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Curiosità | 22 settembre 2019, 17:42

Bra, la Confraternita della Salsiccia protagonista nel villaggio globale di Cheese

Non solo formaggi. Nei giorni della rassegna casearia, festa anche per il tipico insaccato braidese

Bra, la Confraternita della Salsiccia protagonista nel villaggio globale di Cheese

Non solo formaggi. Diamo a Bra quel che è di Bra: la salsiccia, eccellenza inventata proprio nella città della Zizzola.

Solo a nominarla si avverte un certo languorino. Per celebrarla alla sua ennesima potenza, è scesa in piazza l’omonima Confraternita, che si è resa testimonial della golosa specialità durante le giornate di Cheese. Un colpo di scena in piena regola che ha catturato l’attenzione di turisti e curiosi. Il cielo grigio e minaccioso ha dovuto fare i conti con i colori dei tipici paludamenti: l’azzurro Savoia della mantella e il giallo della mozzetta tanto caro a Torino, per un omaggio all’Italia e al Piemonte.

Alcuni giornalisti inglesi hanno fotografato ogni particolare della loro uniforme. Dal collare dove sono appuntate le spillette collezionate in occasione di gemellaggi con altre confraternite gastronomiche, fino al medaglione con l’effigie della Zizzola, simbolo di Bra, passando dal distintivo logo in cui si vede un vitello, ingrediente principale della prelibatezza locale.

In posa tra i confratelli e le consorelle anche il presidente e fondatore di Slow Food, Carlin Petrini, deus ex machina della grande manifestazione dedicata al latte crudo e ai latticini, targata Slow Food e città di Bra, sostenuta dalla Regione Piemonte. Un vero e proprio villaggio globale di prodotti, culture e mestieri che ha permesso ai visitatori di fare il giro del mondo.

Attualmente, la Confraternita della Salsiccia, nata nel 2016, è retta dal Gran Maestro Giacomo Berrino e conta 41 soci ordinari di cui 22 fondatori ed 8 onorari. I membri non sono nuovi a queste iniziative di valorizzazione, tutt’altro. Pensate che hanno sottoscritto la carta statutaria: un documento programmatico che sancisce la difesa e la promozione di un prodotto che segue ancora l’antica ricetta di un tempo.  Giusto per ribadire che qui non si scherza affatto.

Possono aderire alla Confraternita, contattando gli organismi dirigenti, tutti coloro che intendono dare il loro contributo di intelligenza e passione al prodotto portabandiera della cultura gastronomica del nostro territorio”, spiega Giacomo Berrino, artefice di questa felice intuizione insieme al decano Livio Bramardi.

La salsiccia di Bra la ritroviamo sulle nostre tavole un po’ in tutte le salse, persino come street Food, grazie alla versione Mac’d Bra, che la vede in abbinamento al pane di Bra a lunga lievitazione, formaggio di alpeggio (Bra Dop) e lattuga del posto.

Siamo tutti bravi a mangiarla ma… quanti di voi conoscono la sua storia? “La salsiccia di Bra è certamente uno dei prodotti più famosi della gastronomia roerina – rivela il consigliere Fabio Bailo - . Essa è la sola salsiccia italiana autorizzata a essere prodotta con la carne di vitello anziché di suino. La tradizione vuole che tale insaccato sia nato e stato autorizzato nella prima metà dell’Ottocento dall’allora sovrano del Regno di Sardegna, Carlo Alberto, per soddisfare la comunità ebraica della vicina Cherasco che altrimenti, in ossequio ai precetti religiosi, non avrebbe mai potuto consumare salsiccia essendo questa, fino ad allora, di solo suino. Mentre in principio la salsiccia di Bra era di solo vitello, oggi, scomparse la comunità ebraica e le sue necessità alimentari, si aggiunge anche carne di suino, sia pure in modeste quantità”.

La sautissa ed Bra (salsiccia di Bra in piemontese) è stata, inoltre, riconosciuta nell’Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte ed i suoi segreti sono dati dalle materie prime e dal mix di spezie utilizzate. Per dire la verità, nient’altro che la verità e solo la verità, si può affermare che non esiste un’unica salsiccia di Bra bensì, pur nel rigoroso rispetto del disciplinare fissato dal consorzio di tutela e valorizzazione, diverse salsicce di Bra rese leggermente diverse l’una dall’altra in ragione della proporzione tra gli aromi adottata da ciascun macellaio.

Una curiosità. Oltre ad essere consumata a metri, come diceva Giovanni Arpino, la salsiccia di Bra ha una peculiarità importante: è ottima da mangiare cruda: preparatevi, perché crea dipendenza.

Silvia Gullino

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