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Attualità | 04 ottobre 2019, 14:04

Tornata all'antico splendore la Galleria Seicentesca del castello della Manta, di proprietà del FAI

Era uno degli obiettivi del progetto transfrontaliero I Duchi delle Alpi nell'ambito di Alcotra

Tornata all'antico splendore la Galleria Seicentesca del castello della Manta, di proprietà del FAI

Il progetto Accrescere e sviluppare l’attrattività dei territori trans-frontalieri tra Piemonte e Savoia attraverso la definizione e la costruzione di un itinerario culturale incentrato su alcuni luoghi emblematici e simbolici della storia del Casato dei Savoia.

Questo è il principale obiettivo del progetto Les Ducs des Alpes / I Duchi delle Alpi, progetto finanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia ALCOTRA (Asse III Attrattività del territorio).

Il progetto, promosso dal Dipartimento della Savoia (capofila) e da FAI –Castello della Manta, Associazione Le Terre dei Savoia, Fondation d’Hautecombe, si è avviato nel 2017 e sta muovendo gli ultimi passi in vista della chiusura nel 2020. In questo percorso triennale, i partner si sono impegnati a:

- definire e mettere in atto una strategia comune di promozione del territorio; - accrescere l’attrattività del patrimonio culturale;

- qualificare un prodotto turistico e culturale attraverso iniziative espositive congiunte e l’introduzione di strumenti innovativi di supporto alle visite.

I nodi culturali al centro del progetto sono: l’Abbazia di Hautecombe, il Castello della Manta e il Castello di Racconigi. Ciascuno dei beni culturali indicati è stato interessato (o lo è attualmente) da mirati lavori strutturali volti ad aumentarne il potenziale di attrattività. Per l’Abbazia di Huatecombe si è concluso il restauro della monumentale facciata di ingresso; per il Castello della Manta - dopo il restauro della facciata - viene oggi presentato il restauro della “Galleria delle Grottesche” con la riapertura delle finestre, come nell’impostazione originaria; per il Castello di Racconigi si è avviato il restauro –e conseguente apertura al pubblico –del Bagno di Carlo Alberto.

Il restauro della Galleria Seicentesca del Castello della Manta

Il Castello della Manta, conosciuto per il salone baronale che custodisce una delle più stupefacenti testimonianze della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi, era un luogo di grande magnificenza ancora all’inizio del Seicento.

Arredi preziosi ed una ricchissima biblioteca, oltre ad innumerevoli capolavori artistici, costituivano il pregevole patrimonio del palazzo di Michele Antonio e di Valerio Saluzzo della Manta. Quella “Manta ornata... d’un bellissimo castello... ameni giardini... luogo degno di essere rappresentato al vivo tra le meraviglie del Piemonte...” venne rimaneggiata e ampliata proprio da Michele Antonio e dal cugino Valerio intorno alla metà del XVI secolo, quando il Marchesato di Saluzzo perse la sua autonomia, annesso, dapprima alla Francia e, nel 1601, al Ducato Sabaudo.

I Savoia diventarono così interlocutori indispensabili per i Saluzzo della Manta che, tra Cinque e Seicento, si distinsero come protagonisti della politica e della cultura saluzzesi, ponendosi al servizio dei Duchi d’Oltralpe. La Galleria, elegantee luminosoambiente di passaggio collegamento tra il Salone delle Grottesche e laCamera di Michele Antonio, con il suo programma iconografico, ne è la prova più concreta ed è proprio per questo motivo che nel 2015 il FAI ha dato impulso a questo progetto, che unisce il recupero di un ambiente importante - che era in stato di degrado e fortemente manomesso - con un ampliamento della conoscenza della storia del castello.

Un progetto coraggioso e ambizioso che ha preso forma passo dopo passo, a partire dai primi entusiasmanti saggi dell’inizio del 2012, cheavevano portato alla luce degli affreschi di grande qualità, spingendo così ad andare avanti; così negli anni successivi sono stati ampliati i saggi, fatte verifiche strutturali, rilievi architettonici e anche ricerche storiche per fare il più possibile chiarezza sui cambiamenti avvenuti nelle varie epoche.

Numerosi lavori di manutenzione e modifiche funzionali avevano occultato elementi di grande bellezza e armonia, che si è deciso di riportare alla luce. L’intervento ha riguardato principalmente le pareti della Galleria ed in particolare è consistito nella riapertura delle finestre – tamponate in tempi recenti - che si affacciano sulla corte interna; sulle pareti si è lavorato per riportare alla luce un’eccezionale decorazione a trompe l’oeuil, coeva a quella della volta, che è stata interamente restaurata.

Un lavoro straordinarioè stato fatto sulla pavimentazione in stucco dipinto ad affresco –una tecnica molto rara e raffinata – che ha permesso di ritrovare il disegno a finte tarsie marmoree di cromie differenti, ormai quasi invisibili a causa del forte degrado.

Un percorso lungo e difficile nel quale la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo è sempre stata al fianco del FAI con un ruolo digrande stimolo, collaborazionee propositività.

A conclusione dei lavori di restauro che hanno restituito alla Galleria la sua straordinaria conformazione originaria, la piccola e preziosa esposizione Ritrovare meraviglie intende evidenziare il ricordo di uno splendido passatograzie ai libri ed ai documenti, in originale o riprodotti, della Biblioteca dello Scalone e dell’Archivio Storico del Castello di Masino, altro importante bene del FAI in Piemonte.

Comunicato stampa

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