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Politica | 30 settembre 2019, 14:52

Chiara Gribaudo: “Con Borgna urge un confronto su: rifiuti, acqua e infrastrutture”

La deputata Pd, accanto a tematiche nazionali, prima fra tutte la scissione di Renzi e la nascita di Italia Viva, affronta la ventilata ipotesi di fusione tra Cuneo e Borgo S. Dalmazzo (manifestando la sua contrarietà) e la spinosa questione di un impianto di biometano sul sito della Acsr

Chiara Gribaudo: “Con Borgna urge un confronto su: rifiuti, acqua e infrastrutture”


La scissione di Renzi, lo stato di salute del Partito Democratico dopo le sconfitte di Alba e Fossano, ma anche scottanti questioni cuneesi che si affacciano e che saranno oggetto di dibattito su Cuneo a partire da questa settimana.

Di questo ed altro abbiamo parlato con la deputata cuneese del Pd, Chiara Gribaudo

Lunedì scorso c’è stata la prima Direzione nazionale dopo la nascita del governo giallo-rosso e anche la prima dopo l’uscita di Matteo Renzi. Quali le risultanze più significative emerse?

“Avremmo dovuto dedicare la direzione al ruolo del PD in questo nuovo governo ma inevitabilmente era necessario riflettere sulla scissione di Italia Viva e sul rapporto che il PD dovrà avere con questo nuovo soggetto. Allo stesso tempo, ho visto diverse fughe in avanti a proposito delle alleanze sui territori con il M5S, che da troppi vengono date per scontate mentre a me sembrano premature. Per loro questo governo è soprattutto un matrimonio d’interessi, il Movimento avversa ancora la democrazia rappresentativa e le sue regole”.

Lei, in lungo post su Facebook, ha annunciato che resterà nel Pd, ma si capiva, leggendolo, che si è trattato di una decisione sofferta. E’ così?

“Non ho pensato di uscire dal PD, ma è innegabile che ho sofferto per questa scissione, per i tempi, per i modi e per le argomentazioni che ancora non mi hanno convinto. Del resto, avevo patito molto anche la precedente scissione. Ritengo sia sempre un fallimento quando qualcuno se ne va, un fallimento sia per chi resta e guida il partito sia per chi se ne va, soprattutto quando nel Paese le idee populiste e sovraniste non sono certo finite, nonostante gli errori di Salvini”.

Veniamo all’ambito locale. Si ha come l’impressione che il PD, in provincia di Cuneo, sia sotto scacco, incapace di fronteggiare la situazione. Sul territorio, i consensi alla Lega e a Fratelli d’Italia, considerando le sole forze sovraniste senza valutare Forza Italia, stanno sfiorando il 50 per cento. Come mai? Sta forse subentrando la rassegnazione?

“Dobbiamo parlarci chiaramente. Il PD nella nostra terra, salvo poche isole felici, non è mai stato maggioritario. Il problema semmai è un altro: lo slittamento dei moderati verso l’estremismo di Salvini e della Meloni. Il PD cuneese può certamente fare di più in termini di visione, di organizzazione, e di lavoro territoriale, non c’è alcun dubbio, ma la responsabilità di questo scenario è di quei moderati che non hanno presidiato il loro spazio politico”.

Avete avviato una riflessione sulle pesanti sconfitte amministrative di Alba e Fossano? Se sì, a quale determinazione siete giunti?


“Per quanto mi riguarda ero abbastanza certa che l’esito sarebbe stato quello di due sconfitte. Vede, quando ci si divide o quando non si investe sui giovani amministratori il risultato per il centrosinistra non può che essere questo. Guardi invece a Bra dove vi è stato un passaggio di consegne com’è finita, nonostante il vento fosse contrario. Per non parlare di Saluzzo che davvero dovrebbe entrare in un manuale di buona politica, perchè non dimentichiamoci che Mauro Calderoni e la sua squadra vincono al primo turno e vincono pur avendo lì tutt’altro che facile gestione dei migranti della frutta. Ecco, da questi amministratori il PD deve ripartire e forse sarebbe bene che la riflessione si allargasse a tutto campo sulla nostra provincia”.

Bra e Saluzzo hanno resistito, ma immagino abbiate elementi di preoccupazione per quel che potrà succedere in futuro nel capoluogo di provincia, dove oggi c’è un sindaco di centrosinistra, Federico Borgna, non aderente al Pd, che guida una maggioranza di cui fa parte un gruppo civico numericamente rilevante, “Centro per Cuneo”, di area centrodestra. Che ne pensa? Quali prospettive immagina, considerato che siamo ormai vicini alla metà della consiliatura?


“Quel gruppo io lo considero più eterogeneo di cosi, tuttavia cogliendo la serietà della sua domanda le dico che Cuneo ha le risorse umane e il capitale sociale necessario a rimanere un capoluogo progressista e moderato. Fare in modo che questo avvenga è un compito strategico del quale il sindaco attuale e il Pd locale devono occuparsi con maggior vigore sin da subito. Per questo ho chiesto al segretario di circolo, in sinergia con i nostri assessori, di fare il punto oggi pomeriggio (lunedì 30 settembre) sulle grandi tematiche di Cuneo e non solo.


Di che cosa parlerete? Quali i temi scottanti sul tappeto?


“Ci sono dei temi su cui serve che ci sia maggior condivisione sul territorio e maggiori informazioni a partire dalla fusione Borgo-Cuneo di cui si parla solo sui giornali e su cui personalmente sono perplessa poiché non era in nessun programma elettorale delle attuali amministrazioni, che ho sostenuto e votato. Anche su un tema delicato come quello dell’ipotesi di un impianto di biometano sul sito della Acsr, di cui si ragiona tra amministratori locali in seno all’assemblea dei sindaci, ma di cui i cittadini sanno poco e nulla.

Al momento le informazioni che ho mi fanno esprimere un giudizio totalmente negativo. Insomma, molti argomenti che non possono essere trattati solo sui giornali ma che necessitano di un confronto politico vero, nelle sedi di partito e di coalizione. Serve uno sguardo provinciale di insieme, una sorta di piano strategico provinciale di cui parlerò con Borgna a partire da oggi, sulle questioni di rifiuti, acqua, infrastrutture”.

 

Giampaolo Testa

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