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Al Direttore | 27 settembre 2019, 11:03

Caso Parolisi, Anna Mantini non ha dubbi: "Per i killer domestici la sola condotta deve essere quella di rimanere in carcere"

Riceviamo e pubblichiamo

Anna Mantini

Anna Mantini

Gentile Direttore,

Mantini (Lega) interviene sulle vicende che stanno animando il dibattito nazionale relativo ai benefici di cui continuano a godere gli autori di femminicidi consumati o tentati: “Intervenga il Parlamento.

Al codice Rosso non può e non deve seguire un semaforo verde per i colpevoli di questi gravissimi delitti. Rischiamo per il futuro una escalation di uscite anticipate dal carcere per buona condotta”La “vicenda Parolisi”, l’uxoricida condannato a 20 anni di reclusione per la macabra uccisione della moglie 8 anni fa, rischia di prevedere l’ennesima tragica beffa ai danni della famiglia della vittima di questo ennesimo caso di femminicidio: la concessione di permessi premio motivati dalla buona condotta in carcere.

La stessa motivazione che ha permesso al tentato omicida della signora Lucia Panigalli – oggetto dell’umiliante intervista realizzata su Rai 1 dal giornalista Bruno Vespa – di poter tornare nella propria casa a poca distanza da dove abita la sua ex che vive sotto scorta.

Il fatto che già due siano le vicende scatenate dalla stessa “falla normativa”, indica che il problema è reale e rischia di aggravarsi ancora di più nel futuro, man mano che i delitti di femminicidio andranno a sentenza e la pena detentiva per i loro autori diventerà esecutiva. Si rischia cioè una escalation, una impennata di uscite anticipate dal carcere per “buona condotta”.

Non è più rinviabile, ormai, un intervento del Parlamento e Governo, dove la coalizione giallorossa mi risulta pulluli e abbondi di campioni e campionesse del femminismo e delle pari opportunità.

Con una specifica modifica di legge, va detto e messo per iscritto, chiaro e cubitale, che per gli “orchi” e i “killer domestici” la sola condotta deve essere quella di restare in carcere! Non esiste buona condotta in chi ha messo fine, o ha cercato di mettere fine alla vita della persona a cui, in passato, aveva dichiarato amore e rispetto.

Su questo punto si deve essere intransigenti: al codice Rosso, la legge del precedente Governo fortemente voluta dalla Lega e che va attuata integralmente e da subito, non può e non deve MAI PIU’ seguire un “semaforo verde” che rimetta in libertà gli autori di delitti così mostruosi e che rappresentano la maggioranza degli omicidi consumati e tentati che si verificano in Italia.

Grazie,

Anna Mantini – Vicepresidente Expoelette, Lega Fossano

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