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Attualità | 20 ottobre 2019, 10:35

Un ritorno alla regia per Davide Sordella con un corto "top secret" dedicato al... Porro di Cervere

In questi giorni l'ex sindaco della città degli Acaja ha diretto un cortometraggio in terra cerverese. La prima visione è fissata in esclusiva per i partecipanti all’inaugurazione della 40esima Fiera del Porro Cervere, nel pomeriggio del 9 novembre presso il Mercato del Porro Cervere

Un ritorno alla regia per Davide Sordella con un corto "top secret" dedicato al... Porro di Cervere

L’ex sindaco di Fossano Davide Sordella è tornato a sedere sulla sedia da regista dopo aver abbandonato la settima arte nei cinque anni in cui ha indossato la fascia tricolore.

In questi giorni una troupe toscana ha portato un po’ di scompiglio nella cittadina di Cervere girando scene sia nella valle dei Porri, sia nel centro della città.

Il progetto è top secret al momento, ma già si sa che si tratta di un film sulle origini del Porro Cervere. Alcune informazioni in ogni caso trapelano da Pro Loco Amici di Cevere e dalla comunità cerverese coinvolta.

Il progetto di girare un cortometraggio nasce intorno a una serie di domande ricorrenti: Com’è possibile che un paesino di pochi abitanti possa creare e gestire un evento come la Fiera del Porro Cervere? Com’è possibile che un esercito di oltre 300 compaesani lavori per mesi alla realizzazione di un evento simile solo per il gusto di poter dire "C’ero anch’io"? Cosa lega questa grande passione dei cerveresi alla Fiera?

“Questi interrogativi ci hanno arrovellati per anni e la risposta finale è una soltanto: l’identità. Non un’identità fatta a banderuola al solo scopo di essere sbandierata, però: un’identità viva, sentita, partecipata, continuamente messa in discussione e rinnovata. Un’identità che viene costruita anno dopo anno, volontario dopo volontario, decisione dopo decisione, piatto dopo piatto. Nella Fiera Cervere si specchia e riversa il meglio di sé, sfidandosi per ottenere risultati sempre migliori. Dietro tutto ciò c’è un lavoro incredibile ed una gioia condivisa difficilmente descrivibile” spiegano gli organizzatori interpellati dando l’idea dell’incipit, del desiderio di raccontare una storia: “Lo dobbiamo, nell’anno della 40esima edizione, a chi ha iniziato tutto ciò, trasmettendoci pulsioni e sensazioni del tutto integre anche a 40 anni di distanza da allora”.

L’intuizione, dunque, è stata quella di indagare la storia e i sentimenti che hanno dato gambe alla Fiera del Porro Cervere attraverso il linguaggio cinematografico: “Il pensiero è andato subito sul nome di Davide Sordella, ex sindaco di Fossano, il quale possiede la giusta sensibilità e le giuste competenze per mettere in piedi un progetto del genere. A sensibilità e competenza, però Davide ha aggiunto anche un incredibile entusiasmo, motore trainante che ha fatto sì che il progetto camminasse fin da subito sulle proprie gambe fino a spiccare il volo nel giro di poche settimane” continuano gli ideatori del progetto.

Fondamentale è stato il supporto economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano e della Pro Loco Amici di Cervere, grazie ai quali è stato possibile allestire troupe e scenografie di alto livello contando sul lavoro dei lucchesi Kalispera intervenuti con aiuto regia, droni, tecnici audio, luci e riprese.

Nel cortometraggio ci sono le varie componenti che hanno fatto del Porro Cervere quel che è oggi: ci sono i protagonisti degli esordi, c’è l’attuale Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione, ci sono le amministrazioni comunali che hanno accompagnato questa lunga storia, ci sono i contadini di allora e ci sono i volontari di oggi. Ci sono i cerveresi, soprattutto, e c’è quella Cervere di allora con tutte le sue contraddizioni e le sue ambizioni.

Il casting è durato pochi giorni e la risposta è stata stupefacentemente entusiasta: in breve gli attori sono stati scelti, attingendo volutamente dalla comunità di Cervere affinché volti, sguardi, parole, dialetto, legami e quant’altro fossero totalmente originali. Vivi. 

