/ Attualità

Attualità | 27 settembre 2019, 13:01

Presentato a Cuneo il progetto Habit.A: la scommessa transfrontaliera per la nuova sostenibilità abitativa

Capofila del progetto è l’Ordine degli Architetti di Cuneo, che ha sviluppato l’attività in collaborazione con diversi partner beneficiari italiani e francesi, sia istituzionali che tecnici; il progetto si concluderà nella primavera 2020

Presentato a Cuneo il progetto Habit.A: la scommessa transfrontaliera per la nuova sostenibilità abitativa

Scommettere su un nuovo approccio di "responsabilità" verso il patrimonio costruito e da costruire nel quale il concetto di sostenibilità non è più soltanto legato al puro risparmio energetico ma guarda a tutte le caratteristiche di una struttura (come la sua capacità di interagire e creare ricadute nel contesto in cui è inserito).

E' questo il senso del progetto di ricerca europeo Habit.A, presentato oggi (venerdì 27 settembre a Cuneo) in un partecipatissimo incontro presso il Centro Incontri della Provincia.

L'iniziativa si inserisce nel programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Francia-Italia Alcotra 2014/2020 e ha ricevuto complessivamente un finanziamento di 660.000 euro, fra fondi europei e co-finanziamenti nazionali.

Capofila del progetto è l’Ordine degli Architetti di Cuneo, che ha sviluppato l’attività in collaborazione con diversi partner beneficiari italiani e francesi, sia istituzionali che tecnici. Il progetto si concluderà nella primavera 2020.

Nell'ambito del convegno sono stati anche presentati i dieci casi individuati sul territorio transfrontaliero a partire da una mappatura che in origine ne comprendeva ottanta. Si tratta di:

- un antico fienile in Valle Stura in cui è stata recuperata la sezione di mura in pietra preesistente

- un intervento nel centro storico di Forcalquier per il rapporto con il contesto circostante

- una contemporanea abitazione privata a Cigliè che unisce la sperimentazione di tecnologie all'uso del mattone

- il complesso residenziale di Romette Gap e la sua attenta riflessione sulla sostenibilità

- il recupero della borgata Valliera di Castelmagno, abbandonata e poi ristrutturata per la produzione del Castelmagno d'alpeggio

- il centro culturale Lou Pourtoun nella borgata di Sant'Antonio-Miribart di Ostana, che segue i caratteri di una precisa tipologia architettonica diffusa nelle valli alpine del Sud

- il recupero del piccolo centro di Paraloup e la restituzione alla collettività di uno spazio ricettivo per eventi

- l'Acino, ovvero l'intervento di ampliamento e ristrutturazione delle cantine Ceretto

 

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium