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Economia | 30 ottobre 2019, 16:03

Domani parte la trattativa Mahle, 453 lavoratori da salvare: "L'azienda ritiri la procedura di licenziamento"

In solidarietà ai colleghi i lavoratori della sede Mahle di Trento hanno incrociato le braccia nella giornata di oggi, mercoledì 30 ottobre. Nel giorno in cui si è arrivati al ritiro dei licenziamenti nella vertenza Whirpool, 400 dipendenti nello stabilimento di Napoli

Domani parte la trattativa Mahle, 453 lavoratori da salvare: "L'azienda ritiri la procedura di licenziamento"

Una settimana fa, mercoledì 23 ottobre, la Mahle comunicava la volontà di chiudere gli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo. L’indomani aveva aperto la procedura di licenziamento per 453 dipendenti, 209 a Saluzzo, 244 a La Loggia.

Dal 24 ottobre sono partiti i 75 giorni necessari di trattazione tra le parti sociali e azienda. Suddivisi in 45 di fase sindacale e 30, in caso di mancato accordo, di fase amministrativa. La soluzione va trovata entro l’Epifania: il 5 gennaio scade il termine per raggiungere una risoluzione.

Domani si terrà il primo tavolo dove saranno presenti i vertici provenienti dalla casa madre di Stoccarda – gli stessi presenti una settimana fa – le segreterie sindacali dei metalmeccanici e le rappresentanze di stabilimento. L’incontro si terrà presso l’Amma di Torino a partire dalle ore 10,30.

I sindacati di Fiom, Fim e Fismic hanno richiesto a gran voce in quest'ultima settimana il ritiro della procedura di licenziamento. Richiesta che porteranno avanti anche nella giornata di domani. Come una settimana fa anche domani sarà folta la presenza di lavoratori che presidieranno davanti alla sede confindustriale legata all'automotive e alla meccatronica.

Sono previste otto ore di sciopero sui tre turni nei due stabilimenti. In solidarietà ai colleghi i lavoratori della sede Mahle di Trento hanno incrociato le braccia nella giornata di oggi, mercoledì 30 ottobre. Nel giorno in cui si è arrivati al ritiro dei licenziamenti nella vertenza Whirpool, 400 dipendenti nello stabilimento di Napoli.

Una risoluzione che sindacati dei metalmeccanici e lavoratori Mahle auspicano anche per i due stabilimenti piemontesi. Stabilimenti che producono pistoni e componentistica per automobili di tipo diesel. Un mercato che l'azienda ha definito "senza mercato" e per cui gli stabilimenti piemontesi sarebbero "non competitivi". Motivo per cui la produzione sarebbe delocalizzata in Polonia dove saranno saturate le linee di produzione. A cascata la produzione ricadrà, nell'ordine sulle sedi turche, tedesche e spagnole. Non più quelli piemontesi.

"La chiusura non è legata alla crisi del diesel" - aveva dichiarato Pierandrea Cavallero della Fiom una settimana fa -  ma è stata presa per strategia aziendale. Chiediamo con forza che venga ritirata la procedura di licenziamento e faremo ricorso a ogni strumento in nostro possesso, anche l’occupazione.”

"Mahle preferisce che la produzione si sposti in Polonia" - ha detto Roberto Lepori, delegato Fismic di stabilimento - nonostante i bilanci siano in attivo e Saluzzo rappresenti la fonderia migliore di Europa del gruppo. La verità è che un pistone qui costa 12 euro, 7 in Polonia. Lo stipendio medio di un operaio polacco è di 600 euro, almeno 1400 quello di un italiano. E’ solo questione di costi."

Nei giorni scorsi il segretario generale della Fim Cisl Piemonte Claudio Chiarle ha diramato una nota sulle situazioni di crisi nell'automotive piemontese presentate al premier Conte in visita a Torino. Tra questi c'è anche la vertenza Mahle.

"Considerando un rapporto 1 a 3 sull’indotto abbiamo circa 20/25mila posti di lavoro a rischio" - ha scritto Chiarle - "L’impatto soprattutto sull’automotive è forte, ed è dato anche dal rallentamento delle economie francesi e tedesche per cui l’export automotive rallenta".

Senza un accordo i lavoratori non potrebbero ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, ma solo al Naspi (sussidio di disoccupazione per 24 mesi). L'attenzione sulla vicenda è arrivata nei giorni scorsi in parlamento con la presentazione di diverse interrogazioni sulla questione Mahle. La discussione in Regione sulla vertenza dovrebbe essere rimandata nei giorni successivi all'incontro tra le parti sociali e l'azienda di domani. Ricordiamo che dopo i 45 giorni di fase sindacale, nei 30 giorni di fase amministrativa la trattativa si sposterà sui tavoli dell'assessorato regionale delle Politiche del Lavoro.

Anche domani, durante il presidio, sarà presente una rappresentanza dei comuni di Saluzzo e La Loggia.

Daniele Caponnetto

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