale tra i due, mai accettata.

Ieri sera, complice anche un evidente stato di ebbrezza alcoolica, il risentimento è sfociato in violenza. L’uomo ha aggredito l’ex compagna, impugnando in mano un coltello. In casa v’era anche la figlia della donna, che – nel tentativo di difendere la madre – ha riportato ferite da taglio e da punta alla schiena.

Per scappare dall’impeto violento dell'uomo, la ragazza si è gettata dal balcone, al secondo piano di un condominio, cadendo al piano inferiore.

Immediato l’intervento delle pattuglie dell’Arma dei Carabinieri e delle ambulanze dell’emergenza sanitaria. Le due donne sono state trasportate in ospedale. La giovane è stata trasferita d’urgenza al Santa Croce di Cuneo per via dei traumi e delle ferite riportate sia nella colluttazione che nella caduta dal balcone.

L’uomo – invece – è stato prontamente immobilizzato e, già nel corso della notte, tradotto in carcere, in attesa della convalida dell’arresto.

Le indagini sono condotte dai militari dell’Arma della Compagnia di Saluzzo, coordinati dal capitano Giuseppe Beltempo, che sta seguendo in prima persona l’attività investigativa.

Nicolò Bertola

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