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Attualità | 15 novembre 2019, 11:00

Il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano chiede l’appoggio della Regione per un progetto di “ferrovia turistica”

L’assessore ai Trasporti Gabusi in visita all’associazione saviglianese: “Sosterrò questo progetto puntando sullo sviluppo del museo”. Tra le altre proposte il Museo Ferroviario Piemontese vorrebbe riutilizzare lo stabilimento in disuso di Rfi a Moretta

L'assessore Gabusi al Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano

L'assessore Gabusi al Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano

Due sono i punti presentati come più importanti dall’associazione Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano all’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, in visita nel Cuneese giovedì 14 novembre: far ripartire i treni turistici e l’utilizzo dell’ex stabilimento di recupero in disuso a Moretta di proprietà di Rfi.  

Per poter generare indotto per se stesso, e di conseguenza per il turismo locale, il Museo ha prima di tutto bisogno di riattivare i viaggi con le sue locomotive storiche. Quando nel 2012, con il cambio di normativa sono state chiuse le linee turistiche, i treni che fino ad allora avevano il permesso di girare in tutto il Piemonte, sono rimasti fermi, esposti all’esterno dello spazio museale gestito dall’associazione.

“Da quel momento ci siamo informati su come andavano le cose all’estero - ha spiegato il presidente dell’associazione Claudio Demaria -. Tutta un’altra realtà. In Italia si è parlato di un incremento dei servizi del 40% dei viaggiatori sulle linee turistiche. Metti che riuscissimo a fare 10 mila viaggiatori, in Olanda sono già a 700 mila. In Francia, 3 milioni e mezzo. In Europa sono presenti 600 realtà come la nostra. Nel nostro Paese invece siamo pochissimi, una ventina di associazioni circa. Da lì, l’idea di una ferrovia turistica che abbia una certa frequenza e che in questo modo generi indotto per l’associazione ma anche per il resto del territorio”.

Ad oggi il Piemonte è l’unica regione che ha un proprio museo ferroviario. “Siamo stati pionieri 40 anni fa, continuiamo a esserlo - ha affermato Demaria -. Abbiamo il patrimonio storico, facciamolo funzionare”.

Senza i treni turistici che viaggiano sui binari, il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano ha registrato circa 3 mila visitatori all’anno. E' riuscito negli ultimi cinque anni ad arrivare 6 mila attraverso le proposte didattiche e le attività culturali, tuttavia, potrebbe registrarne 10 mila qualora si potessero attivare nuovamente i treni storici. 

Lo stabilimento di Moretta
Seconda questione messa al vaglio da Demaria, l’ex rimessa locomotive di Moretta in cui si trovano ancora quattro carrozze di proprietà della Regione che dovevano essere riparate dalla Gtt, ma ora sono in stato di totale abbandono.

“In quel capannone la ditta Milanesio riparava i treni, in particolare quelli storici, dopo il fallimento è stato in gestione dalla Gtt che per un certo periodo lo ha usato come centro revisione e poi lo ha chiuso”. All’interno tre delle quattro carrozze inutilizzate sono già state vandalizzate. “Noi abbiamo bisogno di spazi, quel capannone sarebbe utile da usare sia come ricovero sia come deposito. Oggi la struttura è di proprietà di Rfi, tuttavia dovremmo avere un sostegno tangibile da parte della Regione".

“Sicuramente è un bel progetto - ha affermato Gabusi -. Si dovrebbe sentire innanzitutto il sindaco di Moretta se non ha altri piani, in particolare per il terreno su cui viaggiano i binari. Da parte mia mi rendo disponibile a scrivere a Rfi appena ho il suo nullaosta. Il progetto in generale deve essere un progetto condiviso, in cui tutti i soggetti locali fanno la loro parte per avere ricadute positive sul territorio”.


I progetti
Oltre alle proposte culturali, scolastiche e aperte alla cittadinanza, i progetti che l’associazione organizza sono principalmente di restauro. Come quello sulla carrozza “FTC B9” in legno, partito grazie a un contributo della San Paolo, ma entrato nel vivo solo da un anno con un accordo con la Casa Circondariale de Le Vallette e l’Istituto Professionale Plana di Torino. Detenuti e allievi del corso di falegnameria all’interno del carcere stanno lavorando al recupero delle componenti della carrozza. Con lo stesso principio l’associazione vorrebbe restaurare un altro vagone “FTN BC2”, portando un simulacro del telaio della carrozza all’interno della struttura detentiva.

Tra gli altri progetti è stato presentato a Gabusi durante la sua visita anche il ferrociclo, la bicicletta per binari dotata di motorino elettrico che l’associazione aveva già portato sulla tratta Ceva-Ormea e Cuneo-Gesso. “Rfi ci ha conosciuti - ha spiegato Demaria - sa che facciamo le cose seriamente e ci ha consentito di girare sui binari occasionalmente, ma manca ancora una normativa di gestione”.

“Un’iniziativa interessante  - ha commentato Gabusi - in luoghi dove di turismo ce n’è tanto e dove i progetti devono avere valore, ma anche un minimo di indotto”.

I contributi
Quattro i soggetti da cui oggi l’associazione prende contributi annui per le proprie attività: regione, comune di Savigliano, Alstom e comune di Torino: “Per ora riceviamo dall’assessorato alla cultura un contributo annuo da 50 mila euro, con cui paghiamo due stipendi, il resto lo usiamo per gestire i progetti. Riceviamo inoltre cinque mila euro all’anno dall’Alstom, 6.500 euro dal comune di Savigliano, mentre dal Comune di Torino 516 euro annui”.

Gabusi: “Trasferirò il messaggio all’assessore al Turismo, ma sosterrò questo progetto puntando sullo sviluppo del museo”

“Sono entusiasta di essere il primo dopo anni a dedicare tempo e interesse al museo ferroviario”, ha concluso Gabusi. Su un eventuale accordo con Fondazione Fs che consentirebbe all’associazione di far girare i treni turistici afferma: “Sull’entrata in Fondazione credo sia un’istanza ragionevole mai stata posta prima, ma importante per valorizzare il nostro patrimonio, evitando che rimanga in deposito e, a livello economico, per una questione di risparmio”. Da qui l’impegno a coinvolgere l’assessore al Turismo: “Trasferirò il messaggio all’assessore Vittoria Poggio che ha la delega al Turismo, ma sosterrò questo progetto puntando sullo sviluppo del museo”.

Chiara Gallo

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