La scorsa settimana Alberto Cirio era stato a Barge, nel Saluzzese, dove aveva firmato la richiesta di stato di emergenza per i danni causati dal maltempo in Piemonte dal 6 luglio al 22 agosto.
Oggi pomeriggio, venerdì 30 agosto, lo stesso governatore ha riunito a Chieri, sulla collina torinese, gli amministratori di alcuni dei Comuni che la Regione ha inserito nella richiesta già inviata all’attenzione del Governo.
"La Regione - ha spiegato Cirio - insieme ai Comuni ha fatto la sua parte: ha fatto tutto con grande velocità". "È tutto pronto - ha proseguito - sul tavolo del Consiglio dei Ministri per dichiarare lo stato di emergenza a un Piemonte che è stato falcidiato da eventi atmosferici e straordinari in termini negativi".
Cirio ha spiegato che la Regione non poteva lasciare "soli i sindaci, gli agricoltori e chi ha avuto danni alle proprie abitazioni. C'è necessità che lo Stato italiano ci aiuti, per questo noi abbiamo fatto subito la nostra parte: ma intanto abbiamo già stanziato i primi 2 milioni di euro per i piccoli comuni, per coprire i danni ad abitazioni, strade, ponti, uffici comunali e cimiteri".
"Non potevamo attendere Roma, ma dovevamo subito dare il buon esempio: è necessario che anche il Governo faccia la sua parte", ha concluso il presidente regionale.
Tra gli amministratori intervenuti a Chieri anche il montatese Andrea Cauda, sindaco del centro maggiormente colpito dalla tromba d’aria che lo scorso 12 agosto ha investito una vasta area compresa tra il Cuneese e l’Astigiano, comportando danneggiamenti e disagi anche a Canale, Cisterna d’Asti, Govone e Magliano Alfieri.
Inserito dalla Regione nell’elenco dei Comuni maggiormente danneggiati (per la Granda vi figurano anche Barge e Bagnolo, allagati dal nubifragio del 22 agosto), dopo una prima ricognizione il Municipio montatese sta proseguendo nella complessa quantificazione degli ingenti danni subiti danni da edifici privati e infrastrutture pubbliche, come spiegato al nostro giornale dallo stesso primo cittadino.
"L’esatta e definitiva quantificazione è ancora in corso – spiega Cauda –, in questo momento stiamo ancora raccogliendo le istanze in arrivo dai privati. Certamente la tromba d’aria ha provocato danni ingenti su numerosi fabbricati civili, con edifici scoperchiati e famiglie che hanno dormito e dormono ancora sotto teloni provvisori, come anche ai portici di numerose aziende agricole o artigianali. Diversi ettari di vigneti e noccioleti sono stati devastati dalla forza del vento, che ha lasciato dietro di sé intere scie di alberi sradicati, tra i quali alcuni castagni secolari, mentre sono state decine le segnalazioni riguardanti pali dell’illuminazione o delle linee telefoniche rovinati o abbattuti al suolo, con impianti particolarmente compromessi in borgata Novi. L’acquedotto che serve le borgate Gianoli e Tucci è rimasto senza corrente elettrica e parzialmente anche senz’acqua per quasi un giorno e mezzo, mentre a San Rocco alcuni alberi si sono abbattuti sul cimitero della frazione".
E interpellato su cosa Montà si aspetti dall’iniziativa della Regione, il primo cittadino conclude spiegando che "l’incontro di oggi segue un sopralluogo delle zone danneggiate e un incontro sul territorio compiuto col consigliere Demarchi nella settimana scorsa. Questa presenza dimostra un positivo attaccamento al territorio. La nostra speranza è che col riconoscimento dello stato di calamità si possa portare conforto a quei privati che hanno subito ingenti danni specialmente nei casi non coperti da assicurazioni".