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Attualità | 30 ottobre 2019, 15:15

Cuneo si affianca al popolo curdo: "Segnale importante di solidarietà, che deve arrivare anche dall'Europa "

Ampia la discussione in Consiglio comunale, nella serata di ieri (martedì 29 ottobre); l'assessore Mantelli: "Non accontentiamoci di questa Unione Europea, ma lavoriamo perché prosegua come esperimento politico"

Il comune di Cuneo

Il comune di Cuneo

Dobbiamo dire pubblicamente al popolo curdo “non siete, potete e dovete essere soli”, dare un segnale importante come popolazione e città”: si potrebbe sintetizzare così l’intervento con cui nella serata di ieri (martedì 29 ottobre) in Consiglio comunale Ugo Sturlese ha presentato l’ordine del giorno firmato dalla Giunta, dal Partito Democratico e da Cuneo Per i Beni Comuni in merito alla dichiarazione di vicinanza alla popolazione curda e siriana a seguito dei recenti eventi di cronaca internazionale con la turchia.

L’intervento turco ha già falciato migliaia di vite in modo molto crudele, appartenenti a tutte le fasce sociali: i curdi sono stati costretti ad abbandonare il territorio che loro stessi hanno liberato dai terroristi, gli stessi che, negli anni, hanno avuto libero accesso al Medio Oriente proprio attraverso la Turchia – ha sottolineato Sturlese - . Nei confronti della presa di posizione di Erdogan l’Unione Europea ha pubblicamente espresso condanna ma non ha ancora deciso con sicurezza come reagire, attuando in qualche caso la sola sospensione della vendita di armi; rischiamo seriamente questo episodio sia il “tradimento dell’Occidente”, di macchiarci di una slealtà senza speranza”.

Un intervento, quello del consigliere, che è stato accolto con un largo applauso da parte della rappresentanza della popolazione civile presente in Consiglio.

L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dall’assemblea, che ha discusso particolarmente rispetto al ruolo che l’Europa ha giocato finora e dovrà giocare in futuro.

Evidente che il disimpegno degli USA nel sostenere i guerriglieri curdi ha aperto margini di instabilità che travalicano i confini dei territori direttamente coinvolti, che dovrebbero essere affrontati dall’Unione Europea in modo fermo e unitario; è vero, poi, che la sospensione della vendita di armi è risoluzione che lascia il tempo che trova, ma rimane importante a livello di messaggio e anche l’Italia dovrebbe allinearsi” ha detto il giovane consigliere Simone Priola, in rappresentanza del PD.

Pur dimostrandosi a favore – e dicendosi felice che l’ordine del giorno includa nell’espressione di solidarietà anche la popolazione siriana, “che assieme ai curdi si sono spesi per contrastare l’ISLAM non moderato” - il consigliere “Beppe” Lauria ha affermato ancora una volta i propri dubbi sull’Unione Europea: “Il caso in questione è senza dubbio una sconfitta per l’Europa, che non sostituendosi alla mancanza degli USA è ormai sempre più chiaro non esista se non come “unione di banchieri”, come vado dicendo da tempo. Mi piacerebbe incontrare di nuovo i rappresentanti dell’Unione Europea che avevamo accolto in Consiglio comunale qualche mese fa per sapere cosa ne pensano”.

Ridurre o bloccare la distribuzione di armi non serve: quando un paese inizia un’azione di guerra è perché ha già le risorse concrete per farlo. Recuperare adesso il ruolo dell’Unione Europea? Inutile parlarne in un Consiglio comunale. Lo faccia chi, come il Partito Democratico, ci crede ancora e ha davvero all’interno un qualche tipo di peso”.

A tirare le fila l’assessore Mauro Mantelli. “È un fatto che l’Occidente ha usato i Curdi per eliminare Daesh, l’ISIS, per poi non dimostrarsi all’altezza del proprio ruolo a livello mondiale lasciando agire indisturbato il leader della Turchia, un teorico della democrazia illiberale per cui il voto sì, ma non i diritti”.

L’operazione della Turchia è chiara; l’Unione Europea deve far sentire ai Curdi che hanno un alleato. L’Europa non è solo l’unione di banchieri ma un esperimento politico che non deve sparire ma approfondirsi in senso politico: è ormai chiaramente necessaria, per esempio, l’organizzazione di una forza militare propria. Non accontentiamoci di questa Europa, ma da dentro lavoriamo perché diventi ciò che dovrebbe essere”.

simone giraudi

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