Ogni attore, tutti alla primissima esperienza sul set, ha messo in campo ben di più di qualche ora di impegno: il coinvolgimento è stato totale ed ha fatto la differenza ai fini del risultato finale. 

Il cortometraggio non racconta in sé la storia della Fiera del Porro Cervere, ma semmai tutto quel che è stata la fase antecedente. Una storia romanzata, volutamente non didascalica: non un documentario, insomma, benché le vicende narrate siano fedelmente ispirate al modo in cui un porro è diventato il Porro Cervere, un paesino si sia salvato dallo spopolamento della prima metà del secolo scorso ed un parroco di campagna abbia svolto nella sua comunità un ruolo che è andato ben oltre la sua mera funzione pastorale. 

La storia è dunque la vicenda di una comunità nella quale qualsiasi piccolo paese può probabilmente identificarsi: una storia fatta di persone, di singole vicende di povertà che si intrecciano e diventano ricchezza nel momento stesso in cui la comunità si unisce e fa sistema. Una storia di riscatto e di amicizie, di coinvolgente entusiasmo che porta un paese alla decisione di investire su di sé per tirar fuori una ricchezza che andava soltanto valorizzata.

Al momento non possiamo aggiungere altro, perché la vicenda arriverà in prima visione il 9 novembre in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Porro Cervere. Ma il cortometraggio altro non è se non l’inizio di una storia che Cervere sta scrivendo a tutt’oggi: chiunque voglia esserne protagonista non deve far altro che partecipare a uno degli eventi sotto il Palaporro ed essere per un giorno parte integrante di questa grande comunità - concludono gli organizzatori -. Oggi migliaia di persone ci seguono online (www.fieradelporrocervere.it) e su Facebook (@porrocervere), e tutte potranno presto fermarsi e specchiarsi con noi in questo film. Chiunque vi si può identificare, perché chiunque può essere Comunità se solo lo desidera”.

La prima visione è fissata in esclusiva per i partecipanti all’inaugurazione della 40esima Fiera del Porro Cervere, nel pomeriggio del 9 novembre presso il Mercato del Porro Cervere.

Invitare qualcuno a tavola, come avviene ogni anno a Cervere, vuol dire aprire le proprie porte per incaricarsi della felicità degli ospiti durante le ore che condividono con noi. Proprio come facciamo ogni giorno quando apparecchiamo la tavola per i nostri cari – afferma Davide Sordella - Un elemento ricorrente nel film di questa concretezza sono proprio le mani: che lavorano la terra, che pregano e benedicono, che cucinano, che vendono, studiano e si stringono tra loro. Perché oggi l’agricoltura e la cucina, come l’arte, veicolano messaggi: il Porro Cervere è il simbolo del riscatto di una Comunità attraverso l’impegno per un obiettivo comune”.

Un concetto, quello delle mani che è da sempre fil rouge nella filosofia sordelliana e che viene, in questo caso, mutuata dalle mani dei fossanesi richiamate tante volte negli scorsi anni a quelle dei cerveresi: mani che lavorano la terra, ma anche le mani di una comunità fatta di anime e competenze differenti unite per uno scopo che è diventato “bene comune”.

Sul ritorno alla regia di Sordella resta parecchia aleatorietà, ma questo può essere un nuovo inizio: “È stata un’emozione e un privilegio tornare alla regia insieme alla comunità Cerverese che ci ha accolto come una famiglia. Un’occasione di riscoprire la nostra terra, la nostra gente e la nostra storia da cui abbiamo tutti molto da imparare” racconta Davide Sordella senza svelare troppo né del progetto né del futuro per cui si limita a raccontare: “C’è anche voglia di riavvicinarsi al cinema: il 23 ottobre a Roma, in occasione della Festa del Cinema si presenterà il libro biografia su Lucia Bosè in cui si parla anche dell’ultimo film realizzato insieme ‘Alfonsina y el Mar’. Alla sera presentiamo la première del documentario su Gabriel Batistuta realizzato dal mio socio Paolo Benedetti”.

Possiamo dunque supporre che Sordella tornerà al mestiere di regista, oltre a rivestire la carica di Presidente della Fondazione Fossano Musica.

Agata Pagani

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