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Attualità | 22 novembre 2019, 16:01

"Autori di violenza di genere e relazioni non violente tra uomini e donne": convegno a Cuneo

L'evento informativo, riservato agli operatori e agli addetti ai lavori, si è svolto venerdì mattina nel salone d'onore del Comune di Cuneo. Si è parlato di profili giuridici, sociali ed operativi, reti territoriali e buone pratiche. Focus sulla prevenzione relativa agli uomini maltrattanti

"Autori di violenza di genere e relazioni non violente tra uomini e donne": convegno a Cuneo

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre, questa mattina a Cuneo si è tenuto il convegno "Autori di violenza di genere e relazioni non violente tra uomini e donne".
Un momento per fare il punto sulle buone prassi del territorio in merito alla presa in carico dell'autore di violenza, di condivisione e verifica dello stato di fatto e delle necessità future.
A moderare i lavori la presidente del Comitato Pari Opportunità dell'ordine degli avvocati di Cuneo Sara Tomatis.

L'evento era a cura del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, in qualità di Ente Capofila del Centro Antiviolenza, in collaborazione con Consorzio Monviso Solidale, Consorzio Servizi Socio Assistenziali Alba Langhe e Roero, Consorzio Servizi Socio-Assistenziali del Monregalese, Servizi Sociali della Città di Bra, Cooperativa Sociale Fiordaliso, Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Cuneo, Comune di Cuneo e Rete Antiviolenza di Cuneo.

In apertura si è parlato del Centro Antiviolenza n. 10/A riconosciuto dalla Regione Piemonte in data 31 luglio 2017. Si occupa di garantire gli interventi di contrasto alla violenza di genere e, dal 2018, si impegna anche nella progettazione di attività in favore degli autori di violenza contro le donne.

Il territorio di competenza della Rete antiviolenza è tutta la provincia, tranne il Cebano che ha un suo centro anti-violenza. Obiettivi: accoglienza e colloquio di valutazione del rischio; rafforzare la rete e sensibilizzare sul tema.
Le donne vittime di violenza come possono accedere alla Rete? Attraverso i Consorzi socio-assistenziale sulla base del criterio territoriale di residenza. Le donne si possono presentare spontaneamente o essere segnalate. Inoltre ci sono sportelli di ascolto gestiti dai Consorzi (a Cuneo c'è lo sportello "Le ali di Zena") e dalle associazioni. “Mai+sole” garantisce reperibilità telefonica H24, 7 giorni su 7. Stessa reperibilità telefonica per il centro di ascolto “L'Orecchio di Venere” con sede presso la CRI di Mondovì. L'associazione Telefono Donna ha una linea telefonica diretta (tel. 0171-631515 il lunedì e venerdì dalle 9 alle 12 e il martedì e giovedì dalle 15 alle 18.30). Altro accesso arriva dao consultori di Asl Cn1 e Cn2, o attraverso il D.E.A. degli ospedali. In ogni caso il contatto avviene sempre con operatrici formate e qualificate.

La Rete Antiviolenza mette a disposizione una casa rifugio in una località segreta che accoglie donne ed eventuali figli a rischio provenienti da Provincia o anche da fuori Regione. Anche qui ci sono operatrici formate, e l'accoglienza avviene a titolo gratuito.
Soluzioni abitative di emergenza temporanea sono garantite anche da “Mai+sole” e da “L'Orecchio di Venere”.
Per quanto riguarda l'assistenza legale c'è gratuito patrocinio a spese dello Stato.

Non solo le donne vittime di violenza sono al centro di questo programma, bensì particolare attenzione è rivolta agli uomini maltrattanti per prevenire la condotta degli autori di violenza.

Erika Giachello, consulente legale dell'Orecchio di Venere che riceve nei locali della Croce Rossa di Mondovì, ha raccontato di come le donne denuncino violenze fisiche ma raramente quelle psicologiche ed economiche, molto più subdole e difficili da riconoscere. “Violenze che nemmeno gli uomini maltrattati riconoscono come tali – ha sottolineato Giachello -. Il rischio è che certi tipi di violenza non vengono riconosciuti e tutelati e passano per normali”.

Un grande passo avanti a livello normativo è arrivato nel 2013 con la ratifica della Convenzione di Istanbul, la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica nel quale finalmente la violenza sulle donne è stata riconosciuta come violazione dei diritti umani.

“Per ogni donna che subisce c'è un uomo che agisce, quindi gli attori chiamati in causa sono due – ha concluso Giachello -. Prevenire è meglio che curare, occorre lavorare sulle figure maschili e femminili per apportare cambiamenti socio-culturali ed eliminare pregiudizi e stereotipi di inferiorità della donna rispetto all'uomo. Una sensibilizzazione che deve partire nelle scuole”.

Ed è proprio in questo contesto che nascono i centri di ascolto non solo per donne ma anche per gli uomini maltrattanti, con programmi volti ad aiutare gli autori di violenza domestica.

Mariella Faraco, ispettore capo della Polizia di Stato - responsabile II Sezione Squadra Mobile Questura di Cuneo: "Non possiamo non volgere lo sguardo a chi compie violenza. Pietra miliare è la Convenzione di Istanbul che previene la recidiva adottando programmi per uomini maltrattanti.
In Italia fortunatamente eravamo già avanti con l'istituzione, nel 2009, del reato di stalking che introduce il fondamentale strumento dell'ammonimento”.

L'ammonimento è una misura di prevenzione che prescinde dalla commissione di reato.
“L'ammonimento è importante perché consente di procedere d'ufficio senza che sia necessaria la denuncia della vittima – ha spiegato Mariella Faraco -. Basta anche una segnalazione di un vicino di casa, la cui identità rimarrà anonima. Inoltre è previsto l'invio a centri specializzati con invito al maltrattante, sempre a titolo volontario, di aderire al programma di prevenzione. Insomma, per la violenza di genere è fondamentale la repressione, ma in molti casi la prevenzione è necessaria e deve passare dalla sensibilizzazione nelle scuole. L'ammonimento è uno strumento economico, valido e immediato. Puntiamo alla prevenzione e a fare delle segnalazioni uno strumento importante”.

Tra le misure di prevenzione c'è anche la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, riservata anche agli stalker perché considerati soggetti socialmente pericolosi. “In questo la questura di Milano fa scuola – continua Faraco -: ha stipulato un accordo con il centro locale di ascolto per gli uomini maltrattanti a cui è data la possibilità volontaria di sottoporsi al trattamento. Nel caso in cui non si segua il percorso, scatta automaticamente la misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”.

Ottimo strumento di prevenzione è poi il Protocollo Eva ideato dalla Polizia di Stato: l'agente che interviene in casi di violenza di genere deve compilare una 'check list' i cui dati si riveleranno utili in caso di successivo intervento. Dimostrata la continuità di reato, può scattare anche la misura urgente di allontanamento dalla casa famigliare o addirittura l'arresto.

Nell'occasione sono state presentate le iniziative organizzate a Cuneo per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, consultabili al seguente link: http://www.comune.cuneo.it/pari-opportunita/25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne.html

Come aticipato da Targatocn l'iniziativa di Viva Vittoria, che porterà migliaia di coperte in piazza Galimberti, è stata posticipata causa maltempo a lunedì 25 novembre.

cristina mazzariello

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