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Attualità | 29 ottobre 2019, 15:47

Cuneo, il Comune proporrà il tavolo d'emergenza per la sicurezza sul lavoro: "Sacrosanto, ma smettiamo di parlarne e facciamo ciò che serve"

A parlare, nella serata di ieri (28 ottobre) in consiglio comunale, il consigliere Manuele Isoardi: "Spero che, in questi due anni e mezzo dalla fine del mandato, non si torni più a parlarne dopo l’ennesimo incidente mortale"

Foto generica

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Era inevitabile che i recenti, tragici, episodi di cronaca legati al mondo del lavoro entrassero nel consiglio comunale della città capoluogo. E infatti così è stato: nella serata di ieri (lunedì 28 ottobre) l’amministrazione di Cuneo ha discusso della tematica prendendo le mosse da un ordine del giorno proposto dal gruppo Cuneo Per i Beni Comuni in cui si chiedeva al sindaco di farsi sostenitore e promotore del tavolo emergenziale già richiesto dalle sigle sindacali dopo gli ultimi incidenti sul lavoro.

La situazione è peggiorata sia a livello provinciale che nazionale: dall’inizio dell’anno sono stati 1200 gli eventi mortali – ha detto Ugo Sturlese nel proprio intervento illustrativo dell’ordine del giorno - . Credo non dovremmo adeguarci, accettare passivamente questi fenomeni come dovessero essere inevitabilmente legati alle condizioni di lavoro; è invece necessario affrontarli con una serie di politiche specifiche, senza dimenticarsi di fornire le forze dell’ordine e di soccorso delle risorse necessarie per operare”.

Il rischio è che i lavoratori finiscano per assuefarsi a certe condizioni di lavoro invece di ricercare il cambiamento. Spesso nel punto di vista dei lavori prevale la tutela del posto e non quella della salute; i lavoratori sono inevitabilmente in una posizione di debolezza, al di là delle responsabilità del datore di lavoro nel caso specifico”.

Nella discussione – che ha coinvolto il proponente e la consigliera Tiziana Revelli - ha ovviamente avuto un ruolo predominante il ricordo di Andrea Barale, deceduto lo scorso 18 ottobre mentre si trovava al lavoro alla Merlo di San Defendente di Cervasca.

A mettere un punto al dibattito è stato Manuele Isoardi, collega di Barale alla Merlo, che si è speso in un intervento commosso: “Una fabbrica metalmeccanica come la Merlo, dove si lavora il ferro, è piena di possibili pericoli. L’azienda, secondo i miei occhi da operaio, tende al massimo di sicurezza e si è sempre dimostrata aperta al far esprimere a ogni dipendente le proprie istanze. Certo è che non tutto si può prevedere”.

Le parole di Sturlese sembrano sottolineare che alla Merlo “si lavori in un certo modo”; quel che so io è che chi di dovere sta lavorando per chiarire la dinamica dei fatti e non mi piace che vengano paventate responsabilità da parte dell’azienda o del mio collega. Ritengo poi inappropriata la tempistica dell’ordine del giorno, sembra quasi che si sia aspettato l’ennesimo morto per proporlo”.

Devo essere sincero, la discussione di questa sera mi ha infastidito – ha concluso Isoardi - . Credo i tavoli di emergenza siano sacrosanti, ma bisognerebbe smettere di cavillare: facciamo tutto ciò di cui c’è bisogno, ma facciamolo. E spero davvero che, in questi due anni e mezzo che ci separano dalla fine del mandato, non si torni più a parlarne dopo l’ennesimo incidente mortale”.

L’ordine del giorno è stato votato all’unanimità dall’intera assemblea.

simone giraudi

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